11/05/2022

Lago di Malciaussia


Approfittando di questi ultimi giorni di chiusura della strada che da Margone sale al lago di Malciaussia, saliamo a piedi questi sei chilometri per vedere il lago in veste primaverile, la volta precedente era in tardo autunno. Tantissime marmotte in giro e prati verdissimi, neve inesorabilmente in ritiro, resiste ancora sul versante sinistro del lago e verso il rifugio Tazzetti. Panorami sempre molto belli e apprezzabili quando si sale con la strada chiusa.
















La relazione del percorso:
http://verticalemanontroppo.blogspot.it/2011/11/lago-di-malciaussia-1805-m.html







28/04/2022

Pian della Mussa

Meta storica e tradizionale di escursioni e passeggiate, è uno splendido e immenso pianoro lungo circa due chliometri circondato da bellissime vette ispiratrici della "Montanara" di Toni Ortelli. Forse questo è il periodo migliore per salirci (a piedi), il traffico veicolare riprende a inizio maggio. Si ha quindi la possibilità di avvicinarsi a stambecchi e marmotte, il contrasto tra fine inverno e primavera immersi nel silenzio della natura è qualcosa di magico, quasi commovente.


 









Località di partenza: Balme 1460 m.
Arrivo: rifugio Ciriè 1850 m.
Dislivello: 390 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC n.2 1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale giunti a Balme, si prosegue sino al fondo del paese dove nei pressi della sbarra è possibile posteggiare a bordo strada.
















Descrizione: lasciata l'auto, si può scendere subito ad attraversare i torrente oppure, proseguire ancora un tratto oltre la sbarra per attraversare poi su un bel ponte di pietra e proseguire in salita sulla sterrata, la quale passando accanto a delle baite conduce in 45 minuti al Piano dove si trova una panchina gigante a picco sulla valle. Si passa accanto all'agriturismo "La Masinà" per proseguire su asfalto pianeggiante immersi in un bellissimo panorama. Si superano le "Grange della Mussa", poi il sacrario alla Madonna dei Bersaglieri ed infine si raggiunge poco più in alto sulla destra il rifugio Città di Ciriè. Il ritorno avviene per il medesimo percorso fatto all'andata.



19/04/2022

Rifugio ai Sap 1480 m.


Bella e semplice passeggiata che ci porta prima alla borgatina dei Sap e successivamente all'omonimo rifugio, situato in splendida posizione panoramica. Dotato di una stanza con 8 posti letto e di una stanza con 4 posti letto, un bagno con doccia calda e una sala da pranzo con 30 posti e una terrazza panoramica con tavoli in legno. Aperto per buona parte dell''anno, tel.339.3231128. Ottimo anche in inverno per una ciaspolata.



Località di partenza: Pra del Torno 1024 m. 
Arrivo: Rifugio ai Sap 1480 m.
Dislivello: 456 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: T/E
Cartografia: IGC: n.1 1:50.000 Valli di Susa Chisone e Germanasca
Accesso stradale  arrivati a Pra del Torno, dove termina la strada si può parcheggiare nei pressi del ponte sul torrente Angrogna.

















Descrizione: a piedi si attraversa il ponte sul torrente Angrogna e si risale per un tratto la strada sterrata. Poco oltre ad un bivio si trovano le indicazioni verso sinistra del sentiero n. 138 che sale al Rifugio Sap. A piacimento si può scegliere se prendere il sentiero oppure continuare per la sterrata.
Salendo dal sentiero (sempre ottimamente segnato) si raggiungono prima la borgata di Sarte e poi quella di Riaglio 1219 m., si prosegue sempre nel bosco sino ad arrivare alla borgata Sap e subito dopo all'omonimo Rifugio. Si ritorna per il medesimo itinerario, oppure dalla comoda strada sterrata.


11/04/2022

Rifugio Alpe Pianetti 1321 m.

Realizzato dal gruppo ANA di Graglia è aperto durante i week end e il mese di agosto. Nei pressi del rifugio ci sono diversi itinerari escursionistici, il rifugio è raggiungibile dalla località San Carlo nei pressi di Graglia tramite strada sterrata, quindi adatto a tutti e percorribile anche in MTB.


















Località di partenza: loc. San Carlo 1028 m.
Arrivo: rifugio Alpe Pianetti 1321 m.
Dislivello: 300 m.
Tempo di salita: 1 ora
Difficoltà: T
Cartografia: IGC n.9 1:50.000 Ivrea, Biella e bassa Valle d'Aosta
Accesso stradale la località San Carlo si raggiunge dopo avere superato il Santuario di Graglia, poi la località Bossola e circa un chilometro dopo si trova il parcheggio di San Carlo. Volendo (indicazioni) si può salire prima di San Carlo, ma occorre posteggiare a bordo strada.



















