sabato 5 maggio 2012

Le vie ferrate (attrezzatura)

Le principali attrezzature fisse delle vie ferrate sono:

Gradini,
realizzati in tondino di ferro per calcestruzzo, di diametro variabile ma tale da sostenere un carico di rottura assiale di 1500 kg e di
rottura radiale di almeno 2500 kg, con angolo di piegatura e filettatura ben precisi e studiati appositamente e, infine, sottoposti a trattamento anticorrosione. Servono sia per le mani che per i piedi, alternativamente. Se siete stanchi ed avete davanti a voi un gradino, appendetevici con un moschettone (a grande apertura perchè entri nel gradino) fissato su un cordino corto (max 40 cm.) che parte dall'imbragatura e lasciatevi andare (oltre alla normale assicurazione). In tal modo sarete seduti nella vostra imbragatura e potrete riposare braccia e gambe.
Palette, attrezzi più piccoli dove si posano solo i
piedi, costruiti con tondino di ferro da calcestruzzo come sopra indicato, su cui viene saldata una placca (10x12 cm.) dove appoggia la suola della calzatura.
Mancorrenti, da utilizzare come prese per le mani
in zone molto ripide, traversate orizzontali od oblique e strapiombanti, costruiti con tondino di ferro liscio, lunghezza 150 cm. max, con stessa resistenza e trattamento anticorrosione dei gradini.

Scale,
ce ne sono di vari tipi a seconda della parete (molto ripida o strapiombante) da passare, costruite con carico di rottura minimo di 1200 kg. In Italia sono piazzate verticalmente ed appoggiate sulla roccia, mentre spesso in Francia le piazzano più ludicamente (per generare più adrenalina) nel vuo
to più assoluto (tipo Les Vigneaux, Valloire, Pontamafrey, Thones...)

Passerelle/Ponti,
ce ne sono di vari tipi piazzate per collegare due pareti opposte, variano in lunghezza da 3 a 60 metri. Le più comuni sono le passerelle vere e proprie costituite da due cavi bassi, su cui sono fissate delle tavole di le
gno (larghe da 20 a 50 cm.) perpendicolari o parallele ai cavi stessi, su cui poggiano i piedi e due cavi superiori (circa 120/150 cm. più alto) dove ci si tiene con le mani, ed un altro cavo ancora più alto (170 cm.) dove si si ancora per l'assicurazione. Possono avere il piano di calpestio fissato alla roccia (non ballano troppo) o non fissato alla roccia (ballando molto in tutte le direzioni).Semitronchi di legno, (detti anche putrelle di legno), sono in genere usati per lunghezze fino a 6 o 7 metri, sono larghi da 10 a 20 cm., con un cavo a circa 150 cm. d'altezza per l'assicurazione, senza alcunchè per le mani.

Ponti himalayani o nepalesi o tibetani: (un cavo per i piedi, due cavi per le mani e un altro per l'assicurazione), sono lunghi anche 30 metri. Questi ballano, specie se sono lunghi.
Qui conviene progredire con le braccia tese rigide in avanti, per compensare un poco le oscillazioni del ponte. I piedi vanno piazzati a
lternativamente come se aveste i "piedi piatti", tacco verso l'interno e punta verso l'esterno.

Ponti delle scimmie, lunghi anche 30 metri, sono fatti con un cavo per i piedi, un cavo per le mani e, ovviamente un cavo per l'assicurazione. Anche questi ballano, specie se sono lunghi.
Su questi ponti la progressione naturalmente non può avvenire che con i piedi paralleli tra di loro e ortogonali al cavo su cui li appoggiate. In questo caso un cordino corto aggiuntivo, fissato tra l'imbragatura ed il cavo di assicurazione, da maggiore tranquillità psicologica e riduce la lunghezza del volo in caso di caduta. Tutte queste opere, sono costruite calcolando un coefficiente di sicurezza pari a 3 o 4 volte il peso massimo che devono sopportare. Per esempio la passerella della ferrata dell'Adret regge 30 tonnellate, quella della Grande Fistoire regge 40 tonnellate e gli ancoraggi penetrano nella roccia per un metro. In genere i gradini, palette, mancorrenti ecc. hanno un ancoraggio nella roccia da un minimo di 12 cm. fino a 20 cm. per le parti che devono sopportare un'assicurazione.
Rete, per poter passare su uno strapiombo o un tetto (via ferrata di Peille) i francesi hanno inventato un attrezzo (molto ludico) costituito da una rete (tipo pescatore) di maglia di ferro, morbida che va in fuori nel vuoto e vi permette di oltrepassare tetti non indifferenti. Pazzesca produzione di adrenalina.


Teleferica, attrezzo molto ludico composta da un cavo di acciaio che collega in pendenza moderata due pareti opposte tra di loro, da un minomo di 60 metri ad un massimo di 125 metri, con un altro cavo di assicurazione. Per p
ercorrerla serve una puleggia (PETZL modello di colore giallo) da collegare all'imbragatura mediante un moschettone con vite. Per volare dall'altra parte del cavo agganciate la puleggia al cavo della teleferica ed alla vostra imbragatura, agganciate tutti e due i cordini di assicurazione al cavo di sicurezza. Se non volete che il cavo di acciaio si mangi i moschettoni, uniteli dentro ad un moschettone piccolo di acciaio con chiusura a ghiera (maillot rapid), sarà lui a scorrere sul cavo della teleferica (a La Briga sono 125 metri che percorrerete in 6/7 secondi, ad una velocità di 20 metri al secondo) senza danni. Per frenare ci sono due modi: o usate le mani (guantate) sul cavo dietro alla vostra testa o tirate con forza i cordini dell'assicurazione (aumentando l'attrito del moschettone di acciaio sul cavo). Scivolate lungo il cavo della teleferica tenendo le gambe unite e tese davanti a voi, una mano (guantata) dietro la vostra testa per frenare se serve (altrimenti vi fermate a metà del cavo e tirarsi su con le proprie mani anche per 60 metri è durissimo). Fate attenzione che i capelli non si impiglino nelle ruote della puleggia. Il casco è una buona protezione, ma chi ha i capelli lunghi si accerti che non escano dalla calotta del casco. Per evitare di arrivare al fondo del percorso ruotati di 90% e sbattere di schiena, tenete una mano (guantata) sulla parte superiore della puleggia, su cui farete contrasto mentre l'altra mano resta dietro la vostra testa per eventualmente frenare.

Cavo d'assicurazione, in genere ha un diametro di 10 o 12 mm., se protetto da guaina di plastica essa deve essere trasparente (meglio per le mani ma crea qualche problema di conservazione al cavo) per permettere di vedere lo stato del cavo, deve essere trattato anticorrosione e la resistenza alla rottura deve essere di oltre 4 tonnellate.
Ancoraggi, a "spinotto" o a "coda di maiale" (per facilitare la progressione in cordata) sono in genere piazzati a massimo 3 metri l'uno dall'altro su tratti orizzontali o massimo 2 metri su tratti verticali per limitare il fattore di caduta. Devono avere una resistenza superiore a 2.5 tonnellate in senso assiale e 4 tonnellate in senso radiale.
bibliografia: le vie ferrate di Dario Gardiol

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