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14/11/2025

Lago di Ceresole

Video gita

Semplice passeggiata adatta a tutti, fattibile dalla primavera all'autunno (nel periodo invernale diventa una bellissima pista da fondo). In questo periodo offre il meglio di se, con i colori caldi dell'autunno e lo specchiarsi delle cime nelle sue acque. E' possibile partire sia dall'inizio della diga, oppure dal fondo nei pressi del rifugio Massimo Mila Accesso stradale. Il giro è fattibile in ambedue i sensi, il lato verso il paese si svolge su strada sterrata, il lato opposto a ridosso della montagna è su asfalto ma non accessibile alle auto, e in questo periodo è in ombra. Il percorso ha un dislivello inferiore ai 100 metri e tutto il giro è fattibile comodamente in due ore.

20/05/2025

Narcisi ne abbiamo?













Davvero uno spettacolo la fioritura di narcisi in Valle Sacra, dove i prati si colorano di bianco come una nevicata. Pian delle Nere, località diventata famosa per i suoi narcisi selvatici, specie protetta, da non raccogliere e non calpestare. Hanno breve durata (mese di maggio), arrivare al Pian delle Nere è facile, dista pochi chilometri da Torino Accesso stradale, alla domenica occorre lasciare l'auto più in basso alla chiesa della Madonna della Visitazione, di li si prosegue con una navetta, oppure a piedi o in bicicletta.





07/03/2025

Madonna della Neve 917 m.

Semplice escursione adatta a tutti, si svolge su strada sterrata e ci conduce nella prima parte al Mulino Val e infine alla Cappella della Madonna della neve. Buon panorama sul monte Soglio, cima Mares e le punte della Quinseina. Numerosi tracciati per MTB.




















Località di partenza: Forno C.se frazione Comba 517 m.
Arrivo: Madonna della Neve 917 m.
Dislivello: 400 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC. n.21 1:50.000 il canavese da Ivrea a Chivasso
Accesso stradale buona possibilità di parcheggio appena fuori dalla frazione Comba
























Descrizione: lasciata l'auto si attraversa la frazione a piedi e giunti all'ultimo edificio si attraversa un ponticello da dove inizia la strada sterrata. Senza ombra di errore si prosegue sulla strada e si arriva in meno di 45 minuti al Mulino Val. Struttura tipica di un mulino a vento olandese (aperto e visitabile alla domenica) venne fatto costruire in memoria di Giuseppe Val nel 1969 dal padre dopo la sua morte in seguito ad un incidente, edificio poi acquistato nel 2022 dal comune di Forno. Si continua ora sempre sulla sterrata (volendo è possibile tagliare alcuni tornanti tramite scorciatoie) e si arriva ad uno slargo dove (indicazioni) si va a sinistra su un tratto pianeggiante, si arriva di fronte ad una scalinata fatta con tronchi di legno, arrivati in breve sulla sommità troviamo la Cappella della Madonna della Neve e una zona attrezzata con tavoli e panche, nei pressi della Cappella punto di lancio di parapendii. Il rientro avviene per il medesimo percorso fatto all'andata.




26/03/2022

Borgate alte di Noasca - Vallone del Roc

 

Breve ma bellissimo e panoramicissimo percorso che ci porta a visitare queste borgate oramai abbandonate ma ricche di testimonianze storiche. A Maison, oltre alla graziosa chiesetta è possibile osservare la vecchia scuola in uso fino al 1962. Vallone molto selvaggio, possibilità di avvistare  animali, splendide vedute sul Coumaron e Denti del Broglio.














Località di partenza: Noasca loc. Balmarossa 1360 m.
Arrivo: Borgo Vecchio 1567 m. 
Dislivello: 300 m. circa
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC n.3 1:50.000 Parco Nazionale del Gran Paradiso
Accesso stradale superata Noasca si salgono i quattro tornanti, passata la breve galleria e, immediatamente prima della galleria di Ceresole, si svolta a destra sulla vecchia strada in direzione di Balmarossa, si prosegue sino al termine della strada dove una sbarra vieta l'accesso e si parcheggia.



















Descrizione: lasciata l'auto, si supera la sbarra e si prosegue sulla strada sterrata abbastanza ripida ed in breve si arriva alla borgata Fragno 1442 m., si prosegue e si arriva alla borgata Varda 1525 m. dove termina la strada. Da qui si imbocca il sentiero verso sinistra, molto ben segnalato e, da qui in poi sarà quasi tutto un saliscendi. Si arriva così a Maison 1567 m. (chiesetta e scuola da vedere), si prosegue, il vallone progressivamente si amplia e il panorama diventa sempre più bello. Si arriva ora a Mola 1591 m., si scende leggermente verso Cappelle 1585 m., poi Potes 1549 m. Ora in fondo al vallone si vede la bella cascata del Roc e sulla sinistra poco più in alto si vedono le baite di Borgo Vecchio 1567 m. Si deve scendere nel valloncello, attraversare il ponte in legno e risalire brevemente per raggiungere la meta. E' possibile volendo avvicinarsi di più alla cascata percorrendo una qualsiasi delle molte tracce presenti. Il rientro avviene per il medesimo percorso fatto all'andata.




