L'Alpe Prarayer si trova al termine del grande lago artificiale di Place Moulin, nell'alta Valpelline. E' formato da un gruppo di baite posizionate ai piedi di montagna superiori ai 4000 metri di altezza che, come la Dent d'Hèrens, fanno corona al Cervino. L'itinerario, turistico e adatto a tutti, totalmente pianeggiante e con una distanza di 8 chilometri circa tra andata e ritorno.
Località di partenza: Place Moulin 1950 m. Arrivo: Alpe Prarayer 2000 m. Dislivello: 50 m. Tempo di salita: 1:15 ore Difficoltà: T Cartografia: IGC n.4 1:50.000 Monte Bianco Accesso stradale
Descrizione: dal posteggio si segue la strada sterrata utilizzata per la costruzione della diga, e attualmente non utilizzata e chiusa al traffico. La si segue comodamente e interamente ad una certa altezza sul lago, sino a valicare un ponte e arrivare così ad una cappella, da dove diventa mulattiera. Con una svolta si raggiungono i casolari in parte ristrutturati di Prarayer, presso la sponda orientale del lago. Con altri 5 minuti di comoda mulattiera si raggiunge una seconda conca dove si trova il rifugio. Il ritorno si effettua per il medesimo percorso.
E' sicuramente la più bella e impegnativa ferrata della Valle di Susa, impegnativa fisicamente, molto atletica, tratti ben attrezzati e altri arrampicabili, passaggi molto aerei, traversi e brevi strapiombi e quasi tutta su spigolo. Panoramicissima, da fare anche più di una sola volta.
Periodo: Giugno - Ottobre Difficoltà:D+ Dislivello complessivo: 550 m. Tempo complessivo:4:30 ore vie ferrate di Dario Gardiol Accesso stradale Dal parcheggio salire alla cappella di San Gervasio e poi scendere all'attacco del ponte tibetano, superare l'attacco, continuare in discesa fino al torrente, attraversarlo e piegare a sinistra sino a quando si incontrano i cavi della via ferrata, molto evidente, posto pochi metri sopra il sentiero.
Descrizione:La primissima parte è costituita da un pilastro pressoché verticale, poi un traverso conduce all'interno di una caratteristica gola dove si superano in successione due enormi denti di calcare, con arrampicata sostenuta ed aerea, uscendo su di una cengia da cui ci si raccorda con il sentiero dei Bunker. Dopo alcuni tornanti si lascia il sentiero per voltare a sinistra e si attraversa in salita una fascia di rocce immersa nel bosco di larici, ancora un tratto di sentiero nel bosco conduce alla base della parete principale, ben visibile dalla strada che da Cesana sale a Claviere. All'inizio si sale su di uno zoccolo in parte vegetato, poi con scalata sempre più continua ed aerea si raggiunge il filo dello spigolo, che ora a destra ora a sinistra si segue fino a una bellissima cengia formata da un enorme blocco staccato nel vuoto. Un diedro verticale e molto esposto conduce fino a pochi metri dalla vetta che si raggiunge per breve canaletto, ancora qualche metro di sentiero fino ad un ultimo risalto roccioso attrezzato che conduce al punto più elevato. La discesaavviene per un sentiero poco tracciato in direzione ovest, con alcuni brevi saliscendi attraverso la lunga sommità boscosa della Rocca Clarì si raggiungono delle antiche postazioni militari, da cui per strada sterrata si scende in località “La Coche” ( impianti di sci) poi ancora lungo la sterrata verso l'abitato di Claviere.
Itinerario senza eccessive difficoltà se non per la lunghezza, richiede un minimo di orientamento per le segnalazioni non sempre chiare. Questa via passa nella zona di confine tra il Lago Gabiet e i ghiacciai non proprio "perenni" (visto lo spaventoso riscaldamento climatico) del versante meridionale del Monte Rosa. L'Hòchliecht (ted.Hohe Licht=Alta Luce) è una delle ultime propaggini della Piramide Vincent che apre uno splendido scenario sulle cime ghiacciate e sulla vallata, oltre che una curiosa campana posta sulla vetta!
Località di partenza: arrivo cabinovia del Gabiet 2342 m. Arrivo: Alta Luce 3185 m. Dislivello: 843 m. Tempo di salita: 3 ore Difficoltà: E Cartografia: IGC n.5, 1:50000 Cervino e Monte Rosa Accesso stradale al piazzale delle funivie dove è possibile posteggiare l'auto e prendere la cabinovia sino al Gabiet.
Descrizione: dall' arrivo della cabinovia del Gabiet si intercetta il sentiero 6A o 7 e si sale debolmente fino al torrente Indren, dove si procede verso sinistra verso il Lago Verde 2609 m. Alla diramazione si procede verso destra sempre sul sentiero sent. 6A si attraversano così detriti e roccette, si raggiunge un torrente, lo si attraversa e si prosegue sino ad una nuova diramazione a circa 2830 m. Si procede sempre sul sentiero 6A sino ai resti del Rifugio Linty 3030 m., da li si sale verso sinistra il ripido pendio fino alla vetta dell' Hòchliecht. Si ritorna per lo stesso itinerario di salita, badando di mantenersi sufficientemente a sinistra scendendo i primi ripiani sotto i ruderi del rifugio.
Siamo in Haute Maurienne, appena al di la del Colle del Moncenisio, oltre a questa vi sono molte altre ferrate nelle vicinanze. Questa appare subito fredda e repulsiva, esposizione nord, quindi niente sole (da andarci solo se fa veramente caldo, oppure nel pomeriggio quando prende un po' di sole). Divisa in due parti: Le Pape, una mini ferrata, realizzata apposta per i bambini (breve e molto facile), porta alla Guy Favre, decisamente più interessante, molto carina la putrella da attraversare verso la fine della ferrata. Panorama molto bello sulla Vanoise e verso il Colle dell'Iseran. Periodo:Giugno - Settembre Difficoltà:D Dislivello complessivo:525 m. Tempo complessivo:3 ore vie ferrate di Dario Gardiol Accesso stradale:scesi dal Colle del Moncenisio, si prosegue per il Colle dell'Iseran, appena dopo Bessans, alla Chappelle de S.te Marie des Graces e dopo 1.5 Km a destra si vede il cartello della ferrata e il parcheggio.
Descrizione:dal parcheggio in brevissimo tempo si giunge all'attacco della ferrata. Qui volendo si può salire direttamente alla ferrata "Guy Favre" (seguire la segnaletica) oppure salire prima la piccola ferrata "La Pape" risalendo per circa un'ora su brevi risalti e un sentiero cablato e ripido arriva all'attacco. Inizio tranquillo, poi un camino e alcuni muri sempre verticali, si arriva ad una cengia erbosa, che conduce con un tratto in discesa ad un tronco di 6 metri di lunghezza per 20 centimetri di larghezza senza mancorrente, la "Passerelle de l'Aigle", sospesa su 300 metri di vuoto. Si prosegue per cenge e muri verticali, a tratti strapiombanti ma mai faticosi fino all'uscita della ferrata su una zona prativa e panoramica. Si ritorna al parcheggio con un sentiero sulla destra.
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Il mio zaino (Renato Casarotto)
Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio careattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso nel bene e nel male.