domenica 26 febbraio 2012

Colle delle Finestre 2176 m.

Splendida escursione nel Pian dell'Alpe, all'interno del parco naturale Orsiera Rocciavrè.
Il colle è famoso per l
e numerose battaglie, ma anche come tappa del giro d'Italia di ciclismo.
Sul versante della valle di Susa, si può ammirare l'imponente Rocciamelone.


Località di partenza: Balboutet strada per il colle 1600 m.
Località di arrivo: colle delle Finestre 2176 m.
Dislivello: 576 m.
Difficoltà: MR
Tempo di salita: 2 ore
Cartografia: IGC n.1 1:50.000
Bibliografia: A spasso sulla neve di D. Zangirolami e U. Bado

Accesso stradale: dalla tangenziale di Torino, nei pressi dell'uscita di Orbassano, si imbocca la superstrada per Pinerolo, si svolta a destra per val Chisone-Sestriere, si prosegue fino a Fenestrelle e, dopo qualche chilometro, si gira a destra per Usseaux (o subito dopo al bivio per Balboutet). Si continua a salire fino a raggiungere un bivio, a destra si arriva a Balboutet: in paese ci si può rifornire di ottima acqua ad una bella fontana. Si supera il paese e si continua ancora per un paio di tornanti (a seconda dell'innevamento), sino al divieto di transito.

Descrizione: si continua sulla strada che passa sopra il paese di Balboutet e prosegue con un lungo traverso verso est. Seguendo sempre la strada dopo una serie di tornanti, dove s e esistono tracce si possono effetture tagli, si arriva in circa un'ora e quindici, all'incantevole Piano dell'Alpe. Il colle ora ben visibile, si trova sul lato opposto e quindi, seguendo la traccia, lo si attraversa puntando diretti al colle. Con un ultimo tratto un pò faticoso si arriva al colle delle Finestre. Da Pian dell'Alpe, ma solo con condizioni di neve assolutamente sicure, si può arrivare al colle seguendo l'itinerario della strada.



Discesa: per l'identico itinerario di salita.


domenica 19 febbraio 2012

Sentiero dei Partigiani

Ripercorrere i sentieri dei partigiani, risalire i valloni dove vissero, ritrovare gli anfratti in cui si nascosero è un modo per ricordare le battaglie per la libertà. Ovviamente non è il sentiero in sè, ma è l'occasione per camminare tra i luoghi della storia, che permette di comprendere meglio il seso delle loro scelte, la quotidiana fatica della vita partigiana, di percepire il freddo, la paura, la fame, così come l'allegria, le speranze e la spensieratezza. E con questo camminare, che è muoveversi tra le tracce e la memoria, tra eventi e testimonianze, capiamo i valori e le speranze che ispirarono questi uomini che fecero la Resistenza.

Località di partenza: Colle del Lys 1311 m.
Località di arrivo: Colle della Portia 1328 m. Colle della Lunella 1359 m.
Difficoltà: MR
Tempo di percorrenza: 3 ore
Cartografia: IGC 1:50.000 n.2 valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale: da Torino ad Almese, percorrendo l'autostrada del Frejus con uscita ad Avigliana ovest (prima del casello), alla rotonda si prosegue per Almese, Rubiane e colle del Lys, dove si lascia l'auto sul grande piazzale.

Percorso: Dal piazzale del Colle, si imbocca lo sterrato in fondo al parcheggio, dove una bacheca posta all'inizio del sentiero, introduce il percorso che coincide in parte con il Sentiero dei Partigiani. Il sentiero inizia in leggera discesa, per poi entrare in un ombroso bosco di larici. Tra vari saliscendi si aggirano le pendici del Monte Arpone, che si può salire con un disgressione (cartello indicatore). Intanto si aprono suggestivi panorami sul sottostante vallone. Dopo circa 45 minuti si scende fino ad incrociare per un tratto la pista da fondo e si giunge nei pressi di una fonte, dove con un tratto più ripido a destra (cartello indicatore), conduce in 15 minuti al Colle della Portia 1328 m., un grande pianoro da cui si gode una spendida vista su Val della Torre e sulla pianura torinese. Qui si trova un bivacco sempre aperto, con porticato esterno e all'interno tavolo e caminetto, il quale rappresenta un ideale punto di appoggio.


