lunedì 14 gennaio 2019

Bostcèt e Bostchateri 1461-1486 m.

Bella escursione nella parte bassa del Vallone di Forzo, Boschietto e Boschiettera sono due caratteristiche borgate abitate un tempo per tutto l'anno, ora solo alcune di esse sono state ristrutturate e abitate nel periodo estivo. Vi sono tre possibili itinerari per salire, da Forzo, da Molino di Forzo e da Tressi. A mio avviso, questo da Tressi mi pare il più bello, perché passa sotto una balza rocciosa che protegge un bellissimo pilone votivo. Al momento il sentiero è praticabile senza nessun problema, solo qualche piccolo tratto ghiacciato che non crea problemi. Panorama molto bello sulle cime circostanti.













Località di partenza: Tressi 1185 m.
Arrivo: Boschiettera 1486 m.
Dislivello: 301 m.
Tempo di salita: 1:15 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC n.3 1:50.000 Parco Nazionale del Gran Paradiso
Accesso stradale: dalla circonvallazione di Cuourgnè si prosegue in direzione di Pont C.se, dove ad una rotonda si abbandona la SS. che sale in direzione di Ceresole e si seguono le indicazioni per la Valle Soana. Superato l'abitato di Pont C.se si inizia a risalire la vallata. Dopo Ingria e prima di arrivare a Ronco bisogna andare a sinistra seguendo le indicazioni per Forzo, si superano diverse piccole frazioni sino ad arrivare a Molino di Forzo dove volendo è possibile parcheggiare nei pressi del grazioso ristorante con annesso il piccolo negozio di alimentari. Oppure poco prima di Molino di Forzo si trova sulla destra la deviazione per Tressi, la si segue e dopo un tornante in uno spiazzo nei pressi di una grossa antenna si può posteggiare.













Descrizione: se si è posteggiato vicino al ristorante, bisogna imboccare la piccola mulattiera alla sua destra e in breve si arriva sul tratto asfaltato dove si trova l'antenna e di li si seguono i cartelli con le indicazioni per Boschietto. Si imbocca il sentiero lasciando a destra le case di Tressi andando così a superare un rio, una leggera salita e si imbocca una bellissima mulattiera fiancheggiata da due muretti laterali. Si prosegue nel boschetto superando un casolare e ad un bivio si va a destra iniziando a salire sino ad un punto panoramico sul sottostante torrente ed il paese di Forzo. Più avanti si trova un tratto attrezzato con una fune (nulla di pericoloso) che conduce ad una grande balza rocciosa a protezione di un bellissimo pilone votivo. Si riprende la salita per guadare più avanti un torrente evitando poi una deviazione sulla sinistra che arriva da Forzo, ci si mantiene alti sul torrente e più avanti si scende in una radura dove si attraversa un ponte (cartelli con diverse indicazioni, Bivacchi Revelli, Davito e Boschiettera) si prosegue a destra verso l'alpe Giavino e Boschietto oramai ben visibile in alto, ancora alcuni tornanti, si attraversa ancora il torrente e con un breve diagonale di arriva a Boschietto 1461 m., si oltrepassano le case della borgata e continuando sul sentiero in breve si arriva alla borgata di Boschiettera 1486 m. Il rientro avviene per il medesimo percorso fatto all'andata.

sabato 5 gennaio 2019

La Cialma 2193 m.

Punto culminante di un vasto sistema pascolivo adiacente al Vallone di Cambrelle. Negli anni '60 venne attrezzata con alcuni impianti a fune, poi le successive crisi e la scarsità di neve ne ridimensionarono alquanto la portata, rimane a tutt'oggi funzionante un solo impianto. Il tutto è tornato fruibile da sci alpinisti e ciaspolatori nella stagione invernale e da escursionisti nella stagione estiva. La vetta è un vero balcone naturale con uno stupendo panorama sul Gran Paradiso.
Al momento la neve (poca e ghiacciata) è presente dai 1800 metri in su, non servono ciaspole per la salita, ma sono indispensabili un paio di ramponcini.













Località di partenza: Carello 1400 m.
Arrivo: La Cialma 2193 m.
Dislivello: 793 m.
Tempo di salita: 2:30 ore
Difficoltà: MR
Cartografia: IGC n.2 1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale: raggiunta Pont canavese si prosegue in direzione di Ceresole Reale, arrivati a Locana si volta a sinistra sul ponte e si prende la strada che con numerosi tornanti sale superando diverse borgate sino ad arrivare dopo nove chilometri il vasto piazzale degli impianti della Cialma dove è possibile parcheggiare l'auto.













