lunedì 7 agosto 2017

Hans Clemer maestro d'Elva

Il Video:
https://www.youtube.com/watch?v=dDknA7ToDXU&feature=share

Come accennato nella gita precedente, dopo essere saliti al Monte Nebin, vale la pena di scendere per 7 km. e raggiungere il bellissimo paesino di Elva per vedere i gli affreschi del  pittore fiammingo Hans Clemer chiamato a decorare la chiesa nel 1494. Gli affreschi raffigurano la crocifissione e le storie della Vergine. Altri dipinti di questo artista sono visibili a Saluzzo (casa Cavassa) a Revello (nella Collegiata) a Costigliole (in Santa Maria Maddalena) a Celle Macra (nella parrocchiale).

Monte Nebin 2510 m.










Montagna molto panoramica che si eleva tra la Valle Varaita e la Valle Maira, da dove nelle giornate terse si possono ammirare i tremila di Elva, Pelvo, Rocca la Marchisa, Chersogno e le cime della Valle Varaita con il Monviso in primissimo piano. Data la brevità del percorso e la comodità di accesso al colle vale la pena di abbinarla ad una visita alla stupenda Elva a 7 km. dal colle.













Località di partenza: Colle di Sampeyre 2284 m.) 
Arrivo: Monte Nebin 2510 m.
Dislivello: 300 m. considerando le perdite di quota
Tempo di salita: 1:15 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC: n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale: da Saluzzo si continua in direzione Valle Varaita, verso Sampeyre, alla rotonda prima di entrare in paese si svolta a sinistra in direzione Colle di Sampeyre e Elva e con lungo percorso (16 km.) si raggiunge il colle dove si può posteggiare l'auto.













Descrizione: si ignora la strada sterrata che conduce al Colle della Bicocca per prendere il sentiero che si alza a sinistra nella direzione dei tralicci che risale con pendenza moderata il largo costone spartiacque sul quale si camminerà sino in cima al Nebin, si arriva così in punta alla modesta elevazione del Cugn di Goria 2384 m. Da qui perdendo un po' di quota si scende alla sottostante strada sterrata "strada dei cannoni" (che si può percorrere poi al ritorno), dalla quale si stacca subito deciso il sentiero di salita che percorre fedelmente il filo di cresta guadagnando così i rimanenti 200 m. di dislivello fino alle roccette sommitali dove è posta una grande croce. Con giornata limpida il panorama è grandioso. Il rientro si effettua per il medesimo percorso.


lunedì 24 luglio 2017

Ghincia Pastour 2469 m.


Ghincia Pastour significa: "osservatorio del pastore" (dal verbo "guinchiar", guardare, osservare), quindi un posto da dove osservare meglio le greggi al pascolo. L'itinerario dal          Pian della Regina anziché da Crissolo (utilizzando la seggiovia per il primo pezzo) si svolge in un ambiente più solitario e con giornate di cielo terso, lo spettacolo sulla catena del Monviso è grandioso.















Località di partenza: Pian della Regina 1720 m. 
Arrivo: Ghincia Pastour 2469 m.
Dislivello: 747 m.
Tempo di salita: 2:30 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC: n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale: dall'uscita dell'autostrada di Pinerolo si prosegue per la Val Pellice, per deviare poi in direzione Barge e Paesana. Si prosegue sulla strada principale risalendo la valle fino a Crissolo, dal capoluogo si prosegue sulla strada per il Pian del Re fino al Pian della Regina dove è possibile posteggiare l'auto.




Descrizione: dal posteggio si scende al ponte sul Po, lo si attraversa e si va in direzione della vecchia pista da sci. Si prosegue sulla sterrata a tratti ripida all'interno del vallone dei Quarti, poco dopo si arriva ad un bivio per svoltare a sinistra (dritti si continua verso il lago Chiaretto e poi per il rifugio Quintino Sella). Non rimane che seguire fedelmente la strada (o a tagliarla dove possibile) mentre il panorama si fa sempre più ampio e arrivare infine alla Sea delle Tampe dove si trova l'arrivo degli impianti sciistici di Crissolo, è possibile in pochi metri raggiungere la cima del Monte Granè 2314 m. contraddistinta da un pilone votivo. Ritornati al valico di Sea delle Tampe si affronta ora la salita al Ghincia Pastour con ancora 30 minuti di camminata. Dalla depressione si prende a destra per tracce di sentiero e si risale la dorsale, la traccia si porta tra pascoli verso sinistra per evitare una zona rocciosa per ritornare poi verso destra da dove si intravedono ora ometti e segni bianco/rossi. Si salgono ora pendii più ripidi formati da detriti e erba fino ad una spalletta dove la pendenza diminuisce un po'. Con un ultimo strappo su rocce rotte e massi si raggiunge in breve la cima dove si trova una piccola croce di legno. Panorama maestoso sul Viso e i suoi satelliti e giù in basso il lago Chiaretto. Il ritorno si effettua per il medesimo percorso.








lunedì 17 luglio 2017

Rif. Bertorello 1375 m. Rif. Pian Munè 1535 m.

Il percorso in questo fitto bosco permette di scoprire alcune borgate alpine della Valle Po abitate fino a non molti anni fa  e oramai disabitate e in stato di abbandono ma, dove è ancora possibile scorgere gli ingegnosi elementi architettonici di un tempo. Questo percorso è adatto soprattutto in inverno con le ciaspole.












