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11/04/2022

Rifugio Alpe Pianetti 1321 m.

Realizzato dal gruppo ANA di Graglia è aperto durante i week end e il mese di agosto. Nei pressi del rifugio ci sono diversi itinerari escursionistici, il rifugio è raggiungibile dalla località San Carlo nei pressi di Graglia tramite strada sterrata, quindi adatto a tutti e percorribile anche in MTB.


















Località di partenza: loc. San Carlo 1028 m.
Arrivo: rifugio Alpe Pianetti 1321 m.
Dislivello: 300 m.
Tempo di salita: 1 ora
Difficoltà: T
Cartografia: IGC n.9 1:50.000 Ivrea, Biella e bassa Valle d'Aosta
Accesso stradale la località San Carlo si raggiunge dopo avere superato il Santuario di Graglia, poi la località Bossola e circa un chilometro dopo si trova il parcheggio di San Carlo. Volendo (indicazioni) si può salire prima di San Carlo, ma occorre posteggiare a bordo strada.



















Descrizione: dal parcheggio si seguono le indicazioni e con la comoda strada sterrata in un'ora circa si raggiunge in rifugio immersi in un buon panorama. Giunti al rifugio consiglio di proseguire per la strada e di raggiungere l'Alpe Steveglio a 1550 m., volendo accorciarla, giunti all'indicazione B4 Buscajon, si lasci la strada e per traccia di sentiero si sale sino alla dorsale erbosa e di li a sinistra all'alpeggio. Per il rientro si risale per una diecina di minuti dietro alle baite e si intercetta la sterrata che riporta prima al rifugio e poi all'auto. Buon panorama sul Mombarone e sul Mucrone.




09/12/2018

Rifugio e chiesetta M. della Neve 1480 m.

Rosazza e Piedicavallo sono i due centri turistici più importanti della valle Cervo, collegate da una comoda carrozzabile che risale il torrente Cervo. La gita è fattibile da entrambe le località, con un maggior dislivello da Rosazza e da un minore dislivello da Piedicavallo, (io ovviamente…). Il rifugio si trova in prossimità delle Selle di Rosazza ed è parte di un gruppo di baite, poco a monte del rifugio si trova la chiesetta dedicata alla Madonna della Neve, luogo molto panoramico specie in questo periodo con il contrasto delle cime innevate, consente di ammirare tutta la valle Cervo. Il dislivello da Rosazza è di circa 600 metri con esposizione a mezzogiorno, per contro da Piedicavallo il dislivello è di 443 metri, ma in questo periodo non vedrete il sole sino alla meta. Ramponcini consigliati in questo periodo in presenza di neve o ghiaccio.













Località di partenza: Piedicavallo 1037 m.
Arrivo: Selle di Rosazza 1480 m.
Dislivello: 443 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC n.9 1:50.000 Ivrea Biella e bassa valle d'Aosta
Accesso stradale nell'ampia zone di parcheggio che costeggia il torrente Cervo, vicino ad un parco giochi e ad un chiosco-bar è possibile posteggiare.













Descrizione: dal posteggio si attraversa il bellissimo ponte in pietra, si svolta a sinistra (indicazioni Selle di Rosazza) costeggiando il torrente, si prosegue passando accanto a delle baite diroccate arrivando ad un piccolo spiazzo con delle lastre di pietra conficcate nel terreno a mo' di staccionata. Si mantiene sempre la destra sul sentiero (segni rossi sulle pietre o su alberi) e ci si inoltra nella faggeta arrivando in breve ad un nucleo di case che bisogna attraversare per proseguire a mezzacosta sulla sinistra nel fitto bosco che con numerosi tornanti ci porterà con pendenza costante a delle baite diroccate dette del "Balcun" da dove si gode una splendida vista (da qui probabilmente il nome) su Piedicavallo e su Rosazza, appena oltre sono situati il rifugio e la piccola chiesetta da dove si gode un panorama incantevole sulla cerchia montana, tra cui il Tovo, il Camino e il Rosso. Il rientro a meno di voler scendere a Rosazza avviene per il medesimo percorso fatto all'andata.


26/03/2018

Bocchetto Sessera 1382 m.

Bochet ed Sessera (in dialetto piemontese) è un valico delle alpi biellesi collegato dalla bellissima "panoramica Zegna" che mete in collegamento la Valle Mosso con la Val Sessera. Raggiungibile in auto sia da Trivero, sia dalla Valle Cervo sempre mediante la panoramica Zegna. Dal Bocchetto Sessera si accede ad una interessante rete di piste sia di fondo, sia per ciaspole, disponendosi a raggiera rispetto alla Val Sessera con esposizione favorevole verso nord, dove nonostante la quota non eccessivamente alta la neve tende a durare a lungo. Tali percorsi sono frequentati anche nella bella stagione sia a piedi che in MTB.