Descrizione: dal parcheggio si seguono le indicazioni e con la comoda strada sterrata in un'ora circa si raggiunge in rifugio immersi in un buon panorama. Giunti al rifugio consiglio di proseguire per la strada e di raggiungere l'Alpe Steveglio a 1550 m., volendo accorciarla, giunti all'indicazione B4 Buscajon, si lasci la strada e per traccia di sentiero si sale sino alla dorsale erbosa e di li a sinistra all'alpeggio. Per il rientro si risale per una diecina di minuti dietro alle baite e si intercetta la sterrata che riporta prima al rifugio e poi all'auto. Buon panorama sul Mombarone e sul Mucrone.




09/04/2022

Farfalle, caverne e briganti

Farfalle in via di estinzione, grotte che nel tempo hanno ospitato prima orsi e poi briganti e ora una colonia di pipistrelli; e per finire un villaggio neolitico fanno da cornice a questa interessante escursione, facile e adatta a tutti lunga una diecina di chilometri.















Località di partenza: Tetti Bandito 710 m.
Arrivo: Tetti Bandito 710 m.
Dislivello: 210 m.
Tempo complessivo: 3 ore 
Difficoltà: T
Cartografia: IGC n.8 1:50.000 Alpi Marittime e Liguri
Accesso stradale arrivati ad Andonno (prima del semaforo) svoltare a sinistra e attraversare il torrente Gesso, svoltare subito a destra in direzione Roaschia e lasciare l'auto sulla provinciale nei due parcheggi sotto alla B.ta di Tetti Bandito.




















Descrizione: dal posteggio si ritorna indietro ad attraversare sul ponte il Gesso, poi si va a sinistra in direzione di Andonno e al semaforo si prende a destra e si entra in paese (belli i murales dedicati agli antichi mestieri). Poco prima della chiesa di Santa Croce (indicazioni) si prende prima per via dello Svolto e poi sempre a sinistra via Soprana. Si arriva poi alla Cappella della Madonna del Gerbetto dove la strada si divide e occorre andare a sinistra, superato un ponticello, ignorare l'indicazione a destra per la cima Saben e proseguire dritti (la nostra meta sarà Valdieri). Poco oltre la strada diventa sterrata e termina dividendosi ancora, si va a destra salendo in un castagneto ci si immette poi in una radura e seguendo sempre le indicazioni si attraversa un ponticello in legno che immette su una mulattiera, la si segue a sinistra scendendo a fianco del rio raggiungendo una strada sterrata. Si sale ora ripidamente a destra e si arriva all'area della cava di ghiaia ora dismessa e divenuto ora Zona di Conservazione Speciale a favore della riproduzione della farfalla Papilio Alexanor (da qui la denominazione "Sentiero delle Farfalle"). Si continua ora in leggera discesa sino ai piedi della cava.
Si sale ora sempre su sterrata a fianco della provinciale proseguendo in direzione di Valdieri, arrivando così nei pressi della ricostruita Necropoli di Valdieri sulla destra della nostra strada. Si sale sino alle ultime capanne dove si incontra un sentiero, lo si percorre verso sinistra sino ad immettersi su una sterrata dove, occorre ancora svoltare a sinistra. Siamo ora in paese, si percorre una bella balconata, si passa nei pressi di una chiesetta e ci si porta sulla piazza centrale Vittorio Emanuele, si svolta a sinistra sino a piazza Regina Elena dove si trova la sede del Parco delle Alpi Marittime. Ora si attraversa la provinciale e si prende la via (leggermente a sinistra) Guglielmo Marconi, si scende e si attraversa il ponte sul Gesso e nei pressi di un allevamento di trote termina l'asfalto. Di qui si va a sinistra seguendo le indicazioni per le grotte su una bella sterrata nel bosco; Con vari saliscendi più o meno vicini al torrente si arriva nei pressi di alcune case e si continua a destra seguendo le indicazioni per Tetti Bandito. Si arriva così sotto a delle imponenti pareti verticali dove oltre alle grotte si trovano numerose vie di arrampicata. Le Grotte del Bandito, un tempo abitate dall'orso delle caverne, di notevoli dimensioni (poteva raggiungere i 3 metri per 600 kg. di peso). Durante le campagne di scavo so stati riportati alla luce reperti databili tra l'età del bronzo e l'età del ferro. Oggi le grotte fanno parete di un'area tutelata ed hanno accesso regolamentato e soggetto ad autorizzazioni ed è legato allo svernamento di varie specie di pipistrelli. Superate le grotte si continua ancora per un breve tratto in piano, poi si sale brevemente a destra e si raggiunge la graziosa borgata di Tetti Bandito e di li brevemente all'auto per chiudere questo interessante anello.



