domenica 20 maggio 2012

Ferrata Gorge de la Durance

Periodo: tutto l'anno
Accesso: Colle del Monginevro, Briancon, scendere ad Argentière la Bessèe, attrversala e, al semaforo dopo il ponte girare a destra per Les Vigneaux e, alla rotonda di La Batie girare a destra, scendere passando sotto un ponte ferroviario fino al parcheggio nello sterrato in un tornante 20 metri prima del ponte sulla Durance. Attraversare il ponte e pagare (6 euro a persona per le tre ferrate) alla cassa e bar, aperto luglio/agosto e week-end. Le ferrate sono tre: Initiation, Syphon e la Noire.


Initiation: diff.: AD, disl.: 50 m., lunga 300 m., 45 min. A/R
Seguire a sinistra il sentiero lungo l'acqua che porta in due minuti all'attacco sulla riva del fiume. Si comincia con un muro di 4 m., poi una traversata a sinistra, uno spigolo a 5 m. sull'acqua seguito da una traversata a sinistra, con vari tratti in strapiombo (AD+) che tirano un pò di braccia. Dopo un aereo spigolo, parte un'altra traversata che porta ad una larga cengia terrosa e poi a sinistra su uno spigolo (AD+), seguito da traversata esposta che conduce ad uno spigolo (prima via di fuga). Una traversata domina un'ansa della Durance e sbocca su una passerella lunga 8 m. che termina su una traversata a sinistra, con tratti in strapiombo (AD+) fino ad uno spigolo. Una ampia cengia porta ad una traversata ascendente, poi uno spigolo ed ecco la seconda via di fuga. Tutte le vie di fuga portano sul sentiero di accesso alla "vecchia" ferrata (ora Noire) ed alla nuova Le Siphon. Ancora una traversata, una cengia terrosa, uno spigolo con il "passaggio del gatto", dove si procede carponi o si passa all'esterno, molto in fuori e si raggiunge l'ultimo muro e l'uscita. Si sale sul sentiero: a destra si ritorna alla cassa, a sinistra si va all'attacco della Noire e del Syphon.




Syphon: diff.: AD+/D, disl.: 100 m., lunga 20
0 m., 1 ora A/R
Dalla cassa (se non si percorre l'Initiation) seguire il sentiero (Noire e Rouge) che sale e in 15 min. si arriva all'attacco, all'interno della grande gola, che è in comune con quello della Noire. Prendere i gradini che salgono il muro verticale (30 m., AD) sotto al grande sifone dell'acquedotto della EDF, fino allo spigolo dove c'è un passaggio (AD+/D, il più duro della ferrata) che tira di braccia. Dopo lo spigolo si sale per qualche metro fino ad un altro spigolo verticale (AD+) seguito da una facile ma aerea cengia/terrazza. Poi una rampa sale a sinistra, seguita da un altro spigolo aereo, con bella vista sulle passerelle sotto e sopra di noi della ferrata Noire. Ci si inoltra in traversata esposta a sinistra, poi uno spigolo, un'altra traversata aerea, una bella placca liscia e concava, decorata da belle pieghe sinclinali. Siamo sotto il grande sifone della EDF. Ancora un'altra traversata breve e si arriva ad una cengia con alberi e cespugli, dove si incontrano i cavi che arrivano dal basso (la via di fuga della Noire, ubicata sopra le prime due passerelle della Noire). Si può scendere e prendere la ferrata Noire fino alla sua fine. Altrimenti si continua in un muro (4 m.) aereo, poi uno spigolo, delle roccette ed ecco l'uscita (45 min. dall'attacco) su sentiero cablato che si congiunge con il sentiero di ritorno delle Noire (dopo la grande passerella alta). Da qui a destra alla cassa in 15 min. alla congiunzione citata parte una delle teleferiche che attraversano la Gorgia e si vede più in alto, la partenza (pilone verde) dell'altra lunga 550 m. (per fare le teleferiche prenotare c/o ROC Aventure, 003.04.92.20.08.48, pagare 12 euro e 25 euro rispettivamente).


Noire: diff.: D/D+, disl.: 250 m., lunga 1200 m., 3 ore e 30 min A/R
Giungere all'attacco comune a quello del Syphon, si continua in piano per cege, talora faticose, basse sull'acqua fino ad un muro atletico (D+) in strapiombo ascendente a sinistra che porta alla prima passerella bassa, s'attraversa la Durance. Qui un muro che tira un pò di braccia conduce alla seconda passerella un pò più alta che riattraversa l'acqua e sbarca su un muro verticale ed aereo che sale ripidamente in traverso a sinistra verso il tracciato della precedente ferrata fino alla via di fuga (che porta sul Syphon). Qui si comincia a sinistra la lunga, esposta traversata (ora AD+/D da quando hanno aggiunto delle attrezzature) che piano piano cala verso lo spigolo a cui segue un breve muro che sale al ponte tibetano (al posto della vecchia passerella, distrutta da una frana) che attraversa una comba piena di detriti e di acqua. Dall'altra parte si segue il sentiero in discesa verso l'acqua che s'attraversa con una passerella bassa che termina sotto al pilastro, alto 120 m. Lo si risale per rampe, muri, una fessura camino, altri muri aerei, due piccoli colli seguiti da piccole traversate tira braccia in assoluta esposizione, specie l'ultima, proprio sotto la cima del Gran Pilier. La parte più bella (a parte gli strapiombi all'inizio) della ferrata, estremamente appagante. Si ritorna per sentiero e poi lungo la condotta forzata, poi la grande passerella ed ancora sentiera fino alla cassa (30 min.)



Bibliografia:
vie ferrate Alpi italo-francesi di Dario Gardiol

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