Descrizione: non ci sono sentieri segnalati e neanche un percorso obbligato, ma innumerevoli tracce che risalgono i prati, quello proposto è uno degli innumerevoli possibili. Dalla partenza degli impianti si prende lo sterrato a destra che risale praticamente la pista di discesa, per numerosi tornanti si arriva al termine della strada presso una baita diroccata. Per esili tracce si risale il pendio superiore arrivando all'altezza dell'arrivo dello skylift, si lasciano a destra degli affioramento rocciosi per sbucare su un tratto in falso piano. Tenendo sempre la sinistra si deve puntare ad un grosso obelisco di pietre, da qui oramai il percorso si fa evidente, bisogna raggiungere la dorsale e percorrerla fedelmente sino in cima con alcuni strappi anche abbastanza ripidi, che saranno ripagati da un bellissimo panorama a 360°. Rientro per il medesimo percorso fatto all'andata. 

mercoledì 2 gennaio 2019

Punta Sourela 1770 m.

Situata ai piedi del Monte Civrari, la salita alla punta Sourela si presenta molto facile senza difficoltà alcuna. Frequentatissima nella stagione invernale con sci e ciaspole (al momento poca neve ghiacciata prima della cima, utili un paio di ramponcini al seguito). Dalla cima panorama ottimo sulle montagne della Valle di Viù e sul vicinissimo Monte Civrari.













Località di partenza: Col San Giovanni 1116 m.
Arrivo: Punta Sourela 1770 m.
Dislivello: 654 m.
Tempo di salita: 2:15 ore
Difficoltà: MR
Cartografia: IGC n.2 1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale: due gli itinerari possibili per arrivare al Col San Giovanni, dalla Valle di Lanzo, raggiungendo Viù e subito dopo si risale verso il Colle del Lys arrivando dopo pochi chilometri. Oppure passando dalla Valle di Susa salendo da Almese per Rubiana, poi Colle del Lys e ridiscendendo verso Viù, arrivando così al Col San Giovanni. Poco parcheggio, nel caso posteggiare ai lati della strada.













Descrizione: dal centro della borgata in prossimità della fontana parte il sentiero segnalato con evidenti indicazioni, ma si può salire partendo da dietro al cimitero. Si sale per mulattiera sino agli alpeggi superiori uscendo così dal rado bosco e seguendo sempre i segni bianco rossi. Più in alto si deve aggirare un boschetto di betulle tenendolo sulla sinistra, si giunge così nei pressi di alcune rocce, il sentiero prosegue dritto e bisogna prestare un po' di attenzione a non perderlo, portandosi così progressivamente in cresta. Più in alto il percorso diventa più intuitivo portandosi verso sud con la cima oramai ben visibile, con la traccia molto più evidente fino sotto la cima. L'ultimo tratto si confonde nuovamente con i rododendri e l'eventuale neve che nasconde un po' il sentiero. Si arriva comunque in vetta senza problemi dove, al attenderci oltre al un bellissimo panorama c'è una strana scultura metallica. Il ritorno avviene per il medesimo percorso.


martedì 1 gennaio 2019

Monte Turu 1365 m.

Panoramica escursione adatta al periodo invernale tutta su strada poderale. Il Turu è situato a cavallo tra la Val Ceronda e la Valle di Viù, la cima purtroppo è invasa da antenne per le telecomunicazioni, ma offre comunque un vastissimo panorama sulla catena alpina e sulla pianura, poco più in basso della cima si trova il passo della Croce 1254 m. che mette in comunicazione la Val Ceronda con la Valle di Viù, molto utilizzato dai partigiani durante la resistenza. Da notare che il bosco che si attraversa salendo è composto principalmente da bellissimi agrifogli, raro insediamento nelle valli di Lanzo.













Località di partenza: Castagnole 670 m.
Arrivo: monte Turu 1365 m.
Dislivello: 695 m.
Tempo di salita: 2:30 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC n.2 1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale: dalla direttissima della Mandria si supera la galleria di Lanzo e si procede in direzione di Viù. Appena superato Pian Bausano si prende a sinistra in direzione Castagnole, dove superate le prime abitazioni di Colbeltramo si trova a sinistra la strada sterrata da dove inizia l'escursione, a destra ampio spiazzo per posteggiare.













