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Breve escursione che conduce al rifugio des Evettes e ad alcuni laghetti, posti a breve distanza dal rifugio, da dove è possibile ammirare l'impervia catena spartiacque nel tratto che separa la Val Grande di Lanzo dalla Valle dell'Arc. Notevole la mole del versante settentrionale dell'Albaron di Savoia e della Piccola Ciamarella. Da vedere anche alla partenza le belle case di l'Ecot.
Partenza: l'Ecot 2027 m.
Arrivo: rifugio des Evettes 2591 m.
Dislivello: 564 m.
Tempo di salita: 2 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC. n.2 1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso: raggiungere Lanslebourg-Mont-Cenis passando dal colle del Moncenisio (valico estivo) e proseguire lungo la carrozzabile che risale la valle dell'Arc verso il colle d'Iseran, superando i paesi di Lanslevillard e Bessan. Giunti a Bonneval dove, in prossimità del tornante dove inizia la salita verso il colle si abbandona la strada principale e si va a destra per una stretta carrozzabile in direzione di l'Ecot. Parcheggio abbastanza grande.
Descrizione: poco sotto le case di l'Ecot si diparte un sentiero che risale il versante destro della valle. Salendo prima in direzione sud ovest, poi piegando in direzione sud est, il sentiero risale dossi di rododendro, mantenendosi sempre alquanto lontano dalla parete della Ouille du Midi. Arrivati al Plan des Roches si incontra un bivio, dove conviene prendere la traccia di sinistra (sentiero meno ripido) che si ricongiungerà con l'altro poco più avanti. Si arriva così al Col des Evettes (2561 m.), il sentiero ora piega a sinistra e raggiunge in pochi minuti l'edificio dal tetto piatto che costituisce il rifugio. I laghetti sono posti immediatamente sotto il rifugio. Rientro per il medesimo percorso.
Il rifugio Miserin sorge vicino al bellissimo lago omonimo ed è un ex ospizio per viandanti, annesso al santuario della Madonna delle Nevi. Il rifugio si trova all'interno del Parco del Monte Avic. L'escursione proposta (se si segue fedelmente lo sterrato) è facilissima ed adatta a tutti.
Località di partenza: Dondena 2110 m.
Arrivo: rifugio e lago Miserin 2582 m.
Dislivello: 472 m.
Tempo di salita: 2 ore
Difficoltà: T se si percorre interamente lo sterrato, E se dopo il rifugio si sale per sentiero
Cartografia: IGC. n.3 1:50.000 Parco Nazionale del Gran ParadisoAccesso stradale sterrata molto dissestata nell'ultimo tratto, occorre procedere con cautela.
Descrizione: imboccare la strada sterrata che scende a superare il torrente Ayasse su un ponte. La sterrata compie ampi tornanti, si passa tra alcuni edifici, ma vi sono anche diverse scorciatoie. In breve si arriva al rifugio Dondena (2200 m.) Se non si vuole fare il sentiero più diretto (difficoltà E), si segue la strada che si allontana alle spalle del rifugio e non quella che si alza di fronte all'ingresso che raggiunge gli alpeggi. La sterrata aggira un costone che fa scomparire alla vista Dondena e senza particolari difficoltà seguirne integralmente il tracciato. Ad un bivio andare a sinistra, si supera un piccolo pianoro e alcune svolte un poco più ripide che permettono di affacciarsi alla bellissima conca dove si trova il rifugio Miserin e l'omonimo lago. Rientro per il medesimo percorso.
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| foto Mario Monticelli |
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Grandiosi panorami sul versante settentrionale del Monviso, sul lungo e glaciale canalone Coolidge che solca la parete nord e su tutte le punte del gruppo, Visolotto, Gastaldi, Roma, Udine e Venezia. La gita va effettuata in giornate terse, meglio settembre/ottobre, piuttosto che luglio onde evitare le nebbie che invadono la zona del Monviso, precludendo il panorama.
Partenza: Pian del Re 2020 m.
Arrivo: Sea Bianca 2721 m.
Dislivello: 701 m.