03/11/2015

Ferrata dell'Infernone

Sulle Prealpi biellesi, nel cuore della Valle Elvo, si nasconde tra i boschi e le lame del torrente Elvo, un percorso all'insegna dell'andrenalina: la Ferrata  dell'Infernone. Una via ferrata molto suggestiva, che si sviluppa in orizzontale, lungo un circuito attrezzato di circa 2 km. tra le gole più profonde del ruscello, tra rocce, orridi e strapiombi. Un itinerario fatto di salti e ponti sospesi grazie ai quali è possibile addentrarsi in una realtà altrimenti inaccessibile, e ammirare da vicino la bellezza. Lungo la ferrata l'ambiente è molto selvaggio con tutto intorno un paesaggio da cartolina: il panorama è costellato da prati, boschi e alpeggi che testimoniano la tradizione agropastorale della zona.
Il video della gita: https://www.youtube.com/watch?v=KaFUDxGuD8E&feature=youtu.be
La relazione della gita: http://verticalemanontroppo.blogspot.it/2012/04/ferrata-dellinfernone.html

16/06/2013

Parco della Burcina



 L'amore per la natura, una notevole conoscenza della flora esotica, una grande passione per il giardinaggio, probabilmente furono i presupposti che spinsero, verso la metà del 1800 Giovanni Piacenza, industriale laniero di Pollone, ad acquistare il colle Burcina e a trasformarlo in un parco seguendo gli indirizzi del giardino paesistico nato in Inghilterra nel 1700. Dal 1935 il Parco è di proprietà del Comune di Biella. Negli anni '50 sono state eseguite ristrutturazioni come: l'ampliamento della rete viaria e il nuovo accesso con il ponte sul rio Vandorba. Merita sicuramente una visita.  



















Località di partenza: Pollone 570 m.
Arrivo: sommità del parco 825 m.
Dislivello: 265 m.
Difficoltà: T
Tempo di salita: 2 ore
Accesso stradale Nel parco sono possibili diversi itinerari (segnalati in loco) che risalgono la collina portando ad osservare le numerose specie floreali presenti, stupenda in primavera, la fioritura di rododendri.



















29/04/2012

Ferrata della Balma 900 m.

Ferrata breve ma carina e interessante, da abbinare eventualmente a quella dell'Infernone essendo distanti solo una ventina di chilometri.
Periodo: tutto l'anno
Difficoltà: AD
Dislivello complessivo: 100 m.
Tempo complessivo: 1 ora
Vie ferrate di Dario Gardiol
Accesso stradale  a San Paolo Cervo  attraversare il ponte e parcheggiare accanto all'evidente piccola falesia (ex cava di granito) che si nota dall'altra parte della valle (cartello stradale "via ferrata e arrampicata"). Dal parcheggio si vede bene la falesia (a 20 m.) dove è stata attrezzata una placca per l'arrampicata (tacche scavate e anello di ancoraggio) e, a sinistra, una breve via ferrata.







Descrizione: si parte subito con un breve muro verticale di pochi metri, poi si traversa a sinistra e se ne sale un secondo che sbuca su una ampia sella, dove si continua su un'altra parete che va attraversata in salita a destra appoggiando i piedi su un cavo metallico per alcuni metri.
Poi si risale un muro verticale per qualche metro per arrivare ad un traverso che conduce al ponte delle scimmie che sbuca su uno spigoletto dove ci attende una salita verticale che porta allo strapiombo. Poi si inizia ad attraversare verso sinistra su una placca aerea e panoramica fino ad arrivare dove il percorso si fa più verticale e porta all'ultimo muretto che conduce all'uscita nel bosco superiore. Da qui un sentiero porta in 10 minuti al Belvedere sulla valle, altrimenti un altro sentiero riporta in basso (direzione San Paolo Cervo) verso un grande masso chiaro arrivando a sbucare sulla stradina asfaltata che riporta (a destra) al parcheggio in circa 30 minuti in tutto.

Ferrata dell'Infernone 750 m.

Bel itinerario che percorre la gola del torrente Elvo, non presenta particolari difficoltà, se non quello di essere particolarmente scivoloso in alcuni tratti. Percorso abbastanza lungo, da evitare in periodi successivi a piogge e va evitata in periodi di eccessiva piena del torrente.
Periodo: maggio - novembre
Difficoltà: PD
Dislivello complessivo: 300 m.
Tempo complessivo: 3:30 ore
Vie ferrate di Dario Gardiol
Accesso stradale a Sordevolo si sale alla chiesa di S. Ambrogio e subito dopo si parcheggia nel piccolo slargo con fioriere e panchine con balaustra a picco sul vuoto verso la gola dell'Infernone.