04/03/2022

Croce del Faggio 1400 m.


Prima della croce sorgeva un secolare e maestoso faggio, il quale era un riferimento per Locana, poi nell'estate del '42 una tempesta di vento lo sradicò, di qui l'idea di costruire una grande croce denominata "La Crus 'dl Fò". La crode del Faggio è raggiungibile a piedi da Locana con un dislivello di circa 600 m., ma siccome c'è una strada asfaltata che porta fino a Piandemma perchè non approfittarne? Accanto alla croce è stata installata una delle oramai tantissime Big Bench (per esattezza la n.174). L'escursione può continuare alla vicinissima Punta della Croce 1440 m., oppure (poco più lunga) Punta dell' Uja a quota 1725 m. Ottimo panorama dalla cima sulle vette circostanti e Gran Paradiso.



Località di partenza: Piandemma 1105 m.
Arrivo: Croce del Faggio 1400 m.
Dislivello: 300 m. circa
Tempo di salita: 1 ora
Difficoltà: T fino alla croce
Cartografia: IGC n.3 1:50.000 Parco Nazionale del Gran Paradiso
Accesso stradale si posteggia subito dopo la frazione al termine della strada.














Descrizione: lasciata l'auto ci si incammina sulla strada in parte asfaltata e in parte sterrata che sale ripida proprio in prossimità del parcheggio, si arriva così ad un primo gruppo di baite adagiate su un bellissimo pianoro, lo si attraversa raggiungendo un secondo gruppo di baite. Si prosegue sempre sulla strada a tratti abbastanza ripida sino ad arrivare alla croce e alla panchina gigante. Ottimo punto panoramico, per il rientro si percorre il medesimo percorso.




27/10/2020

Ferrata di Locana

Costruita recentemente, è una ferrata adatta anche ai neofiti. Percorso breve e molto ben attrezzato in un contesto ambientale molto bello, conosciuta anche come ferrata di San Lorenzo risale una placconata granitica molto bella con un bel ponte tibetano all'inizio che va percorso anche al ritorno.












Periodo: maggio-ottobre
Difficoltà: AD
Dislivello: 200 m.
Tempo complessivo: 2 ore














Descrizione: dal posteggio (bacheca con informazioni sulla ferrata), si imbocca l'evidente e ben segnalato sentiero che in 15 minuti porta ad un traliccio da dove ha inizio la ferrata. Dal traliccio si scende brevemente e si attraversa il ponte tibetano di 30 metri (volendo aggirabile per sentiero attrezzato), si continua in facile traverso e si arriva ad una facile e verticale parete molto ben ferrata. Si prosegue e si incontra il tratto attrezzato che percorreremo al ritorno, si risale ora un altro tratto verticale sempre ben attrezzato, segue poi un traverso ed un ultimo tratto verticale e si arriva al termine della ferrata. Ora seguendo il cavo verso destra si inizia la discesa, sempre tutta cablata che riporta al ponte tibetano e dove si conclude la ferrata.




16/08/2020

Rifugio Rosa dei Banchi 1874 m.

Gita abbastanza breve (adatta al ferragosto) ma con la possibilità volendo di allungarla piacevolmente con una mezz'ora in più dal rifugio sino ad una graziosa conca posta poco sopra, oppure in 45 minuti sino all'Alpe La Reale a 2096 m. o meglio ancora con 1:30 ore ( ma a questo punto è forse meglio usufruire della seggiovia per abbreviare il primo tratto) fino al lago La Reale a 2014 m.













Località di partenza:
Piamprato 1551 m.
Arrivo: Rifugio Rosa dei Banchi 1874 m.
Dislivello: 323 m.
Tempo di salita: 1 ora
Difficoltà: T sino al rifugio E se si prosegue oltre
Cartografia: IGC n.3 1:50.000 Parco Nazionale Gran Paradiso













Descrizione: dal posteggio si seguono le indicazioni per la seggiovia ed il rifugio proseguendo per un tratto ancora sull'asfalto. In breve la strada diventa sterrata e dopo alcuni tornanti si arriva alla partenza della seggiovia. La si lascia sulla destra e si prosegue sempre sulla strada innalzandosi con numerose svolte, ammirando il bel panorama. Si arriva così all'Alpe Ciavanassa 1815 m. posizionata poco sotto al rifugio. Arrivati al rifugio, si sale alle sue spalle in direzione dell'arrivo delle seggiovia e si rintraccia l'evidente sentiero (segnalato) che, passando prima per la conca succitata, attraversa il torrente  e sale sulla dorsale di sinistra ed in breve arriva all'Alpe La Reale e da dove è possibile con un'altra ora di marcia arrivare al lago. Si rientra per il medesimo percorso fatto all'andata.




