domenica 15 luglio 2012

Cima Ciantiplagna 2849 m.

Lungo lo spartiacque Chisone-Susa si trovano numerose vette raggiungibili con facilità grazie alla presenza di ex strade militari, che le risalgono dai fondovalle spesso fino ai punti culminanti. Qualcosa di simile accade per la Cima di Ciantiplagna, la carrareccia del Gran Serin, chiusa da una sbarra e di ormai difficile accesso agli automezzi per via di alcune frane che ne hanno in parte danneggiato la sede, raggiunge prima l'ex stazione eliografica di Punta del Mezzodì (2691 m.), per proseguire ancora per un tratto sino a quando si stacca un sentiero sulla destra che porta in vetta alla Ciantiplagna (2849 m.). Assai interessante il panorama dalla vetta verso il gruppo degli Ecrins, il gruppo dell'Orsiera, Rocciamelone, la Val Cenischia con il lago del Moncenisio.


Partenza: Colle delle Finestre 2176 m.
Arrivo: Cima Ciantiplagna 2849 m.
Dislivello:
673 m.
Difficoltà: E
Tempo di salita: ore 2
Cartografia: IGC n.1 1:50.000 Valli di Susa Chisone e Germanasca
Accesso stradale: autostrada A55 Torino-Pinerolo fino al termine, poi SS.23 direzione Sestriere fino a Pourrières (frazione di fenestrelle). All'inizio dell'abitato si svolta a destra per Balboutet e Pian dell'Alpe, successivamente si raggiunge il Colle delle Finestre (2176 m.) dove c'è uno spiazzo e si può parcheggiare.

Descrizione: lasciata l'auto al Colle delle Finestre, si ridiscende di un centinaio di metri sulla strada asfaltata, reperendo sulla destra l'ex strada militare del Gran Serin. La strada, ancora in buone condizioni, attraversa alcuni punti piuttosto aerei scavati nella roccia, ma resta comunque ampia e priva di difficoltà (è percorsa da tanti appassionati di mountain bike). Superata una zona particolarmente impervia, il tracciato sbuca in un ripiano detto Colle della Vecchia (2480 m.) dove si trova una roccia isolata e molto caratteristica chiamata "dente della Vecchia". La carrareccia prosegue poi per pascoli e rocce affioranti (possibile avvistare branchi di camosci) passando sotto il monte Frattière e raggiungendo in breve i ruderi della stazione eliografica. Si rosegue sulla stradina in direzione della Cima Ciantiplagna, sino a quando (cartello indicatore) si stacca sulla destra un sentiero che in breve tempo porta alla croce di vetta.

Discesa: si effettua per il medesimo percorso di salita.




domenica 8 luglio 2012

Monte Thabor 3178 m.

La Valle Stretta non è una valle come le altre, a dispetto del nome non è assolutamente stretta, ma soprattutto rachiude un mondo a sè stante nel cuore delle Alpi Occidentali. Verdi altopiani, dolomitiche strutture dalle forme bizzarre, conche lacustri ed intrusioni quarzitiche, pietraie gigantesche e boschi di conifere. Orograficamente italiana ma passata alla francia dopo le ultime vicende belliche, era il punto più occidentale del nostro paese. Alla sua testata si dipanano valloni amplissimi; alcuni sono molto frequentati, come quello del Desinare che conduce al Thabor, la cima più nota della nostra valle, altri si inoltrano in angoli solitari ma non meno suggestivi e solari ricchi di piccoli laghetti tra cui è piacevole girovagare. In questo panorama, fin dal piano dei Militi si ammirano le morbide linee del Thabor, ammantato di neve fino a stagione inoltrata. Montagna che offre un panorama di prim'ordine che spazia sulle ampie conche circostanti, sul gruppo dei Cerces, Galibier, sul delfinato e le Aiguilles d'Arves, entrambi vicini, e sui gruppi più lontani delle Cozie a sud e delle Graie a nord.

Partenza: Rifugi Terzo Alpini e Re Magi in Valle stretta 1790 m.
Arrivo: Monte Thabor 3178 m.
Dislivello:
1388 m.
Difficoltà: EE
Tempo di salita: ore 4
Cartografia: IGC n.1 1:50.000 Valli di Susa Chisone e Germanasca
Accesso: Autostrada del Frejus, uscita a Bardonecchia si prosegue verso il Melezet, arrivati al Pian del Colle si prosegue per la Valle Stretta, e passando sotto il Pian dei Militi si raggiungono i rifugi dove si parcheggia l'auto (2 euro per la giornata)

Descrizione: si continua lungo la carrozzabile fin dove essa termina, al Pian della Fonderia (1911 m.), si sale poi sulla sinistra per rado bosco lungo una carrareccia che conduce ad una Colonia Alpina (Maison de Chamois 2093 m.). Si continua per sentiero, fiancheggiando il rio Desinare alla sua destra idrografica, fino ad arrivare sull'ampio pianoro delle Pianche (o dei Serous 2204 m.), con bella e spaziosa vista sulle conche terminali della Valle Stretta, il cui nome in questo caso appare decisamente un eufemismo. Si attraversa il torrente su un ponticello, si risale verso nord-est e, sempre su buon sentiero, si salgono diversi dossi e pendii erbosi. Si passa sotto la parete meridionale dei Serous e più in alto si piega verso sinistra, puntando ad una croce posta sopra una spalla che si raggiunge (2832 m.). Da questo punto si vedono i pendii terminali, detritici e spesso innevati. Senza alcun problema ci si dirige verso la cappella, visibile a poca distanza; da questa in breve si giunge sulla sommità del Monte Thabor 3178 m. dove è posta una croce (ore 4)



Discesa: sul percorso di salita. Oppure si può effettuare una discesa alternativa attraverso la conca del lago Bianco; per questa soluzione occorre raggiungere il Colle Melezet 3041 m. lungo la cresta SO per tracce di sentiero. Ci si cala quindi nel vallone che si segue fino al lago Bianco 2619 m. Ci si affaccia successivamente sui pendii che digradano verso il pianoro delle Pianche, dove ci si collega all'itinerario di salita.