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19/04/2022

Rifugio ai Sap 1480 m.


Bella e semplice passeggiata che ci porta prima alla borgatina dei Sap e successivamente all'omonimo rifugio, situato in splendida posizione panoramica. Dotato di una stanza con 8 posti letto e di una stanza con 4 posti letto, un bagno con doccia calda e una sala da pranzo con 30 posti e una terrazza panoramica con tavoli in legno. Aperto per buona parte dell''anno, tel.339.3231128. Ottimo anche in inverno per una ciaspolata.



Località di partenza: Pra del Torno 1024 m. 
Arrivo: Rifugio ai Sap 1480 m.
Dislivello: 456 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: T/E
Cartografia: IGC: n.1 1:50.000 Valli di Susa Chisone e Germanasca
Accesso stradale  arrivati a Pra del Torno, dove termina la strada si può parcheggiare nei pressi del ponte sul torrente Angrogna.

















Descrizione: a piedi si attraversa il ponte sul torrente Angrogna e si risale per un tratto la strada sterrata. Poco oltre ad un bivio si trovano le indicazioni verso sinistra del sentiero n. 138 che sale al Rifugio Sap. A piacimento si può scegliere se prendere il sentiero oppure continuare per la sterrata.
Salendo dal sentiero (sempre ottimamente segnato) si raggiungono prima la borgata di Sarte e poi quella di Riaglio 1219 m., si prosegue sempre nel bosco sino ad arrivare alla borgata Sap e subito dopo all'omonimo Rifugio. Si ritorna per il medesimo itinerario, oppure dalla comoda strada sterrata.


12/06/2021

Alpe Crosenna 1645 m.

Escursione facile ma molto interessante che dall'abitato di Villanova ci porta nel selvaggio vallone del rio Crosella, con abbondanza di meravigliose cascate, ai piedi del Bric Boucie. All'alpeggio si trova l'agriturismo La Porziuncola oltre al miglior "Seirass" della valle. Esistono tre tipi di parcheggi arrivati a Villanova, strisce blu (euro tre tutta la giornata), parcheggio gratuito cento metri più sopra sulla strada oppure, si può proseguire ancora per alcuni tornanti con l'auto fino al parcheggio superiore, togliendo un centinaio di metri di dislivello e una mezz'ora in meno alla gita.
















Località di partenza: Villanova Pellice 1223 m.
Arrivo: Alpe Crosenna 1645 m.
Dislivello: 422 m.
Tempo di salita: 2 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC n.6 1:50.000 Monviso


















Descrizione: lasciata l'auto a Villanova ci si incammina sulla strada sterrata, e dopo alcuni tornanti si arriva al parcheggio alto da dove, volendo proseguire in auto si deve ritirare il Ticket di euro 10 al bar di Villanova (la strada prosegue e conduce al rifugio Jervis alla conca del Prà). Da questo punto si procede ancora sulla strada per una mezz'ora circa sino a trovare prima di una curva nei pressi di una cascata il bivio (indicato), che staccandosi sulla destra inizia a salire deciso in un bosco di larici, arrivando poi a costeggiare il rio Crosenna (viene da chiedersi come le mucche possano salire sin quassù il alpeggio). Si arriva così nei pressi di una sontuosa cascata, la si attraversa e ci si porta infine alla bellissima conca dove si trovano le baite dell'alpeggio/agriturismo, dove è possibile acquistare dell'ottimo formaggio. Il rientro avviene per il medesimo itinerario fatto all'andata.




24/02/2021

Bars d'la Tajola

Uno dei luoghi simbolo utilizzato dai Valdesi come nascondiglio durante le persecuzioni, punto panoramico sopra Torre Pellice ai piedi del monte Vandalino. Bel giro ad anello attraverso borghi e borgate percorrendo sentieri storici.















Località di partenza: B.ta Bonnet 870 m.
Arrivo: B.ta Bonnet 870 m.
Dislivello: 300 m.
Tempo complessivo: 3 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC n.6 1:50.000 Monviso
 Accesso stradale piccolo parcheggio poco prima della borgata.

















Descrizione: dal parcheggio si prosegue sulla strada e si raggiunge la borgata, si attraversano le poche case e, arrivati ad un bivio si prende a destra (da sinistra si rientrerà). Il sentiero parte subito ripido per appianarsi gradualmente si ricongiunge ad una strada sterrata dove si prosegue a sinistra in salita arrivando alle case di Ciampas. Si sale seguendo le indicazioni per il "Bars d'la Tajola" e arriviamo così alla borgata Giabaudin in posizione molto panoramica. Si continua a destra e al bivio successivo (sempre seguendo le indicazioni) si va a sinistra arrivando così in poco tempo al panoramicissimo "Bars d'la Tajola"  posizionato con tanto di terrazza sulla valle. Con l'adeguata attrezzatura (kit da ferrata) è possibile seguendo i cavi addentrarsi nell'anfratto di roccia, altrimenti conviene rimanere a contemplare il panorama dalla terrazza e fare magari uno spuntino (nel proseguo dell'escursione non ci saranno altri posti cos' assolati). Si continua ora sul sentiero attraversando alcune "ciaplere" (zone di massi accatastati) dove il sentiero si fa a tratti più impervio fino ad arrivare ad un bivio dove (per chi volesse) a destra la salita continua per la cima del Castellus 1416 m., oppure scendere a sinistra su sentiero molto bello e panoramico sino ad intercettare una strada sterrata dove, subito dopo a destra (segnalato) si riprende l'ultimo tratto di sentiero per rientrare alla borgata Bonnet e di qui all'auto, chiudendo questo bel giro ad anello.