Descrizione: si sale seguendo la strada sterrata a moderata pendenza che attraversa antichi insediamenti rurali, il bosco, come detto è composto principalmente di agrifogli. Dopo numerosi tornanti si arriva in prossimità del pilone votivo di Pian della Coppa (850 m. circa) si prosegue sempre sulla strada principale ignorando le altre deviazioni e, portandosi ora su un versane ora sull'altro del percorso si giunge sulla dorsale di Costa di Prata Snis, da dove è possibile osservare i disastri degli ultimi incendi. Si prosegue ancora sulla sterrata (ultimo tratto possono tornare utili un paio di ramponcini per i tratti ghiacciati) e si arriva in vetta al monte Turu da dove si gode un panorama a 360°. Il rientro avviene per il medesimo percorso fatto all'andata, se si vuole raggiungere anche il Passo della Croce, scendendo, al secondo tornante si prende la deviazione a sinistra (segnalato),che prima in discesa e poi in falso piano porta al Passo (1256 m.).


domenica 9 dicembre 2018

Rifugio e chiesetta M. della Neve 1480 m.

Rosazza e Piedicavallo sono i due centri turistici più importanti della valle Cervo, collegate da una comoda carrozzabile che risale il torrente Cervo. La gita è fattibile da entrambe le località, con un maggior dislivello da Rosazza e da un minore dislivello da Piedicavallo, (io ovviamente…). Il rifugio si trova in prossimità delle Selle di Rosazza ed è parte di un gruppo di baite, poco a monte del rifugio si trova la chiesetta dedicata alla Madonna della Neve, luogo molto panoramico specie in questo periodo con il contrasto delle cime innevate, consente di ammirare tutta la valle Cervo. Il dislivello da Rosazza è di circa 600 metri con esposizione a mezzogiorno, per contro da Piedicavallo il dislivello è di 443 metri, ma in questo periodo non vedrete il sole sino alla meta. Ramponcini consigliati in questo periodo in presenza di neve o ghiaccio.












Località di partenza: Piedicavallo 1037 m.
Arrivo: Selle di Rosazza 1480 m.
Dislivello: 443 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC n.9 1:50.000 Ivrea Biella e bassa valle d'Aosta
Accesso stradale: autostrada Torino-Milano con uscita Santhià o Carisio, si prosegue in direzione di Biella. Seguendo poi le indicazioni per Andorno e la valle Cervo, si superano Sagliano Micca e Campiglia Cervo raggiungendo così, prima Rosazza e subito dopo Piedicavallo dove, nell'ampia zone di parcheggio che costeggia il torrente Cervo, vicino ad un parco giochi e ad un chiosco-bar è possibile posteggiare.













Descrizione: dal posteggio si attraversa il bellissimo ponte in pietra, si svolta a sinistra (indicazioni Selle di Rosazza) costeggiando il torrente, si prosegue passando accanto a delle baite diroccate arrivando ad un piccolo spiazzo con delle lastre di pietra conficcate nel terreno a mo' di staccionata. Si mantiene sempre la destra sul sentiero (segni rossi sulle pietre o su alberi) e ci si inoltra nella faggeta arrivando in breve ad un nucleo di case che bisogna attraversare per proseguire a mezzacosta sulla sinistra nel fitto bosco che con numerosi tornanti ci porterà con pendenza costante a delle baite diroccate dette del "Balcun" da dove si gode una splendida vista (da qui probabilmente il nome) su Piedicavallo e su Rosazza, appena oltre sono situati il rifugio e la piccola chiesetta da dove si gode un panorama incantevole sulla cerchia montana, tra cui il Tovo, il Camino e il Rosso. Il rientro a meno di voler scendere a Rosazza avviene per il medesimo percorso fatto all'andata.


lunedì 3 dicembre 2018

Chiappili 1439 m. Soglia 1195 m.

Facile e breve escursione alla borgata di Chiappili, tant'è che si può volendo, abbinarla con un ulteriore visita ai casolari Soglia. Bei panorami sulla Val Grande, molto bella la borgata di Chiappili con la piccola chiesetta di San Vito e le baite ottimamente ristrutturate. Al momento attuale (ahimè) non sono necessarie le ciaspole.












Località di partenza: Vonzo sup. 1230 m.
Arrivo: Chiappili 1439 m.
Dislivello: 209 m.
Tempo di salita: 1 ora
Difficoltà: MR
Cartografia: IGC n.2 1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale: da Torino si raggiunge Venaria Reale e si prosegue sulla direttissima delle valli di Lanzo e si prosegue per la Val Grande. Raggiunta Cantoira si prosegue ancora alla volta di Chialamberto dove, ad un bivio sulla destra si svolta in direzione di Vonzo che si raggiunge dopo numerosi tornanti e dove nel piazzale nei pressi della chiesa è possibile parcheggiare.













