domenica 10 dicembre 2017

Rifugio Alpe Cavanna 1472 m.


Inaugurato nell'agosto 2003, prende il nome dall'omonimo alpeggio costituito da alcune stalle dove in estate è possibile acquistare direttamente prodotti freschi caseari, il luogo nella stagione invernale si presta ottimamente ad una bellissima ciaspolata con le atmosfere tipiche della montagna innevata. Il rifugio è raggiungibile tramite una comoda strada sterrata, mai ripida e con spettacolare vista sulla catena alpina e sulla pianura torinese e biellese. Possibilità di degustazione di polenta e prodotti tipici prenotando al n. 348.3301032


























Partenza: Andrate strada per San Giacomo quota 900 m. circa
Arrivo: Alpe Cavanna 1472 m.
Dislivello: 572 m.
Difficoltà: MR
Tempo di salita: 2 ore
Cartografia: IGC n.9 1:50.000
Accesso stradale: dall'autostrada Torino-Aosta si esce a Quincinetto, per ritornare poi in direzione di Ivrea attraversando Settimo Vittone, Montestrutto e San Germano. Giunti quindi a Borgofranco di Ivrea si svolta in direzione di Andrate, arrivati sulla piazza del paese si svolta a destra in direzione di San Giacomo dove, dopo circa due chilometri sulla destra prima di una fontana si trova un piccolo parcheggio dove è possibile l'asciare l'auto. Se la strada lo consente si può proseguire per un tratto con l'auto seguendo le indicazioni per l'agriturismo, quindi si attraversa su un ponte il torrente Viona e poco dopo su uno slargo si trova un altro parcheggio e le indicazioni per l'Alpe Cavanna.

















Descrizione: dalla palina indicatrice (1:30 ore) parte il tracciato sulla strada sterrata attraverso un bel bosco di betulle con panorama via via più ampio, si lascia sulla destra l'agriturismo e si arriva successivamente al Belvedere, bel panorama sulla catena alpina e in lontananza sul Monviso, verso la pianura si iniziano a contare i laghi della zona di Ivrea. Si arriva così al tratto di divieto di transito alle auto, da qui mancano ancora 45 minuti di splendida camminata con vista sulla Colma d Mombarone e del vicinissimo Bric Paglie. Il rientro avviene per il medesimo percorso. 
P.S. alla data della gita 09/12/17 pur essendo il percorso parzialmente innevato, non sono necessarie le ciaspole.













lunedì 27 novembre 2017

San Grato 1667 m.

Bella escursione che porta nel vallone di San Grato, valle laterale posta sulla destra orografica alla Valle di Gressoney sopra al paese di Issime, in ambiente ancora incontaminato dove ancora si possono ammirare splendide costruzioni walser. Dal santuario, ben visibile e raggiungibile in 15 minuti la curiosa costruzione chiamata il "Palaz", costruita verso la fine del XIX secolo, alta cinque piani fatta costruire da una famiglia del luogo per i propri figli, mai tornati da un viaggio in America e mai abitata.












Partenza: Strada per San Grato 1300 m. circa
Arrivo: San Grato 1667 m.
Dislivello: 400 m.
Difficoltà: E
Tempo di salita: 1 ora  
Cartografia: IGC n.9 - 1:50.000 Ivrea-Biella e bassa Valle d'Aosta
Accesso stradale: dall'autostrada Torino-Aosta si esce a Pont Saint Martin, e si procede in direzione della valle di Gressoney. Si risale la valle fino a Issime dove, superato il centro del paese, si svolta a sinistra in direzione Vallone di San Grato. Si prosegue salendo per molti tornanti, sino ad arrivare ad uno slargo della strada, poco prima di attraversare un torrente, trovando sulla destra l'inizio di una mulattiera segnata con una "A" sulla pietra. Allo slargo precedente, si può parcheggiare.













Descrizione: si sale per la mulattiera a gradoni e si arriva poco dopo all'antico casolare walser Tschukkiny 1364 m., si prosegue sempre in maniera sostenuta sulla bella mulattiera passando tra un gruppo di casolari in ristrutturazione e si arriva poco dopo in vista della chiesetta di Santa Margherita (raggiungibile in pochi minuti di sentiero). Tornati sulla mulattiera si procede ora con tratto leggermente più pianeggiante sino a superare un ponticello in legno, da quel punto si può già scorgere in alto sulla destra il "Palaz". Continuando a sinistra sul sentiero in breve si raggiunge il santuario. Bello il panorama sul fondo valle e sulle vette circostanti. Il rientro avviene per los stesso percorso fatto all'andata.


lunedì 20 novembre 2017

P.ne del Merlo e Pian di Rossa 1308 m.

Nonostante la bassa quota, e che la gita si sviluppi prevalentemente in un bel bosco di betulle, si rivela molto panoramica sulle Valli di Lanzo e su buona parte dell'arco alpino.












