domenica 28 febbraio 2010

Colle Lazzarà m.1600

Accesso: Da Perosa Argentina si risale la Val Germanasca fino a incontrare dopo Chiotti il bivio sulla sinistra per Ricciaretto. La strada sale ripida attraverso numerose borgate e rimane aperta normalmente sino a Combagarino o a Rivoira.
Esposizione: Nord-Ovest
Lunghezza: Da Rivoira Km.9 circa A/R
Dislivello: m.440
Difficoltà: MR
Periodo migliore: Genna
io-Marzo
Cartografia: IGC Val di Susa-Val Chisone
Bibliografia: Fondo escursioni
smo in Piemonte di Ezio Sesia
Caratteristiche: Particolarmente consigliabile subito dopo
una nevicata a motivo della totale mancanza di pericoli di valanghe e dalla limitata ripidezza del percorso e la bellezza della meta, un'ampia e dolce sella molto panoramica.


Descrizione: Da Rivoira si continua per la carrozzabile innevata che sale con alcuni tornanti non troppo ripidi (ove possibile si possono tagliare) tra boschetti e ampi prati. Mentre alle betulle e i faggi subentrano i larici si prosegue sempre con pendenza limitata sulla stretta carrozzabile trascurando alcune ramificazioni minori. Tra il bosco sempre più rado si esce infine sui dolci pedii del colle Lazzarà (m.1600, km.4.5 circa da Rivoira). Una volta giunti sul colle si puo percorrere verso est il largo crestone toccando la tondeggiante sommità del Truc Lausa (m.1681) e del Pian Bruciato (m.1653).
La discesa avviene per l'itinerario di salita.


mercoledì 24 febbraio 2010

Una bella serata - Mauro Corona 23/02/2010

Mauro Corona è nato nel 1950. Da ragazzo ha lavorato come boiscaiolo e cavatore. Fin da bambino ha cominciato a intagliare il legno. Lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade, dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l'arte che gli ha permesso di diventare uno scultore ligneo conosciuto in tutta Europa.
Alpinista e arrampicatore, ha aperto numerosi itinerari sulle Dolomiti d'Oltre Piave e partecipato a diverse spedizioni internazionali.
Nel 1997 pubblica il suo primo libro "Il volo della martora". La scrittura diventa così un'altra delle sue grandi passioni, grazie alla quale è oggi annoverato tra gli scrittori più apprezzati in Italia
.

lunedì 22 febbraio 2010

Pian de Ruine (m.1052) Pra Piano (m.1495)

La Valle Cenischia risale da Susa verso Nord Ovest e con il Colle del Moncenisio segna il confine tra le Alpi Cozie e le Alpi Graie. Dolce e profonda nella prima parte, dove in primavera le cascate di Novalesa offrono uno spettacolo incantevole, si fa poi aspra e selvaggia quando ci si innalza sul verde altopiano in cui si trova il lago del Moncenisio. Sulla sinistra orografica è dominata dalla bastionata rocciosa del Rocciamelone (m.3538) che si collega al ghiacciaio del Lamet (m.3478) mentre sulla destra il Mont Giusalet e le Cime di Bard (m.3211) creano un ambiente suggestivo e severo.
Accesso: da Susa prendere la S.S. 25 per il Moncenisio e dopo Giaglione imboccare a sinistra la strada per la Val Clarea. Al bivio indicante
Val Clarea-Santa Chiara (Pian de Ruine) posteggiare l'auto, (solitamente da li in poi la strada non è più pulita).
Cartografia: IGC Val di Susa - Chisone e
Germanasca
Bibliografia: Fondo escursionismo senza confini di Rosann Carnisio
Esposizione: Su
d
Lunghezza: Km.10 A/R
Difficoltà: MR
Dislivello: m.443
Periodo migliore: Dicembre-Febbraio
Caratteristiche: La gita pur non essendo molto lunga è molto panoramica. Data la quota relativamente bassa, si svolge interamente in boschi di faggi e di betulle: per questa ragione
quindi è preferibile effettuarla in stagioni con innevamento abbondante. Busignera è un piccolo borgo con una chiesetta, abitato solo in estate che sorge in un punto panoramico a cavallo tra la Valle Cenischia e la Valle di Susa.