Descrizione: dal parcheggio bisogna risalire per la strada chiusa al traffico da una sbarra che parte alcuni metri prima del parcheggio, che con numerosi tornanti prende gradualmente quota con lieve pendenza, sino ad arrivare ad un bivio, dove a destra la strada continua per il santuario del Ciavanis. Tocca andare a sinistra in direzione Chiappili, da questo punto già visibile che in breve si raggiunge. Bel panorama sulla valle. Il rientro avviene per il medesimo percorso. Tornati all'auto per chi avesse ancora voglia di camminare per altri 45 minuti può, dal parcheggio imboccare una strada che parte da dietro la chiesa sulla destra e ignorando quasi subito una deviazione sulla destra, si continua attraversando un ponte, e in leggera discesa si arriva in breve ai casolari Soglia. Ritorno per il medesimo percorso.

domenica 2 dicembre 2018

Anello dei 7 ponti

Il vallone del Grandubbione è composto da due piccole valli, quella della Gleisassa e quella dei Traversi, attraversate dall'omonimo rio. L'ambiente severo offriva soltanto un'agricoltura povera e costringeva gli abitanti a costruire molti terrazzamenti per poter ricavare un terreno coltivabile. La pastorizia era composta in prevalenza da caprini, più adatti al territorio. Ma la risorsa principale era il legname, che trasformato in carbone veniva trasportato a fondo valle. Zona quindi di esperti carbonai, dove ancora oggi si vedono i terrazzamenti usati per le carbonaie. Escursione molto bella adatta a tutti, molto ben segnalata e fattibile tutto l'anno tranne nei periodi con neve. Al momento è mancante il ponte delle Piane (quello che riporta nel vallone dei Traversi) ci sono solo due tronchi distanziati da una cinquantina di centimetri, per cui occorre trovare un punto favorevole per guadare il torrente, per cui occorre prestare attenzione.












Località di partenza: Rocceria 999 m.
Arrivo: Rocceria 999 m.
Dislivello: 263 m.
Tempo complessivo: 2:30 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC n.1 1:50.000 Valle di Susa Chisone e Germanasca
Bibliografia: CAI sezione di Pinasca
Accesso stradale: dall'autostrada Torino-Pinerolo si prosegue in direzione Sestriere, dopo la seconda galleria si svolta in direzione di Villar Perosa e si prosegue verso Pinasca. Al fondo del paese subito dopo il cimitero, alla prima curva a destra si risale (indicazioni) nel vallone del Gandubbione. Si risale la strada con numerosi tornanti per poi ridiscendere il versante opposto in direzione Serremoretto. Si arriva così alla frazione Rocceria dove nei pressi dell'Hosteria 7 Ponti  (attualmente chiuso) è possibile posteggiare l'auto.













Descrizione: il sentiero parte subito di fronte all'Hosteria 7 Ponti nei pressi di una bacheca descrittiva. Si scende subito nel bosco sino ad arrivare al torrente che si attraversa sul ponte dei "Mulinass", dopo un breve tratto lo si attraversa ancora sul ponte della "Gleisassa" (ponte che prende il nome dal vallone). Il sentiero ora prosegue lungo la destra del torrente conducendoci ad un nuovo ponte detto della "Lusera" così denominato in quanto si ricavavano le "lòse" dalla cava nelle vicinanze. Attraversato nuovamente il torrente ci ritroviamo in breve al prato del Visch dove è presente una piccola area attrezzata con tavolo e panche costruiti dal CAI sez. di Pinasca. Da qui partono anche numerose vie di arrampicata aperte lungo la parete del Visch. Il percorso prosegue ancora in discesa costeggiando ora a destra ora a sinistra il torrente attraversando in sequenza i ponti del "Visch", di "Chiabreirol", di "Roca Rusa" e dei "Cianaiass". Superato quest'ultimo ponte, poco dopo il sentiero incontra una sterrata che salendo sulla destra conduce alla cappella di San Foran, ma il nostro percorso prosegue sulla sinistra sino a giungere ad un ennesimo ponte, quello delle "Piane". Lo si attraversa entrando così nel vallone dei Traversi, qui il sentiero inizia a salire sulla destra orografica del torrente. Salendo lungo il sentiero si incontrerà una croce e poi un ponte in pietra che ci porterà dalla parte opposta del torrente. Si continua sino a raggiungere la strada asfaltata che proviene da Serremoretto. Si svolta a sinistra e sempre lungo la strada si arriva ad un colletto in prossimità dell'abitato di Serremoretto, si prosegue a destra in direzione della chiesa, si attraversa l'abitato e si scende per sentiero a sinistra sino ad un ultimo ponte, quello di "Rocceria" ed in breve si arriva all'auto chiudendo questo bellissimo anello.