22/08/2014

Lago Nero 2007 m.


Escursione a monte del lago artificiale di Malciaussia in alta Valle di Viù con cista sul Rocciamelone 3538 m., per dimensioni è il secondo lago naturale delle Valli di Lanzo, dopo quello delle Unghiasse 2468 m. in Val Grande. Stupenda la fioritura di rododendri a inizio estate; una leggenda vuole che, al venerdì sera, nei pressi dello specchio d'acqua si ritrovino le "masche" per celebrare i loro riti.





















Località di partenza: Lago di Malciaussia 1805 m.
Arrivo: Lago Nero 2007 m.
Dislivello: 202 m.
Tempo di salita: 1:15 ore  
Difficoltà: E
Cartografia: IGC. n.2  1:50.000, Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale
















Descrizione: lasciata l'auto si continua sulla sterrata che costeggia la sponda del lago. Oltrepassati i casolari di Pietramorta si attraversa il tratto finale del lago su un ponticello, poi ad un bivio, si va a sinistra (a destra si sale al rifugio Tazzetti). Si segue l''evidente traccia arrivando in breve ad un colletto (solitamente occupato da un gregge di pecore) da dove si ha un bel colpo d'occhio sul lago sottostante. Si continua sul percorso per un tratto pianeggiante, per riprendere poi a salire con alcuni tornanti. Mantenendo sempre la sinistra e seguendo le indicazioni, si intraprende un lungo traverso ascendente sino ad un dosso erboso, entrando così in vista del Lago che si raggiunge con una breve discesa. Il rientro avviene per il medesimo percorso.

18/08/2014

Alpe di Costapiana 2046 m.


Facile e panoramicissima, un vero balcone su buona parte delle Alpi.Se non viene fatta nei mesi estivi, la strada potrebbe risultare ancora chiusa da una sbarra all'inizio, quindi bisognerà mettere in conto una mezz'ora circa di cammino in più.
 














Località di partenza: Colle della Forchetta 1666 m.
Arrivo: Alpe di Costapiana 2046 m.
Dislivello: 380 m.
Tempo di salita: 2:15 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC. n.2  1:50.000, Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale









Descrizione: dal panoramico Colle della Forchetta ci si incammina lungo la sterrata in leggera salita. Ci si sposta poi sul versante della Valle Tesso costellata di alpeggi e mandrie al pascolo. Segue un tratto in salita, si oltrepassano alcuni alpeggi,e ci si riporta sul versante della Valle di Lanzo. Un ulteriore tratto pianeggiante e molto panoramico va a tagliare le pendici di Punta Giasvej, altri tornanti fanno prendere quota e consentono di raggiungere l'Alpe di Monastero 1970 m., (possibilità in questo punto di tagliare i tornanti). Ancora un breve tratto in piano ci conduce al Lago di Monastero 1992 m., il pezzo successivo porta all'Alpe di Coassolo 2032 m. Si ignora la deviazione a sinistra per continuare sulla strada principale che, con un semicerchio a destra passa a monte del Lago. Si ignora un'altra deviazione verso sinistra che conduce al Colle di Perascritta 2154 m., quindi, giunti a una selletta, occorre scendere sul versante opposto affacciandosi sul versante della Valle Tesso dove si trovano l'Alpe di Costapiana. Si ritorna per il medesimo percorso.

 



16/08/2014

Rifugio Valasco 1763 m.



 Bella e breve escursione che permette di visitare uno dei luoghi più suggestivi delle Alpi Marittime,  un ampio pianoro solcato da numerosi torrenti, è il Piano del Valasco, Al suo centro sorge il rifugio Valasco ex palazzina di caccia voluta da Vittorio Emanuele II, un tempo abbandonata, ora riportata  alla luce dopo ottimi lavori di ristrutturazione. Buon panorama circostante.
prima







 
adesso
























Località di partenza: Terme di Valdieri 1390 m.
Arrivo: rifugio Valasco 1763 m.
Dislivello: 373 m.
Tempo di salita: 1:15 ore
Difficoltà: T/E
Cartografia: IGC. n.8  1:50.000 Alpi Marittime e Liguri
Accesso stradale Superato lo stabilimento termale, si segue la strada sulla destra in direzione del Vallone del Valasco e poco dopo si parcheggia l'auto. Il parcheggio (a pagamento, 3,50 euro al giorno) è soggetto a regolamentazione. 



