Tempo di salita: 3 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC. n.6 1:50.000 MonvisoAccesso stradale Parcheggio a pagamento 5 euro.
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| Salamandra |
Descrizione: dal Pian del Re, si imbocca il sentiero a monte che, in direzione nord sale al Colle della Gianna. Dopo qualche centinaio di metri una forte curva a destra porta ad attraversa magri pascoli, pervenendo così alla Sellaccia (2369 m.), aperta tra il Truc Battaglie e Truc Teston. Dopo una breve discesa si supera la fonte del Pian Grande dei Fons (2332 m.) e con ripidi tornanti si sale al Colle della Gianna (2525 m.) Poco prima degli ultimi tornati per arrivare al colle (palina) piegare a destra per tracce di sentiero e ometti, e per ampi dossi, si percorre la cresta che porta alla vetta. La discesa avviene per il medesimo percorso.
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| Sea Bianca |
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La salita al Palon di Resy offre un ottimo punto di vista panoramico sui 4000 del Monte Rosa e può essere associata alla gita ai Laghi di Resy, sette piccoli laghetti sparsi su un altopiano roccioso compreso tra il Palon di Resy, il Monte Rosso e la Punta Bettolina. Panorama magnifico.
Località di partenza: St. Jacques 1689 m.
Arrivo: Palon di Resy 2675 m.
Dislivello: 987 m.
Tempo di salita: 3 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC. n.5 1:50.000 Cervino e Monte RosaAccesso stradale In alternativa se si vuole utilizzare la funicolare si può partire dalla località Franchey.

Descrizione: Direttamente da St. Jacques al rifugio Ferraro,
passando dietro la chiesetta si prende un sentiero che sale verso est al limite del bosco fino ad una bellissima radura; indi si piega a nord per risalire con molti zig-zag il ripido dosso erboso al culmine del quale, in spendida posizione panoramica, si trova l'abitato di Resy, il rifugio è subito fuori verso est. Un'altra alternativa per arrivare al rifugio Ferraro è quella che parte da Franchey utilizzando la funicolare (costo 8 euro A/R), che con percorso quasi pianeggiante (niente a che vedere con la ripidezza da St. Jacques), porta in circa 40 minuti dall'Alpe Ciacerio al rifugio. Dal rifugio, si percorre il primo tratto del sentiero per il Colle di Bettaforca, sino all'Alpe Forca inferiore (2142 m.), dove, cartello indicatore (sentiero 8C) devia verso sinistra, per salire in diagonale verso nord-ovest i ripidi pendii sovrastanti e raggiungere al di sopra del bosco l'ampia spalla che dal Palon di Resy scende in direzione sud-ovest. Si piega quindi a nord-est, tralasciando la diramazione del sentiero 8D (che porta ai laghi di Resy) superando sempre in diagonale un ripido dosso erboso puntando in direzione della (oramai visibile) croce di vetta. Panorama superbo sui Breithorn, Roccia Nera, Polluce e Castore, e giù in basso sui piani di Verra e il Lago Blu. Si ritorna per l'identico percorso di salita, volendo fare una digressione al laghetti di Resy, arrivati al bivio con il sentiero 8D, si piega a sinistra (scendendo) e in breve si raggiungono i laghetti.


Per l'importanza storica è da considerarsi uno dei luoghi più interessanti della Valle Pellice, questa Valle infatti fu l'ultimo nascondiglio dei Valdesi durante le persecuzioni del 1686. L'escursione all'Alpe Pra della Comba si effettua su strada poderale in un ambiente ancora integro e selvaggio con bellissimi scorci sull'alta Val Pellice e sul Monviso.
Località di partenza: Bessè 1030 m.
Arrivo: Alpe Pra la Comba 1695 m.
Dislivello: 665 m., 695 m.
Tempo di salita: 2 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC n.6 1:50.000 MonvisoAccesso stradale Al ponte sul torrente Subiac (poco prima di entrare in Bobbio) prendere la stradina sulla destra che con qualche tornante giunge in località Bessè. Si lascia la borgata sulla destra, si prosegue fino quasi al termine della strada asfaltata dove è possibile lasciare l'auto in corrispondenza di due piazzole.