26/03/2022

Borgate alte di Noasca - Vallone del Roc

 

Breve ma bellissimo e panoramicissimo percorso che ci porta a visitare queste borgate oramai abbandonate ma ricche di testimonianze storiche. A Maison, oltre alla graziosa chiesetta è possibile osservare la vecchia scuola in uso fino al 1962. Vallone molto selvaggio, possibilità di avvistare  animali, splendide vedute sul Coumaron e Denti del Broglio.














Località di partenza: Noasca loc. Balmarossa 1360 m.
Arrivo: Borgo Vecchio 1567 m. 
Dislivello: 300 m. circa
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC n.3 1:50.000 Parco Nazionale del Gran Paradiso
Accesso stradale superata Noasca si salgono i quattro tornanti, passata la breve galleria e, immediatamente prima della galleria di Ceresole, si svolta a destra sulla vecchia strada in direzione di Balmarossa, si prosegue sino al termine della strada dove una sbarra vieta l'accesso e si parcheggia.



















Descrizione: lasciata l'auto, si supera la sbarra e si prosegue sulla strada sterrata abbastanza ripida ed in breve si arriva alla borgata Fragno 1442 m., si prosegue e si arriva alla borgata Varda 1525 m. dove termina la strada. Da qui si imbocca il sentiero verso sinistra, molto ben segnalato e, da qui in poi sarà quasi tutto un saliscendi. Si arriva così a Maison 1567 m. (chiesetta e scuola da vedere), si prosegue, il vallone progressivamente si amplia e il panorama diventa sempre più bello. Si arriva ora a Mola 1591 m., si scende leggermente verso Cappelle 1585 m., poi Potes 1549 m. Ora in fondo al vallone si vede la bella cascata del Roc e sulla sinistra poco più in alto si vedono le baite di Borgo Vecchio 1567 m. Si deve scendere nel valloncello, attraversare il ponte in legno e risalire brevemente per raggiungere la meta. E' possibile volendo avvicinarsi di più alla cascata percorrendo una qualsiasi delle molte tracce presenti. Il rientro avviene per il medesimo percorso fatto all'andata.




24/03/2022

Anello della Certosa (uno dei tanti)

Rilassante escursione passante per alcune vecchie cascine legate ai tempi della Certosa quando fervevano le opere dei monaci legate ad agricoltura e pastorizia. Percorso prevalentemente su strade sterrate tranne un tratto di sentiero tra cascina San Paolo e cascina San Michele. Percorso adatto nelle mezze stagioni, molto panoramico l'arrivo sulla dorsale a San Michele.











Località di partenza: Cerosa di Pesio 843 m.
Arrivo: Cerosa di Pesio 843 m.
Dislivello: 350 m.
Tempo complessivo: 2 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC n.8 1:50.000 Alpi Marittime e Liguri
Accesso stradale ampio parcheggio nei pressi della Certosa.


















Descrizione: dalla Certosa si percorre la strada in discesa in direzione di Chiusa Pesio per un centinaio di metri. Superato il vecchio mulino, sulla destra parte una strada sterrata che porta ad attraversare su un ponte il Pesio, oltrepassatolo, al bivio si va a destra sulla strada chiusa da una sbarra. La strada rimonta nel vallone ed in breve si arriva a cascina San Giuseppe, si sale sulla destra attraversando il corso d'acqua e procedendo su una pista erbosa si costeggia il muro di cinta della Certosa, si prosegue poi con una leggera discesa sino a ricongiungersi con la strada sottostante proveniente dalla Certosa (strada che sarà percorsa al ritorno). si prosegue ora in leggera salita a sinistra, si riattraversa il torrente, si tralascia una diramazione per San Michele (da li si ritornerà), si continua sulla strada e dopo un paio di tornanti si arriva alla cascina San Paolo (ben ristrutturata). Da qui, seguendo le indicazioni si prende il sentiero a destra che sale ripido nel bosco, poco evidente ma molto ben segnalato. Si raggiunge così una panoramicissima dorsale pascoliva da dove il sentiero spianando conduce alla cascina San Michele. Occorre ora prendere la strada in discesa a destra che si addentra nel bosco (molto bello) e sempre in discesa senza possibilità di errore si arriva al bivio iniziale dove, scendendo ancora a sinistra si arriva comodamente alla Certosa chiudendo l'anello.