Descrizione: dal posteggio, molto semplicemente si segue la strada sterrata in direzione del Piano del Valasco, se si continua sulla strada sterrata il percorso è valutato Turistico, nel caso si voglia seguire poco più avanti il sentiero a sinistra il percorso diventa Escursionistico. La strada sale sempre con moderata pendenza compiendo diversi tornanti fino ad una cascata che troviamo sulla sinistra, la quale preannuncia l'ingresso al Piano del Valasco, dove oltre al bel panorama, troveremo una moltitudine di gitanti. Il ritorno si effettua per il medesimo percorso.

13/08/2014

Chalets Des Acles 1870 m.



















La Vallèe de la Clarèe offre all'escursionista la possibilità di ammirare luoghi belli e suggestivi. Gita molto facile e adatta a  tutti, permette di raggiungere un luogo molto bello che da un senso di pace, la borgata si trova adagiata sui dolci pendii erbosi al di sotto di Punta Charra. Il panorama salendo risulta parecchio interessante, bellissime vedute sul fondovalle e su Nevache. Arrivati alla borgata il panorama va dalla Punta Charra alla Grand'Hoche (molto conosciute del versante italiano). Interessanti gli scorci (senza sporgersi troppo) anche sul canyon scavato dal torrente Des Acles.

























Località di partenza: Plampinet 1482 m.
Arrivo: Chalets Des Acles 1870 m.
Dislivello: 408 m.
Tempo di salita: 1:30 ore 
Difficoltà: T
Cartografia: IGC. n.1  1:50.000, Valli di Susa, Chisone e Germanasca
Accesso stradale  nei mesi estivi da Bardonecchia si raggiunge la Valle Stretta e per il Colle della Scala, si raggiunge Nevache, si gira a sinistra in direzione di Plampinet dove è possibile posteggiare l'auto.
















Descrizione: dal parcheggio, si attraversa il ponte e si entra nella borgata stando sulla strada asfaltata chiusa al traffico non autorizzato, dove una indicazione  ci mette sull'itinerario. Inizia così la salita sulla sterrata, con interessanti vedute su Plampinet, salendo il panorama si amplia sulla Vallèe de la Clarèe. Si arriva poi ad una ex postazione militare  posizionata al margine di un profondo canyon (pericoloso sporgersi) molto frequentato dagli amanti del canyoning (non è raro vederli scendere dal ripido sentiero per raggiungere il torrente). La strada sale ora nel Vallone Des Acles, si continua la salita sempre su modesta pendenza, raggiungendo in breve tempo la cappella di Saint-Roch. Ancora un breve tratto di strada a lato del torrente e si arriva infine alla bellissima conca prativa dove si trovano gli Chalets des Acles. Il ritorno si effettua per il medesimo percorso.






















28/07/2014

Lacs Perrin 2320 m.


Approfittando di questa domenica di bel tempo andiamo a curiosare in questo vallone leggermente appartato rispetto al più frequentato e caotico Colle del Moncenisio. L'idea iniziale era di arrivare con l'auto al Colle del Piccolo Moncenisio, e di li arrivare al lago delle Savine e con un ultimo tratto raggiungere il Colle Clapier. Ma dopo una breve sosta al Refuge du Petit Mont-Cenis, abbbiamo optato per questa bella escursione e sicuramente più breve che in meno di 2 ore con passo tranquillo ( e molte soste fotografiche ) permette di superare i 230 metri di dislivello.

















Partenza: Refuge du Petit Mont-Cenis 2110 m.
Arrivo:  Lacs Perrin 2340 m.
Dislivello: 230 m.
Difficoltà: E
Tempo di salita: 1:45 ore  
Cartografia: IGC. n.2  1:50.000, Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale: da Susa si prosegue in direzione del Colle del Moncenisio. Arrivati al Colle si  costeggia in tutta la sua lunghezza il lago dove, al termine si nota una strada che si stacca sulla sinistra indicante il Colle del Petit Mont-Cenis. La strada seppure molto stretta è totalmente asfaltata e porta al parcheggio del rifugio.















Descrizione: dal parcheggio, in breve si raggiunge il rifugio e si continua per sentiero sempre molto ben segnalato alternando tratti pianeggianti ad altri più ripidi che portano a salire sulla sinistra sino ad un vasto pianoro. Il panorama a questo punto si apre notevolmente su Giusalet e Malamot. Ancora un breve strappo e si arriva al primo laghetto dove si specchiano le cime circostanti e, subito dopo si incontra anche il secondo laghetto. Il ritorno si effettua per il medesimo percorso.