29/05/2020

Lago del Serrù

Bellissima escursione invernale con le ciaspole  https://verticalemanontroppo.blogspot.com/2012/03/lago-del-serru-2275-m.html, ma altrettanto bella nella stagione tardo primaverile quando la neve inizia pian piano a ritirarsi inesorabilmente, per lasciare spazio all'estate. Panorami bellissimi e la possibilità di incontrare molti animali. La località di partenza può variare a seconda dello sgombero della neve. Alla data odierna i mezzi spalaneve sono al lavoro dal lago del Serrù a salire verso il Colle del Nivolet.













Località di partenza: Alpe Pilocca 1863 m.
Arrivo: Lago del Serrù 2275 m.
Dislivello: 412 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: T/E
Cartografia: IGC n.3 1:50.000 Parco Nazionale del Gran Paradiso
Accesso stradale













Descrizione: lasciata l'auto si può (volendo) proseguire comodamente sulla strada asfaltata seguendo i numerosi tornanti, ma è anche possibile (consigliato) percorrere la comoda mulattiera che sale subito a monte della strada (sentiero Chabod), che sale gradualmente fino a ricongiungersi più in alto con la carrozzabile che, a questo punto va poi seguita sino alla diga del lago. Se le condizioni di innevamento lo permettono è possibile proseguire ancora a piacimento lungo la strada verso il lago Agnel. Il rientro avviene per il medesimo percorso fatto all'andata. 


28/10/2019

Pian d'Azaria

"A maggio del 1940 ricevetti l'ordine dai miei ufficiali del battaglione Vestone del 6° Alpini di salire a Campiglia in Val Soana per fare l'istruttore di roccia. Dovete sapere che ho avuto molti momenti felici nella mia vita, ma forse quei giorni trascorsi a Campiglia Soana sono stati i più belli che ho vissuto. Quando ero libero dal corso di roccia andavo su al Pian della Azaria: per me quel luogo è sempre stato il più bello del mondo. I prati fioriti, il torrente ricco di trote, e i camosci che avevano da poco partorito con i piccoli che scivolavano sulle chiazze di neve dei pendii. 
Poi c'era la maestrina...
Era un luogo bellissimo tanto è vero che quando mi trovavo prigioniero in Germania o nelle montagne dell'Albania o nella steppa russa per consolarmi e per cambiare dalla mia mente il paesaggio, sognavo sempre il Pian dell'Azaria. Anche durante la ritirata di Russia, nei momenti di maggior sconforto, pensavo che lassù, in Val Soana, c'era il Pian dell'Azaria che rappresentava per me un luogo della memoria, un vero paradiso terrestre. Avevo 18 anni, ero innamorato, il paesaggio era così bello e facevo roccia con i miei amici... ero veramente felice"
Mario Rigoni Stern
                                                                                                                                 
Montagna difficile per viverci, pareti alte e ripide, canaloni valangosi, valle molto stretta, difficile la comunicazione con il fondovalle. Sono solo alcuni motivi per cui qui lo spopolamento è stato più consistente che altrove. Ma rimane una valle bellissima e selvaggia con le sue tre diramazioni e con ancora altri valloni laterali merita sicuramente di essere frequentata, tutta la testata della valle è compresa nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Con questa facile escursione si potrà osservare una natura ancora in larga parte incontaminata.













Località di partenza: Campiglia Soana 1350 m.
Arrivo: Grange Barmaion 1650 m.
Dislivello: 300 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC n.3 1:50.000 Parco Nazionale del Gran Paradiso
Accesso stradale si attraversa l'abitato, si costeggia l'albergo Gran Paradis e nei pressi di un'area giochi si può posteggiare l'auto nell'apposito parcheggio.













Descrizione: dal parcheggio si segue la stretta strada sterrata che in breve si porta sulla sponda sinistra idrografica del torrente e si innalza con alcuni ripidi tornanti, per tornare pianeggiante al bivio con il sentiero per il Santuario di San Besso. https://verticalemanontroppo.blogspot.com/2015/05/santuario-si-san-besso-2019-m.html 
Si superano così alcune baite e si entra nell'ampio e bellissimo Pian Azaria dove si trova l'oasi Mario Rigoni Stern e poco dopo l'antica Casa Reale di Caccia. Superatala si prosegue sempre con percorso pianeggiante fino al fondo del piano, dove con un'ampia curva ci si porta alle Grange Barmaion. Si rientra per il medesimo percorso fatto all'andata.