09/02/2021

A spasso per Borgate

Interessante giro ad anello che permette di scoprire il versante solatio della valle e quello all'inverso, passando tra belle e abitate borgate della Val Pellice. Giro adatto a tutti e fattibile in qualunque periodo dell'anno, in questa stagione è possibile trovare neve nel tratto dell'inverso (tutto in ombra), ma sono sufficienti al limite un paio di ramponcini al seguito. Il percorso ovviamente è fattibile anche al contrario.





















Località di partenza: Bobbio Pellice 732 m.
Arrivo: Bobbio Pellice 732 m.
Dislivello: 300 m. circa
Tempo complessivo: 3 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC n.6 1:50.000 Monviso
























Descrizione: dalla piazza di Bobbio si individua il bar della Fontana (di fronte) e alla successiva via Sibaud, la si imbocca e la si percorre sino al termine giungendo così su una strada sterrata dove, subito a destra si trovano le indicazioni  per Sibaud che portano in salita a sinistra e in breve si raggiunge l'obelisco simbolo Valdese, si oltrepassa il prato e si arriva alla frazione di Patausset e alla carrozzabile asfaltata. La si percorre in salita (tratto un po' noioso) sino alla frazione di Podio dove, sulla sinistra, subito prima di una vasca con fontana si intercetta una strada sterrata con indicazioni per "bivio rifugio Crivello" e "bergerie Giulian". La si imbocca percorrendo un bel tratto abbastanza panoramico che si addentra nel vallone del Cruello, giunti al termine la strada scende ad incrociare in bivio che a destra porta al rifugio. Il tratto successivo è in ombra ed è possibile trovare neve e tratti ghiacciati. Si scende ora sulla strada sin ad incontrare le prime case e da qui di nuovo per asfalto alla  frazione Campi. Incrociamo ora la strada provinciale che sale a destra verso Villanova, (qui per chi volesse accorciare il giro può scendere direttamente a sinistra e tornare a Bobbio) se si intende proseguire l'anello si percorre un breve tratto  di strada in direzione Villanova fino alla frazione di Malpertus, e ci si addentra tra le case, poi ad un bivio a sinistra segnalato come "Ponte di Napoleone" tocca seguirne le indicazioni. Si attraversa il Pellice su questo caratteristico ponte e si giunge all'inverso della valle (possibile innevamento), si prosegue per circa una mezz'ora sul sentiero sino ad intercettare una strada sterrata che indica a destra "Villanova". Occorre andare a sinistra e dopo aver percorso un tratto pianeggiante si trova un bivio che scende deciso a sinistra in direzione Payant. Si prosegue e con alcuni saliscendi si arriva alla frazione; ora non rimane che proseguire sull'asfalto e in breve rientrare in paese e di qui all'auto. 





26/02/2020

Giro delle borgate di Angrogna

Una breve passeggiata tra i boschi, quasi pianeggiante che passa per alcune borgate della storia valdese. Angrogna con due chiese e due cimiteri a differenziare cattolici e valdesi, la "Pèira d'i debi" (pietra dei debiti), destinata nel medioevo ad esporre alla gogna gli insolventi. Poi la "Gheisa d'la Tana", ampio anfratto naturale tra le rocce dove, secondo tradizione veniva celebrato il culto e dove si rifugiavano i valdesi durante le persecuzioni. Bellissima la scuoletta di Odin, una delle meglio conservate della valle (visitabile da giugno a settembre, ma se si ha fortuna si può trovare il custode sul posto anche in altri periodi). Insomma una bella escursione nei periodi autunnali, invernali o primaverili, una bella lezione di storia all'aperto.














Località di partenza: Angrogna 782 m.
Arrivo: Angrogna 782 m.
Dislivello: 100 m. circa
Tempo complessivo: 2 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC n.17 1:50.000 Torino-Pinerolo e bassa Valle di Susa
Accesso stradale













Descrizione: dalla piazza si prende subito il tornante a destra dietro alla fontana (indicazioni) e sempre su asfalto ci si dirige verso la chiesa, si fanno i successivi tornanti sino alle ultime case per poi prendere un bivio a sinistra (indicazioni Chanforan, Gheisa d'la tana, scuola museo Odin). La strada diventa sterrata e si immerge in un bellissimo e curatissimo bosco di faggi e castagni sino a trovare più avanti tra le rocce sulla sinistra l'indicazione per la "gheisa d'la tana". Si scende brevemente per il sentiero lastricato tra i blocchi di roccia, e in breve si arriva all'ingresso della gheisa, in alto una lapide celebrativa di Edmondo De Amicis. Si può entrare nello stretto anfratto dove all'interno si amplia in una vasta sala illuminata dalla luce proveniente dall'alto da un varco nella roccia. Si ritorna sui propri passi e continuando nel bosco si arriva alla graziosa borgata di Odin (846 m.) con la sua scuola e il suo museo ad opera di un famoso viaggiatore inglese , certo Charles Beckwith. Si continua in leggera salita e si arriva a Chanforan dove, nella radura si trova la stele in pietra risalente al 1932 quarto centenario del sinodo valdese di Chanforan. Ancora un breve tratto e si arriva a Serre (847 m.) posta su un costone panoramico con il suo tempio valdese. Non rimane a questo punto che prendere la strada asfaltata che in leggera discesa ci riporta al punto di partenza sulla piazza di Angrogna.