Descrizione:
Seguire la strada che nella prima parte del percorso si affaccia sulla Valle di Susa, raggiungendo cosi Busignera (m.1159) per proseguire poi dopo un ampio tornante con rapide svolte sul versante della Val Cenischia fino alla cappella della Madonna della Neve del Trucco (m.1488). Di qui, a pochi metri di dislivello, si raggiunge il bel pianoro di Pra Piano (m.1495) con splendida vista sullo Chaberton, la catena del Niblè, i Denti d'Ambin e di fronte il Gran Serin e l'Assietta. Alle spalle il Rocciamelone e tutta la bassa Valle di Susa fino alla Sacra di San Michele. La strada continua, ma se ne sconsiglia il proseguimento se non in stagione con neve assestata, per le valanghe che scendono dai ripidi pendii sovrastanti.
Discesa per l'itinerario di salita.

domenica 14 febbraio 2010

Traversata del Gran Bosco di Salbertrand (Grange Seu m.1770)

Accesso: SS.24 del Monginevro o autstrada del Frejus, arrivare ad Oulx e qui deviare a sin. per Sauze d'Oulx. Raggiunto questo centro seguire le indicazioni per la frazione Grand Villard (ex impianti del Genevris). Se la strada lo permette si puo proseguire sino a Monfol (difficoltà di parcheggio) altrimenti conviene parcheggiare qui l'auto.
Cartografia: IGC Val di S
usa - Val Chisone
Esposizione: Nord
Lunghezza: 14 Km. circa A/R
Dislivello: m.250
Difficoltà: MR
Tempo: 2 ore dal Grand Villard
Periodo migliore: Dicembre-Marzo
Bibliografia: Fondo escursionismo in Piemonte di Ezio Sesia



Caratteristiche: Splendido itinerario, uno dei più consigliati della Vla di Susa, apprezzabile sotto il profilo ambientale, rappresenta un'autentica boccata di ossigeno nonostante l'affollamento della vicina Sauze d'Oulx e i suoi impianti sciistici. Si attraversa con percorso pianeggiante il magnifico Gran Bosco di Salbertrand. oggi Parco Naturale Regionale, ricco di pini, abeti, larici, cembri, abitato da numerosi branchi di cervi, caprioli e camosci che frequentemente si ha la possibilità di osservare. Il percorso è alla portata di tutti ed è fattibile anche con sci da escursionismo, essendo solo parte iniziale a presentare qualche tratto ripido.
E' particolarmente consigliabile dopo una nevicata, per l'aspetto veramente da foresta incantata che esso assume. Non ci sono pericoli di valanghe.

Descrizione: Dal Grand Villard (m.1521) proseguire lungo la strada che in lieve pendenza sale a Monfol (m.1666, Km.1.5) Si continua con alcune svolte un pò più ripide raggiungendo un bivio caratterizzato da un cippo di pietra che segnala la strada forestale. Si prende la diramazione di sin., trascurandone poco dopo una che si abbassa verso valle, e si inizia così la pianeggiante traversata del Gran Bosco. Seguendo sempre le indicazioni con una leggera discesa si giunge infine alle Grage Seu (m.1770, Km.5.5 da Monfol) poste in un'ampia e bellissima radura al centro della foresta. Possibilità di usufruire del Rifugio privato Arlaud.
Si rientra lungo lo stesso p
ercorso.



mercoledì 3 febbraio 2010

Madonna del Cotolivier m.2105

Accesso: Raggiunta Oulx con la SS.24 o l'autostrada del Frejus, portarsi in località La Beu (m.1186) lungo la strada del Cotolivier, da dove inizia il tratto innevato.
Cartografia: IGC Val di Susa - Val Chisone
Bibliografia: Fondo escursionismo in Piemonte di Ezio Sesia
Esposizione: Nord, poi Sud-Est
Difficoltà: MR
Dislivello:
m.919
Periodo migliore: Dicembre-Marzo

Caratteristiche: Ben nota agli sci-alpinisti che vi salgono normalmente da Chateau o da Beaulard, la chiesetta della Madonna del Cotolivier si può raggiungere anche con le racchette da neve o gli sci da fondo con un percorso lungo e dal rilevante dislivello, con qualche tratto ripido ma senza problemi di valanghe, molto interessante per l'ambiente e il panorama. Se si hanno minori velleità, come è capitato a noi si può limitare la gita alla borgata di Vazon (m.1650) dove da quest'inverno è aperto un rifugio privato "La Chardouse", oppure raggiungere la pittoresca frazione di Chateau Beaulard (m.1396) con percorso facile e pianeggiante esposto a Nord, o l'altra borgata di Soubras (m.1494) con esposizione a Est, lungo itinerari ugualmente piacevoli e suggestivi.

Descrizione: Da La Beau (m.1186) ci si innalza lungo la strada innevata, trovando ad un tornante il bivio per Chateau Beaulard (a dx). Si prosegue sulla sinistra per la strada (chi in possesso di sci) o tagliando dove possibile (chi in possesso di racchette) raggiungendo la borgata di Pierremenaud (m.1445), e poco dopo si lascia sulla sinistra la strada per Soubras, raggiungendo così le case di Vazon (m.1650) adagiate tra belle praterie. Si continua con numerose svolte con tratti ripidi, mentre il bosco si fà più rado, avvicinandosi al crestone che, scendendo dalla punta Clotesse divide l'alta Val di Susa dalla Valle di Bardonecchia. Poco prima di arrivare in cresta si lascia a sinistra la diramazione per Pourachet, e con un ultimo breve tratto si raggiunge la cappella della Madonna del Cotolivier (m.2105).
Discesa lungo il percorso di salita.