20/07/2014

Ferrata du Pichet

Ovviamente dopo una settimana di bel tempo e di lavoro, si avvicina un WE di tempo incerto con piogge nella giornata di domenica ma con temporali in arrivo sulle montagne già nel pomeriggio di sabato. Oramai stufi di questa situazione decidiamo di provare ugualmente spostandoci in territorio francese. Veniamo alla fine premiati, tempo afoso e nebbioso sino al Colle del Moncenisio, decisamente migliore dal versante opposto su Lanslevillard. In programma questa ferrata non troppo impegnativa adatta ai neofiti, in effetti oggi c'era Carmen alla sua prima ferrata (ma da come si è comportata non sarà di certo l'ultima), per me oramai è già la quarta volta, ma è sempre un piacere accompagnare "sti giovani".
Per la relazione della gita: http://verticalemanontroppo.blogspot.it/2009/07/ferrata-du-pichet.html






06/07/2014

Sulla vecchia ferrovia

Vista l'estate pazzerella che non permette escursioni in montagna, non rimane che salire a cavallo della bicicletta e pedalare. Da Airasca a Villafranca P.te sulla vecchia ferrovia.















L'Airasca-Saluzzo-Cuneo, una delle prime linee ferroviarie realizzate in Piemonte, fu progettata per collegare gli sbocchi delle valli alpine occidentali con Torino e il mare. Oltre ai passeggeri, la maggior parte del transito era costituito da merci, tra cui legname, patate, castagne, pietre da costruzione, carbone di legna, ma anche bestiame e prodotti caseari provenienti dalle valli o dalla provincia saluzzese. L'inaugurazione avvenne nel 1884 per il tratto, di circa 10 Km, tra Airasca e Vigone, e nel 1885 per i successivi 23 Km tra Vigone e Saluzzo. Il punto di diramazione della linea Torino-Pinerolo era fissato dove si trova l'attuale stazione di Airasca, a circa 1,3 Km dal centro del paese. Le stazioni lungo la linea erano: Scalenghe, Cercenasco, Vigone, Villafranca P.te, Moretta, Torre San Giorgio, Cervignasco, Saluzzo. Il tracciato, non elettrificato, era quasi rettilineo, a un solo binario a scartamento normale. Il doppio binario per gli incroci era presente solo nelle stazioni di Scalenghe, Vigone e Villafranca P.te. Il 31 dicembre 1985 la ferrovia fu percorsa dall'ultimo treno in servizio. Fu poi chiusa l'anno successivo e sostituita da un servizio automobilistico. Il vecchio tracciato, nel tratto tra Villafranca P.te e Airasca, è da poco diventato un percorso cicloturistico, mentre da Villafranca a Moretta il sedime è ormai intransitabile. Da Moretta a Saluzzo la sede ferroviaria è invece ancora percorsa dalle tradotte merci per le officine di Moretta.















Descrizione: questa ciclabile consente di attraversare la campagna cogliendone tutte le sfumature, adatta a tutti e in qualsiasi stagione e permette di vedere i paesi circostanti, la segnaletica in disuso, i passaggi a livello i caselli e le stazioni, ultime tracce rimaste della vecchia ferrovia. La pista riservata a pedoni e ciclisti è tutta percorribile in sicurezza, prestando le dovute attenzioni negli attraversamenti di strade provinciali. Il tratto è asfaltato, fatta eccezione di un breve trattto (meno di 1 Km) prima di arrivare a Vigone, tale tratto è ancora sterrato, ma percorribile con qualsiasi bici (anche da corsa). Per tappe e rifornimenti d'acqua occorre fermarsi nei vari paesi vicini alla ciclopista.
Note: Il percorso è lungo 15,5 Km. ed è veramente fattibile da chiunque in qualsiasi periodo dell'anno. Sconsiglierei le giornate troppo calde, anche se oggi con meteo alquanto incerto non si è sentita tantissimo la calura. Noi per comodità (e capacità) abbiamo optato per portare con l'auto le biciclette fino ad Airasca. (Bibliografia, in bici in Piemonte di Bici & dintorni - FIAB Torino)