Descrizione:
dal parcheggio subito a sinistra una strada (cartello "via ferrata") scende qualche centinaio di metri tra le case fino ad un'officina, si va alla fine dell'asfalto, si segue la sterrata a destra in discesa verso il torrente, un canapone aiuta ad attraversare, alla fine, un canale d'irrigazione) fino al cartello dove si va dritto e poi a sinistra fino all'attacco traversando il canale d'irrigazione citato. Ora si comincia a risalire (a destra) sulla sponda orografica sinistra, passando accanto e sotto il pilastro di un ponte. Si tratta di un sentiero attrezzato di cui si seguono i cavi in leggera salita fino al facile ponte delle scimmie con bella vista sulle rocce del torrente. Talora i cavi si interrompono e poi riprendono. Seguire gli ometti di pietra ed i segni di colore verde e giallo fino al ponte in pietra che s'attraversa, si riprende sull'altra sponda salendo, fino al successivo secondo ponte delle scimmie che porta sulla sponda orografica destra dove si continua per molte centinaia di metri in salita con un percorso molto vario, mai difficile, talora molto vicino all'acqua, fino a raggiungere,infine, la parte più bella e spettacolare del percorso. Qui la gola si stringe, il torrente si incassa per qualche centinaio di metri in una strettoia tra le rocce, si trovano qualche ferro e lunghi cavi metallici accompagnano la risalita sulla sponda idrografica destra del torrente, fino all'ultimo semplice ponte delle scimmie che riporta sulla sponda sinistra orografica del torrente all'altezza di un curioso telaio di motocicletta. L'uscita è in salita verso il costone che domina la forra. Più in alto si esce in una zona verdeggiante dove una mulattiera riporta, in parte scorrendo accanto ad un canale di irrigazione, dapprima ad alcune case isolate e poi borgate e più in basso a Sordevolo dove si segue via Bagneri, acciottolata, fino al parcheggio di partenza.






02/05/2011

Ferrata Nito Staich 1600 m.



Aerea ed impegnativa, molti i tratti verticali che aggirano spigoli esposti e pareti verticali a tratti strapiombanti, carina la risalita del pilone della funivia. Possibilità all'uscita della ferrata di raggiungere per cresta erbosa la sommità del Monte Tovo a 2230 m. Buon panorama sul percorso.



















Periodo: Maggio - Ottobre
Difficoltà:
Dislivello complessivo: 350 m.
Tempo complessivo:
Vie ferrate di Dario Gardiol
Accesso stradale Arrivati al Santuario proseguire ancora sulla strada oltre gli impianti della funivia per circa 1 Km. (direzione "Galleria Rosazza")In un tornante dove si trovano i ruderi di una cappella è possibile posteggiare l'auto.




















Descrizione: dal parcheggio con il sentiero D13 (indicazioni per la ferrata), in circa 30 minuti si raggiunge una piccola cappelletta dove su di un masso una freccia rossa indica l'inizio della ferrata, raggiungibile in 10 minuti risalendo la pietraia. Partenza subito verticale, per delle belle placche rosse, una traversata che termina su una parete verticale che porta ad un pilastro della funivia abbandonato. Si risale il traliccio per arrivare al primo ponte delle scimmie di circa 8 metri, che conduce dalla parte opposta. Si attraversa a destra fino a sbucare su un terrazzo erboso su un tratto senza cavi che raggiunge l'attacco di un bel diedro verticale ed aereo che a sua volta porta ad una aerea cengia. Poi alcune pareti e traversi che passano proprio sotto i cavi della funivia, dove occorre affrontare un tratto verticale su una bella placca liscia ma ben attrezzata, fino alla base di un torrione diviso dalla parete principale da un grande camino dove si trova il secondo ponte delle scimmie. Si risale la parete sovrastante, uscendo su una aerea traversata, che porta all'ultimo tratto della ferrata, il più duro, ma sicuramente il più interessante.Una serie di placche granitiche che portano sotto ad un tetto che va aggirato con un tratto esposto a sinistra. Ancora pochi metri e si arriva sul piccolo pianoro che segna la fine della ferrata, accanto al pilone della funivia.
Per il ritorno vanno seguiti i segni bianchi e rossi sulla sinistra che in circa mezz'ora riportano al parcheggio. Se invece si vuole proseguire per il Monte Tovo, si continua per l'evidente e semplice cresta erbosa, prima su evidenti tracce e poi con segnavia n.14. Con giornate terse, bellissimo panorama sulla pianura e sul Monte Rosa.