Descrizione: dal parcheggio sopra Bessè, si continua sulla strada che poco dopo diventa strerrata e
vietata al transito motorizzato. Si sale tra gli alberi toccando le case oramai abbandonate degli Alì 1148 m., del Bars 1210 m. e quelle ristrutturate del Cargiau 1260 m., a circa metà percorso si passa accanto al rifugio degli Invincibili 1356 m. S
i continua con interessanti scorci panoramici sulla Val Pellice e sul Monviso, dopo alcuni tornanti si incrocia la sterrata che sale da Pertusel. Ancora un ultimo tratto e, alla vista di alcuni alpeggi si arriva al cartello di Pra la Comba che precede di alcuni tornanti l'alpeggio e il grande prato panoramico, dove dalla parte opposta si può vedere dall'alto la posizione strategica e panoramica di Pertusel. Si rientra per il medesimo percorso.
Questa escursione permette di osservare il tipico ambiente carsico delle Alpi Liguri. Il primo tratto conduce al rifugio Mondovì Havis de Giorgio, sormontato da pareti rocciose di forma dolomitica. Con la seconda parte si raggiunge la conca che ospita il Lago Biecai, lago carsico privo di acqua per la maggior parte dell'anno, ad eccezione della primavera quando le precipitazioni invernali ed il disgelo riempiono le cavità sotterranee e permettono all'acqua di rimanere in superficie.
Località di partenza: Porta di Pian Marchisio 1625 m.
Arrivo: Lago Biecai 1967 m.
Dislivello: 404 m.
Tempo di salita: 1.30 ore
Difficoltà: T sino al rifugio, E dal rifugio al lago
Cartografia: IGC n.8 1:50.000, Alpi Marittime e LiguriAccesso stradale Negli ultimi chilometri prima del piano la strada è sterrata e molto sconnessa, procedere quindi con prudenza.
Descrizione: dal posteggio seguire la strada sterrata pianeggiante che attraversa interamente Pian Marchisio. Dopo poco tempo è già possibile scorgere il rifugio al fondo del pianoro posizionato sotto le pareti rocciose della punta Havis de Giorgio e della più alta cima delle Saline. Al limite del piano la strada fa alcuni tornanti e dopo un breve traverso si trascura la deviazione per il Passo delle Saline, arrivando in breve al rifugio. Da questo punto l'itinerario diventa di tipo escursionistico. Si imbocca il sentiero GTA dietro al rifugio seguendo le indicazioni per il Lago di Biecai. Il sentiero sale dolcemente i pendii sotto la punta Havis de Giorgio passando tra fitti rododendri nel vallone del Rio Ciappa. Dopo un lungo tratto pianeggiante si arriva ad un ultimo pendio più ripido, si segue il sentiero che con numerose svolte risale il versante e si arriva alla Porta Biecai 1998 m. Si continua seguendo il sentiero che in leggera discesa arriva in breve alla conca che ospita il lago. Il rientro avviene per il medesimo percorso fatto all'andata.
L'amore per la natura, una notevole conoscenza della flora esotica, una
grande passione per il giardinaggio, probabilmente furono i presupposti
che spinsero, verso la metà del 1800 Giovanni Piacenza, industriale
laniero di Pollone, ad acquistare il colle Burcina e a trasformarlo in
un parco seguendo gli indirizzi del giardino paesistico nato in
Inghilterra nel 1700. Dal 1935 il Parco è di proprietà del Comune di Biella. Negli
anni '50 sono state eseguite ristrutturazioni come: l'ampliamento della rete viaria e il nuovo accesso con il ponte
sul rio Vandorba. Merita sicuramente una visita.
Località di partenza: Pollone 570 m.
Arrivo: sommità del parco 825 m.
Dislivello: 265 m.
Difficoltà: T
Tempo di salita: 2 ore Accesso stradale Nel parco sono possibili diversi itinerari (segnalati in loco) che risalgono la collina portando ad osservare le numerose specie floreali presenti, stupenda in primavera, la fioritura di rododendri.