Località di partenza: Borgata Droe 1150 m. 
Arrivo: Pian Munè 1535 m.
Dislivello: 385 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC: n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale: dall'uscita dell'autostrada di Pinerolo si prosegue per la Val Pellice, per deviare poi in direzione Barge e Paesana. Giunti a Paesana si svolta a sinistra in direzione Sanfront e subito dopo a destra in direzione Pian Munè. Dopo diversi chilometri e appena superata la graziosa borgata di Prato Guglielmo ad un tornante si trova l'indicazione per il rifugio Bertorello e si può lasciare l'auto a bordo strada.













Descrizione: si prende la strada sterrata sulla sinistra che praticamente pianeggiante costeggia alcune piccole borgate oramai disabitate e in rovina. Si tralasciano le deviazioni sul percorso che portano ad altre borgate anch'esse abbandonate e si procede nel bellissimo bosco di abeti. Dopo circa un'ora di marcia si raggiunge il rifugio Bertorello 1375 m. (custodito in estate con servizio di ristoro e pernottamento). Si prosegue ancora sulla strada con diversi tornanti per uscire poi dal bosco dopo circa un quarto d'ora e intercettando sulla destra la strada che porta agli impianti e all'omonimo rifugio di Pian Munè 1535 m. Al bivio precedente a sinistra si può continuare la camminata fino a Pian Croesio (punto di arrivo della seggiovia). Da segnalare sempre allo stesso bivio un angolo molto caratteristico, un percorso di circa mezz'ora nel bosco della "Trebulina" per osservarne l'ecosistema e vedere diverse e belle sculture in legno. Si rientra per il medesimo percorso dell'andata.


martedì 11 luglio 2017

Pian Giasset 2010 m.

Bella passeggiata adatta a tutti in un bosco di larici che conduce all'arrivo dei vecchi impianti di sci di Crissolo, volendo per buona traccia di sentiero si può scendere (sentiero salute) alla località Pian della Regina. Vista molto ravvicinata sul Monviso.













Località di partenza: Ponte Riondino 1600 m. c.a
Arrivo: Pian del Re 2020 m.
Dislivello: 400 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC: n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale: dall'uscita dell'autostrada di Pinerolo si prosegue per la Val Pellice, per deviare poi in direzione Barge e Paesana. Si prosegue sulla strada principale risalendo la valle fino a Crissolo, dal capoluogo si prosegue sulla strada per il Pian del Re e dopo la frazione Serre Uberto si trova una strada sterrata sulla sinistra che scende al ponte Riondino (segnalato) dove nei pressi si può lasciare l'auto.














Descrizione: attraversato il ponte si trascura la deviazione a sinistra, che per sentiero riconduce a Crissolo e alle grotte di Rio Martino, si prosegue sulla sterrata che con numerose svolte in un bellissimo bosco di larici, passando per alcune volte sotto il percorso della seggiovia che arriva da Crissolo, si arriva dopo 1:15 ore all'arrivo della medesima dove si trova anche il rifugio Aquila Nera. Si prosegue ora sempre su sterrata in direzione dell'arrivo della vecchia seggiovia dove, sulla destra si trovano le tracce di sentiero che scendono in direzione del Pian della Regina (ben visibile dall'alto). Il rientro avviene per il medesimo percorso.

martedì 4 luglio 2017

Alle sorgenti del Po

Passeggiata molto breve da fare esclusivamente se ci si trova in zona su di un piacevolissimo sentiero che collega Pian della Regina con il Pian del Re e alle relative sorgenti del Po. Da tenere in considerazione che nei mesi estivi il traffico automobilistico tra i due piani è regolamentato ed è in funzione un servizio navetta.










Località di partenza: Pian della Regina 1720 m. 
Arrivo: Pian del Re 2020 m.
Dislivello: 300 m.
Tempo di salita: 0:45 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC: n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale: dall'uscita dell'autostrada di Pinerolo si prosegue per la Val Pellice, per deviare poi in direzione Barge e Paesana. Si prosegue sulla strada principale risalendo la valle fino a Crissolo, dal capoluogo si prosegue sulla strada per il Pian del Re fino al Pian della Regina dove è possibile posteggiare l'auto.











Descrizione: lasciata l'auto si scende per la strada sterrata passando a fianco di alcune case per arrivare subito a Pian Melzè. Si lascia a sinistra lo sterrato il bivio per il ponte Riondino e Crissolo, si prosegue nell'ampio pianoro superando sempre sulla sinistra un altro bivio per il lago Chiaretto e il rifugio Quintino Sella. Si inizia ora a salire gradatamente e si passa a fianco di una chiesetta e di una casa alpina, si passa un piccolo rio dove termina la sterrata. Inizia ora il sentiero e la salita si fa più decisa, si passa prima ai margini della piana pascoliva di Pian Fiorenza per tagliare poi in diagonale le rocce alle pendici del Truc Battaglie. Successivamente si incontrano due belle cascate e la cappelletta della Beata Vergine delle Nevi che si trova in posizione dominante sul vallone appena salito che preannunciano l'arrivo al Pian del Re dove si trova un albergo/rifugio ed alcuni edifici ex militari. Proseguendo ancora sul piano in breve si arriva alle sorgenti del Po. Il ritorno si effettua per il medesimo percorso dell'andata.