12/08/2019

Crouchou d'pan

















Simpaticissima falesietta nelle immediate vicinanze del rifugio degli Invincibili in valle Pellice, da provare in attesa di un pranzetto in rifugio. Sono sufficienti una corda da 40 m. ed una manciata di rinvii. Il rifugio è raggiungibile dalla località di Bobbio Pellice dove, al ponte prima di entrare nell'abitato si svolta a destra sulla strada che con numerose svolte in circa 3 km. conduce alla località Bessè dove, lasciata la borgata a destra si sale ancora sino al termine della strada asfaltata, qui è possibile lasciare l'auto nei due slarghi a bordo strada. Di qui a piedi sulla sterrata in circa 45 minuti si arriva al rifugio. La falesietta si trova subito al tornante successivo. In zona sempre ben attrezzate dalla Guida Alpina Sandro Paschetto gestore del rifugio si trovano altre zone attrezzate per l'arrampicata, vedi link: http://www.rifugioinvincibili.it/view.php?page_id=41

27/05/2018

Monte Servin e Truc Castelletto

Panoramica escursione (quando c'è bel tempo) partendo dal Colle della Vaccera nella Valle di Angrogna in Val Pellice, l'itinerario porta prima alla modesta cima del Monte Servin e poi al giro del Truc Castelletto. Dalla cima del Servin si possono ammirare il Monviso e il gruppo del Rosa.













Località di partenza: Colle Vaccera 1461 m.
Arrivo: Monte Servin 1756 m.
Dislivello: 346 m.
Tempo di salita: 1 ora
Difficoltà: E, T  per il giro del Truc Castelletto 
Cartografia: IGC n.1 1:50.000 Valle di Susa Chisone e Gemanasca













Descrizione: il percorso è molto evidente, lasciata l'auto si prosegue sulla strada sterrata dietro al rifugio Vaccera (pista di fondo in inverno), la si segue per un tratto sino a quando questa piega verso destra, si imbocca un sentiero sulla sinistra sempre ben evidenziato da bolli rossi e tacche a volte gialle mantenendosi sul versante Sud della montagna (lato Valle Pellice). Il sentiero sala a tratti ripido ma sempre molto evidente sino alla cima del Servin. Si rientra per il medesimo percorso, ritornati al Colle ci si lascia alle spalle la grande meridiana in pietra e si procede costeggiando sulla sinistra il filare di abeti ignorando le altre tracce. Il percorso prosegue in leggera salita e si incontrano un paio di piattaforme in legno da dove è possibile ammirare il panorama. Ad un certo punto è possibile abbandonare la traccia e, imboccando un sentiero in breve salire al Truc Castelletto 1526 m.,ritornati sulla traccia principale si arriva in breve alla seconda terrazza panoramica e da qui iniziare il ritorno al punto di partenza.


20/02/2017

Rifugio degli invincibili 1356 m.

Situato in Val Pellice all'ingresso del Vallone degli Invincibili sul versante assolato che si affaccia sulla Val Pellice e sul Monviso. Luogo di importanza storica e uno dei più interessanti della valle, ultimo nascondiglio dei valdesi perseguitati che riuscirono a scampare al massacro. Il rifugio nato dalla ristrutturazione di un antico "fourest" è situato in bella e panoramica posizione, subito a monte del rifugio sulle roccette soprastanti sono stati attrezzati alcuni monotiri di arrampicata e una mini ferrata. Alle condizioni attuali non sono necessarie le ciaspole per raggiungere il rifugio, utili eventualmente se si vuole proseguire oltre.














Località di partenza: Bessè 1030 m.
Arrivo: Rifugio degli Invincibili 1356 m.
Dislivello: 326 m.
Tempo di salita: 1:15 ore 
Difficoltà: MR
Cartografia: IGC n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale si giunge in località Bessè. Lasciata la borgata sulla destra, proseguire fin quasi al termine della strada asfaltata dove è possibile lasciare l'auto in corrispondenza di due piazzole. In caso di innevamento eccessivo, l'accesso è consentito sino alla frazione di Bessè.













Descrizione: dal parcheggio, subito dopo inizia la strada sterrata, che lascia sulla sinistra il sentiero per Barma d'Aout e prosegue senza possibilità di errore fino al rifugio, passando prima per le case abbandonate degli Alì, del Bars e quelle ristrutturate del Cargiau. Si rientra per il medesimo percorso dell'andata.