A questo punto, se le condizioni di innevamento lo consentono (nel caso esista già una traccia) si prosegue sulla sinistra (cartello indicatore) e si imbocca un sentiero in leggera salita, che con alcuni passaggi su rocce e pietre si raggiunge un bivio, dove scendendo verso destra in circa 30 minuti si arriva al Colle della Lunella, ampio e pianeggiante a 1359 m. di quota.


Nel caso non ci fosse traccia dal Colle della Portia al Colle della Lunella, consiglio di ridiscendera alla pista di fondo e di percorrerla sino al termine. Poco prima di arrivare al posto tappa di San Vito (vedi cartina) si prosegue sulla destra fino a raggiungere il rifugio Lunella, e da li in breve al colle Lunella 1359 m.
Per il rientro a questo punto, conviene percorrere la pista di fondo fino al rifugio del Lys, dove è consigliabile una sosta.

lunedì 13 febbraio 2012

La Baio di Sampeyre

La Baio è una festa tradizionale che si svolge ogni cinque anni (prossima edizione 2012) nel comune di Sampeyre, in Valle Varaita nella provincia di Cuneo, tra le prime settimane di febbraio. E' una delle più importanti e antiche feste tradizionali delle Alpi italiane. Quella che cade quest'anno 2012 vedrà domenica 5 febbraio la Baio di Calchesio far visita a quella di Sampeyre dove gli Abà, capi indiscussi della festa, incrocieranno le spade in segno di saluto, domenica 12 febbraio convergeranno nel capoluogo tutte le quattro Baie, il 16 febbraio (giovedì grasso) si terranno i processi, le Baie giudicheranno il proprio Tesoriere accusato di furto ai danni della comunità.


Origini e tradizione
Le origini di questa festa sono molto antiche, risalenti attorno al 975 o al 980, quando le squadre di saraceni che erano penetrate nella valle per saccheggiarla vennero scacciate dalla popolazione locale. La festa è quindi la commemorazione della cacciata degli invasori musulmani, anche se alcuni hanno messo in dubbio questa ipotesi, forse diffusa nel XVIII secolo per ragioni turistiche. La Baio è composta da quattro cortei (o eserciti), provenienti dal capoluogo e da tre sue frazioni: Sampeyre (Piasso), Rore (Rure), Calchesio (Chucheis), e Villar (Vilà). Per tradizione al corteo partecipano solo gli uomini di ogni borgata, esibendosi con i complicati costumi tessuti dalle donne del borgo e interpretando anche i ruoli femminili; un'usanza che non ha risparmiato alla festa l'accusa di maschilismo. Il momento di comunicazione più profondo tra pubblico e interpreti è il ballo. La Valle Varaita è infatti considerata il più importante centro del mantenimento e della riscoperta delle tradizioni occitane, dove si sono conservati molti balli tradizionali e gran parte del folklore musicale, così, al suono dei violini, delle fisarmoniche, degli organetti e dei clarinetti, i festanti si esibiscono nella courento, nella gigo, nella courento di custiole, nella countradanso, nella tresso, nella bureo d'San Martin, nella bureo vieìo, nel mulinet e molte altre danze.


Il copioneLe uscite e gli incontri delle diverse Baio seguono un copione preciso dettato dalla tradizione, la seconda domenica precedente al giovedì grasso i quattro cortei sfilano nella propria borgata, tranne la Baio di Calchesio che si reca a Sampeyre per incontrare il corteo di Piasso; la domenica seguente le varie Baio partono alla volta di Sampeyre dove avviene l'incontro solenne: gli Abbà (i generali, chiamato l'ebraico padre) si scambiano un saluto con le spade, e sfilano fino alla piazza dove si formano quattro gruppi di ballo con i rispettivi suonatori.
Durante la processione del corteo si incontrano delle barriere formate da tronchi che simboleggiano gli ostacoli lasciati dai saraceni durante la fuga, esse vengono abbattute dai sapeurs (zappatori in occitano e guastatore in francese) con delle asce e si svolgono ballo e rinfresco; nel giorno del giovedì grasso, tutte le Baio a eccezione di quella del Villar sfilano nuovamente a Sampeyre per poi tornare alla propria borgata, dove avviene la chiusura della festa con il processo al tesoriere. Egli, infatti, cerca di scapparecon la cassa grazie all'aiuto di un segretario, ma viene tradizionalmente acciuffato e processato, graziati da tutte le Baio, essi vengono poi riprocessati al Villar, dove però vengono giustiziati.