24/05/2010

Argimonia - La plus facile

Non poteva mancare su "Verticale ma non troppo" una via di arrampicata così bella e facile.
Adatta ai principianti ed ai modesti arrampicatori come me. E' una via di sette lunghezze con tiri max di trenta metri e con difficoltà non superiori al 3° grado; una via fatta apposta per imparare a muovere i primi passi da capocordata e le relative manovre di corda, percorribile anche con scarponi da montagna (le scarpette non sono indispensabili) la via è ottimamente attrezzata a fix inox. Aperta nel 2006 dalla guida alpina Gianni Lanza, valutata come PD (segnata in rosso sulla foto). A fianco di questa via si trovano altri due percorsi (quello segnato in blu) "SK2" valutato AD- e (quello segnato in nero) "la Jella" valutato AD.

Accesso stradale  dalla "Panoramica Zegna" sempre in direzione Bielmonte, superata la prima galleria, si parcheggia nel medesimo slargo sulla sinistraNel caso vi fosse poco parcheggio si può oltrepassare la seconda galleria, trovando più spazio dove lasciare l'auto. Noi siamo saliti da Trivero e ridiscesi da Bielmonte e la consiglio per l'ottimo panorama.
Descrizione: Dallo slargo dove si lascia l'auto, attraversare la strada e reperire un sentiero con bolli rossi (assai sbiaditi) e comunque con l'aiuto di alcuni ometti di pietra ci si riesce a districarsi abbastanza agevolmente, anche perchè il percorso è alquanto evidente. Bisogna puntare verso i paravalanghe e attraversare la pietraia per arrivare alla base della parete. Con il percorso giusto si arriva alla base della "SK2", bisogna allora aggirarla verso sinistra per raggiungere l'attacco della "Plus facile" a questo punto dovrebbero essere già evidenti gli spit. Calcolare una mezz'ora dall'auto. L'arrampicata si sussegue su placche e pilastrini su una specie di cresta con difficoltà mai superiori al 3° grado. In circa 1:30 - 2 ore (con tutta calma per gustare il paesaggio) si esce sulla cresta sommitale dove termina l'arrampicata. Salendo a destra volendo si può raggiungere la cima. Notevole il panorama su gruppo del Monte Rosa.
Discesa: Seguire il sentiero verso Bielmonte avendo come riferimento una cappelletta (ben visibile), giunti ad un colle con grande ripetitore scendere a sinistra su sentiero ed in 30 minuti si ritorna all'auto (passando all'interno della seconda galleria).

20/06/2009

Ferrata del Limbo 2335 m.

Bella, mai difficilissima percorre la parete sud-est del Monte Mucrone, nelle (non molte) giornate terse, il panorama è grandioso con vista su Monviso, Monte Rosa e Cervino. Avvicinamento e rientro abbastanza lungo in ambiente isolato, già di alta montagna. La ferrata del Limbo, costruita nel 2001 dalle guide alpine di Tike Saab Gianni Lanza e Carlo Gabasio, è stata una delle prime del Piemonte. 

Periodo: Maggio - Ottobre
Difficoltà: D
Dislivello complessivo: 435 m. 
Tempo complessivo: 4 ore
vie ferrate di Dario Gardiol
Accesso stradale dal Santuario salire al parcheggio della stazione della funivia.















Descrizione: dall'arrivo della funivia si procede in direzione del lago Mucrone, reperendo poi il sentiero che parte dalla sponda sinistra (corde fisse nei tratti più ripidi) porta in 45 minuti circa  all'attacco della via. Si sale il primo salto di 120 metri abbastanza verticale con scalette e cavo, il secondo salto inizia in un camino per poi uscire a sinistra per placche, il terzo salto è una placca di 60 metri che porta al breve ponte delle scimmie, dopo il ponte l'ultimo salto di 50 metri porta all'uscita della ferrata da cui con breve camminata si raggiunge la vetta. Vista meravigliosa su tutta la pianura e l'arco alpino. Per il ritorno si segue la cresta verso Nord in discesa (sentiero D24) verso i ruderi della funivia. Poi ancora in basso puntando verso il colle dove si deve girare a destra in direzione del lago, e infine alla stazione della funivia.
Note: Ho effettuato la salita il giorno il 14/06/2009, in quest'anno di abbondanti nevicate, abbiamo trovato ancora parecchia neve sul percorso, sia in salita che in discesa, con qualche difficoltà nell'attraversamento della terminale. Quindi sono risultati utili piccozza e ramponi. Logicamente i tempi di salita si sono un po' allungati. Ore 1:30 dall'arrivo della funivia all'attacco della ferrata (due grossi nevai). Ore 2 di ferrata, ore 1:30 per la discesa. Totale ore 5 soste comprese.