domenica 24 ottobre 2010

Ferrata Rocca dei Corvi

Bellissima ferrata, non lunga ma suggestiva ed appagante. Vista dal poggio panoramico, la Rocca dei Corvi appare come un monolito molto ardito che ricorda il campanile di Val Montaia. Essendo la Rocca composta di rocce vulcaniche piuttosto friabili, fare attenzione a non far cadere sassi durante l'arrampicata.
Accesso:
Autostrada TO-SV, uscita a Ceva, poi per la Val Mongia, Poggi, Piani, Lisio, poi verso Viola Saint Gree (castello Rocca dei Corvi) fino alla cappella di Santa Caterina dove si parcheggia
Periodo: tutto l'anno, particolarmente suggestivo in autunno per i bellissimi colori (non dopo la pioggia e se gelato ramponi e picozza)
Difficoltà: PD/D
Dislivello: 130 m. dalla base del torrente Mongia, 100 m. dal ponte tibetano
Tempi:
2 ore e 30 minuti A/R (compreso il primo tratto)













Descrizione:
Dal parcheggio, si prende la stradina a sinistra della chiesetta, e seguendo le varie indicazioni si scende verso il torrente in uno splendido bosco (in autunno colori stupendi).
Si arriva ora ad un poggio, proprio di fronte alla Rocca. Si deve ora scegliere:
1) sentiero a sinistra che in 15 minuti po
rta all'attacco in basso sul torrente, per il percorso completo (consigliato, tanto il ponte tibetano viene fatto al rientro).
2) sentiero a destra che in 5 minuti porta direttamante
al ponte tibetano.
Partendo
dalla base del fiume, si inzia con un breve traverso, che porta ad una prima cascata, dove si risale per una ventina di metri (poco difficile). Un ponticello porta all'attacco di un nuovo risalto (poco più difficile del precedente) in un ambiente molto suggestivo. Si giunge così ad un ultimo risalto con tratti leggermente strapiombanti e ci si trova su una cengia che si collega al ponte tibetano (che si percorrerà al rientro, oppure può essere utilizzato come via di fuga). Inizia qui la seconda parte della ferrata, si continua a sinistra con un traverso esposto ma non difficile, a cui segue un tratto vrticale di 30 metri. Si entra ora in un piccolo camino con una simpatica uscita in esposizione alquanto impegnativa. Si traversa ora a sinistra e con movimenti elicoidali si superano una serie di muri e cenge in grande esposizione, giungendo in
vetta con un percorso aereo molto bello. Poco posto in vetta (max 3 o 4 persone) dove conviene comunque rimanere assicurati al cavo.

Discesa: da non sottovalutare, almeno nella prima parte, dove sono presenti dei punti delicati ed esposti, poi alla fine del tratto cablato diventa più semplice, si scende nel bosco tenendo la destra e si arriva al ponte tibetano. Percorso il ponte si sale sul sentiero e in breve tempo si arriva al poggio di partenza.

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