I personaggi

Cavalie:
(cavallieri) rappresentano la cavalleria dei valligiani, e aprono il corteo di Calchesio e Sampeyre
Tambourn majour: guida il corteo di Calchesio e Villar, muovendo un lungo bastone a tempo di musica
Arlequin: è il sevizio d'ordine della Baio, che deve tenere indietro la gente spaventandola in modo burlesco per impedire che intralci il corteo
Sarazine:
bambine che fanno roteare un fazzoletto bianco come segnalein codice per l'esercito di liberazione, interpretate dai bambini più piccoli
Segnourine:
(signorine) vestite di bianco per simboleggiare la fine della schiavitù dai saraceni, sono interpretate dai ragazzi di età tra 1 10 e 16 anni
Tambourin: (tamburini) chiamano a raccolta il corteo e ne scandiscono il ritmo di marcia, e nel Villar è presente anche un suonatore di timballo
Sapeur: armati di asce, abbattono le barriere di tronchi lasciate dai saraceni in fuga
Grec: (greci) presenti nei cortei di Rore, Sampeyre e Calchesio, sono i giovani dai 17 ai 30 anni che interpretano i prigionieri greci, liberati dai valligiani. E' il ruolo meno vincolatodella festa
Escarlinie: rappresentano la fanteria dei valligiani, e sono armati di mazze ornate con edera, nastri colorati e campanellini
Espous: (sposi) coppie di giovani sposi che si limitano a una sola per il corteo del Rore
Segnouri: (signori) sono i benestanti del paese che ora possono girare liberamente senza paura dei saccheggi dei saraceni, parte dei cortei di Rore, Sampeyre e Villar
Sounadour: (suonatori) sono i musicisti del corteo che suonanoper il ballo, occasionalmente anche per più di ventiquattro ore consecutive
Uzuart: sono le guardie che scortano gli Alum, armati di spada o fucile
Granatìe: scortano i Tezourie e li giustiziano, sono presenti solo al Villar
Morou: (i neri) e Turc, i primi viaggiano a dorso di mulo o asino e sono prigionieri liberati dei saraceni, i secondi sono prigionieri saraceni, viaggiano incatenati a piedi e sono presenti solo a Sampeyre
Vièi e Vièio: (il vecchio e la vecchia) sono i personaggi che chiudono il corteo in modo ridicolo, ansimando e fingendo di non riuscire a tenere il passo, Sono vestiti di stracci e portano una culla con dentro un bambino (una bambola) e un fiascone di vino
Cantinìe: (cantiniere) corre su e giù per il corteo accertandosi che a nessuno manchi da bere


Gli Alum e gli AbàGli Alum rappresentano lo stato maggiore della Baio, e vengono eletti ogni cinque anni. Ogni volta che una Baio si conclude vengono eletti due elementi il cui scopo è quello di fare "carriera", che viene intesa come una carriera militare il cui avanzamento è automatico a ogni manifestazione. I due nuovi Alum iniziano con il grado di Tenent (tenente) a Sampeyre, Calchesio e Villar, mentre a Rore viene chiamato Soutportobandiero (sottoportabandiera). Nell'arco di dieci anni i due Alum di Rore diventeranno Portobandiero (portabandira) e infine Abà, cioè comandanti dell'esercito e organizzatori della festa, con la responsabilità di girare di casa in casa ogni sera nei mesi precedenti la festa, e accordarsi con ogni famiglia sui ruoli da ricoprire. Dopo essere stati Abà, i due diventano Segretari (incaricati di tenere un registro sulla Baio e verbalizzare quanto di importante ci sia da tenere) e Tezourie (tesorieri incaricati di gestire la cassa della festa). Un volta terminata la carriera, essi sono liberi di interpretare un altro ruolo o iniziare una nuova carriera.

fonte Wikipedia

domenica 12 febbraio 2012

Monte San Bernardo 1625 m.