Partenza: Vietti 837 m.
Arrivo:  Pian di Rossa 1308 m.
Dislivello:471 m.
Difficoltà: T/E
Tempo di salita: 1:30 ore  
Cartografia: IGC. n.9  1:50.000
Accesso stradale: dalla tangenziale di Torino si esce a
Venaria oppure Borgaro e si prosegue in direzione di Lanzo. Giunti a Lanzo si prosegue verso San Pietro di Coassolo per raggiungere poi la frazione Vietti dove nei pressi della chiesetta si può parcheggiare l'auto. 

Descrizione: dalla chiesetta si ritorna indietro di un paio di tornanti sulla strada asfaltata, sino ad incontrare una bacheca ed un cartello ad indicare l'imbocco del sentiero che in breve tempo porta alle case di Olla inferiore, lasciato a destra il piccolo nucleo di case si prosegue sempre in salita e si arriva a Olla Superiore per sbucare su una strada sterrata che si segue dritta in salita, più avanti al bivio si prende a destra (indicazione Pilone del Merlo), a sinistra si va a Prarosso. Il tracciato diventa ora quasi pianeggiante, si continua nel bellissimo bosco di faggi sino ad incontrare un bivio con cartello che ci porta ad abbandonare la sterrata e prendere il sentiero in salita sempre con indicazione Pilone del Merlo e Fontana Curnaa che con percorso diagonale porta ad un altro bivio, dove si va ancora a sinistra ed in breve si arriva al panoramico Pilone del Merlo 1046 m. Si continua ora sempre a sinistra su sentiero un po' più ripido in alcuni tratti, si supera una pietraia sempre su sentiero ben segnalato e si raggiunge così la sommità dove si trova una tabella orientativa e un grosso ometto di pietre. Si rientra per il medesimo percorso.


lunedì 13 novembre 2017

Alpe Valnera 1761 m.














Meglio conosciuto come il sentiero dei formaggi, oppure per la corsa podistica Ivrea-Mombarone, altro non è che uno dei tanti percorsi per arrivare in vetta al Mombarone. Arrivare comunque all'Alpe Valnera significa percorrere un magnifico e panoramico balcone sulla Serra di Ivrea con i suoi piccoli laghi, la pianura piemontese e in lontananza l'immancabile mole del Monviso.
Partenza: San Giacomo di Andrate 1253 m.
Arrivo:  Alpe Valnera 1761 m.
Dislivello: 508 m.
Difficoltà: T/E
Tempo di salita: 1:30 ore  
Cartografia: IGC. n.9  1:50.000
Accesso stradale: dall'autostrada Torino-Aosta si esce a Quincinetto per ritornare poi con la SS.26 in direzione di Ivrea, attraversando Settimo Vittone, Montestrutto e San Germano. Giunti quindi a Borgofranco di Ivrea, si svolta in direzione di Andrate, arrivati sulla piazza del paese si svolta a destra in direzione di San Giacomo, per arrivare dopo alcuni chilometri all'area attrezzata, dove si può parcheggiare l'auto. 













Descrizione: lasciata l'auto si inizia a salire seguendo a destra la strada chiusa al traffico. Questa sale con numerose svolte nel bosco, ma volendo con percorso escursionistico si può tagliare i tornanti per un sentiero sempre molto ben segnalato. Salendo si incrociano alcuni alpeggi che, nella stagione estiva ospitano allevamenti di bovini di razza per la produzione di burro e toma (da qui il nome "il sentiero dei formaggi"). Appena usciti dal bosco il panorama diventa assai vasto e si giunge in vista dell'Alpe Pinalba 1580 m.circa. Si prosegue ancora sempre per strada o sentiero e si arriva così all'Alpe Valnera dove anche la strada termina. Si rientra per il medesimo percorso.


giovedì 2 novembre 2017

Le valli dei fuochi

Risalendo la valle si sente l'odore acre del fumo, si passa Pinerolo dove al momento la situazione pare tranquilla, ma arrivati a Roure la situazione cambia, la strada che da Villaretto sale al Bourcet, è chiusa. Si vedono i primi focolai in questo bellissimo vallone, bello e selvaggio, molto amato dagli arrampicatori e dai ferratisti (ferrata Nicola Ciardelli). Fa male al cuore vedere questi bellissimi boschi vestiti con i meravigliosi colori dell'autunno bruciare in questo modo a causa della stupidità umana e a causa dell'incuria e dell'abbandono delle montagne. Complice un periodo troppo lungo di siccità ha favorito tutta questa serie di incendi nelle nostre vallate, dalle Valli Susa e Chisone alle Valli del Cuneese fino al Gran Paradiso. Quindi nell'escursione di oggi al Rifugio Selleries (toccato anch'esso da un incendio nelle vicinanze 15 gg. fa) ci faranno compagnia i voli incessanti di tre aerei Canadair a fare la spola tra il Bourcet e il lago del Moncenisio. Le previsioni meteo dicono che per il fine settimana la situazione finalmente dovrebbe cambiare...
Descrizione dell'itinerario valido sia come escursionismo, sia come ciaspolata. Si ricorda che la strada alle auto è chiusa dal 1° novembre.

lunedì 30 ottobre 2017

Laghi di Champlong 2320 m.