Valmala, un piccolo comune nel cuore della Valle Varaita, che si apre sul profilo delle Alpi Cozie e della provincia di Cuneo. Il centro di ski nordico è situato presso il Santuario di Valmala a 1369 m. sullo spartiacque tra la Valle Varaita e la Valle Maira. Offre un totale di 30 Km. di piste da fondo e di percorsi con le ciaspole ed interessanti itinerari di sci-alpinismo da cui si godono stupendi panorami.
Ulteriori informazioni: http:/www.skivalmala.com


Località di partenza: Santuario di Valmala 1369 m.
Località di arrivo: Monte San Bernardo 1625 m.
Dislivello: 256 m.
Difficoltà: MR
Tempo di salita: 1,15 ore
Cartografia: IGC 1:50.000 n.6 Monviso; IGN-Asf 1:25.000 n.8
Accesso stradale: da Torino a Saluzzo, poi si seguono le indicazioni per la valle Varaita, poco dopo l'abitato di Melle si svolta a sinistra in direzione Valmala.

Descrizione: dopo avere pagato il biglietto (2 euro per le ciaspole) seguire la carrozzabile che passa dietro la biglietteria, si sale seguendo le indicazioni per le ciaspole e si raggiunge il colle di Valmala 1540 m. Da qui si prosegue a sinistra seguendo il costone e contornando alcune roccette e massi accatastati fino a toccare la punta sovrastata da un'enorme croce 1625 m.
Discesa: per il medesimo itinerario di salita.



domenica 5 febbraio 2012

Grand Puy 1831 m.

Il Grand Puy, che letteralmente significa "grande poggio", è una caratteristica borgata alpina con una favorevole esposizione a sud, che permette di trovare su questo itinerario una neve quasi sempre assestata o con crosta portante. Si tratta di una breve escursione con la possibilità di fermarsi a mangiare nel caratteristico agriturismo L'Itialette tel. 0122.78089
cell. 338
.9361248 proprio all'interno della borgata.

Località di partenza: Ruà di Pragelato 1521 m.
Località di arrivo: Grand Puy 1831 m.
Dislivello: 310 m.
Difficoltà: MR
Tempo di salita: 1,15 ore
Cartografia: IGC n.1 1:50.000, n.105 1:25.000
Bibliografia: A spasso sulla neve di D. Zangirolami e U. Bado


Accesso stradale: dalla tangenziale di Torino, nei pressi dell'uscita di Orbassano, si imbocca la superstrada per Pinerolo. A Pinerolo si segue la direzione val Chisone-Sestriere e si risale la valle fino alla frazione Ruà, ubicata poco prima di Pragelato. Qui è consigliabile lasciare l'auto in piazza Guido Lantelme dove si trova l'ufficio turistico.

Descrizione: lasciata l'auto prendere a destra per la provinciale e girare poi a sinistra in via Grand Puy. Dopo circa 300 metri si trova la traccia che sale a fianco di alberi poco dopo una casa che si lascia sulla destra. Il percorso risale i pendii a mezzacosta per arrivare ad una curva della strada asfaltata per il Grand Puy. Qui il tracciato continua sulla parte esterna della curva verso nord-est e, passando tra alberi e su di un piccolo corso d'acqua, esce poi su pendii facili e piacevoli che offrono una bella vista su Pragelato e le montagne circostanti. Da qui si avvista il borgo del Grand Puy, dove si giunge in breve tempo.
Discesa: per il medesimo percorso di salita.
Note: consiglio vivamente una sosta mangereccia all'agriturismo, molto ben gestito da due simpatici ragazzi.