Facile escursione che porta prima al Colle Pilaz e poi alla scoperta di tre laghi posti ai piedi del monte Tantanè. Panorami di rara bellezza e colori mozzafiato in questo periodo di stagione, salita su una comoda sterrata che se la si continua per un breve tratto oltre i laghi permette di affacciarsi sulla conca di Chamois con bella vista sul lago di Lod, più lontano sul lago e diga di Cignana e naturalmente su sua maestà il Cervino.












Partenza: La Magdeleine a quota 1780 m.
Arrivo:  Laghi di Champlong 2320 m.
Dislivello: 540 m.
Difficoltà: T
Tempo di salita: 1:30 ore  
Cartografia: IGC. n.5  1:50.000
Accesso stradale: dall'autostrada Torino-Aosta si esce a Chàtillon e si segue la strada per Cervinia. Giunti ad Antey-Saint-Andrè, si trova sulla destra la deviazione per La Magdeleine. Risalire lungo la panoramica carrozzabile superando numerose frazioni sino a La Magdeleine. Oltrepassata la parrocchiale, ad un bivio si prosegue verso sinistra, si affrontano alcuni tornanti, si ignora la deviazione per Chamois e si continua a salire in direzione Colle Pilaz, sino a quando la strada diventa sterrata e sulla sinistra si trova uno slargo dove posteggiare.













Descrizione: si continua sulla sterrata, oppure si imbocca un sentierino sulla destra immediatamente a valle del posteggio e si raggiunge il Colle Pilaz 1970 m., dove si trova un piccolo laghetto e un'area pic-nic con un bellissimo panorama. Si prosegue sulla sterrata rientrando nel bosco e si affrontano alcuni ripidi tornanti e quando il percorso inizia a farsi pianeggiante  e si esce dal bosco, troviamo sulla destra leggermente incassato il lago Charey. Si prosegue in direzione dell'Alpe Grande Comune 2170m., si prosegue ancora sulla sterrata con diversi tornanti e si giunge così all'Alpe Champlong dove sulla sinistra si trovano in successione gli altri due laghi. Proseguendo ancora per un tratto di strada ci si può affacciare come detto in precedenza sulla conca di Chamois.
Il rientro avviene per il medesimo percorso fatto all'andata.



lunedì 23 ottobre 2017

Torrioni di Pian del Lupo

La meta in questo caso non è una cima o un colle ma un percorso ad anello che permette di vedere da vicino questi suggestivi e insoliti torrioni di roccia. Se fatta in questo periodo (forse il migliore) oltre alle belle inquadrature sul Monviso si potranno apprezzare i meravigliosi colori dell'autunno.
Località di partenza: Paesana, frazione Agliasco 1020 m. 
Dislivello: 510 m.
Tempo di salita: 2 ore
Difficoltà: T/E
Bibliografia: Passeggiate nelle Valli Cuneesi di Carlo A. Mattio
Cartografia: IGC: n.6 1:50.000 Monviso
Accesso stradale: dall'uscita dell'autostrada di Pinerolo si prosegue per la Val Pellice, per deviare poi in direzione Barge e Paesana. Giunti a Paesana si svolta a destra in direzione Agliasco che si raggiunge per strada tortuosa in 5 km., superata la borgata Raina la strada diviene sterrata per un breve tratto per terminare subito dopo in uno slargo dove è possibile parcheggiare.













Descrizione: dal parcheggio si prende la strada sterrata che sale a destra che passando a fianco di una cabina dell'acquedotto risale il pendio in mezzo a castagni centenari, muretti a secco e vecchie meire abbandonate. Si guadagna lentamente quota puntando verso un ripetitore telefonico visibile in alto. A quota 1250 m. circa si tralascia una deviazione a destra che porta a Montoso (indicazione n. 5 Laghetto) per andare invece a sinistra (Pian del Lupo) che in breve si raggiunge (panche e tavoli da pic-nic), belle aperture su Valle Po e Monviso. Si prosegue e al bivio successivo si ignora la strada di sinistra (dalla quale si ritornerà) e si continua a destra alternando tratti di salita e tratti pianeggianti con scorci su Montoso, gli impianti di Rucas e la pianura, si arriva così ad una radura (1530 m.) presso la quale a sinistra ha origine il sentiero che dapprima in piano e successivamente in discesa si inoltra verso il centro del vallonetto. Da qui inizia lo spettacolo dei Torrioni rocciosi, dopo aver perso quota il sentiero cambia direzione con un tornante ritornando verso Pian del Lupo, si arriva così con un percorso a mezza costa e in moderata discesa al bivio incontrato in precedenza, e da li si ritorna con il percorso di salita all'auto.