domenica 29 maggio 2016

Sea


 La parte alta della Val Grande, lungo la quale scende il torrente Stura che si origina dai ghiacciai del versante nord della Ciamarella, prende il nome di vallone di Sea, nel quale si trovano alcuni caratteristici alpeggi, meta di questa bella escursione. All'inizio del percorso, è possibile una breve deviazione verso il Santuario della Madonna di Forno, visibile in alto sulla sinistra. Vallone molto selvaggio dove è facile imbattersi in gruppi anche numerosi di stambecchi, molto frequentato anni fa dagli arrampicatori piemontesi per le sue immense pareti di granito.














Partenza: Forno Alpi Graie 1219 m.
Arrivo: Alpe Sea 1785 m.
Dislivello: 566 m.
Tempo di salita: 2 ore
Difficoltà: E
Cartografia: IGC n.2,1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale: dalla direttissima di Lanzo, si prosegue verso l'alta valle. Poco dopo avere superato prima Pessinetto e poi Mezzenile, al semaforo si gira a destra in direzione Val Grande. Si superano così gli abitati di Cantoira, Chialamberto, Pialpetta, arrivando infine a Forno Alpi Graie dove la strada termina e si può parcheggiare l'auto.
Descrizione: Da dietro all'albergo Savoia, si segue una strada che sale a sinistra (indicazioni) ed attraversa la Stura su di un ponte (al momento chiuso per frana dalla parete superiore, ma si attraversa comunque). La strada continua su di un bel pianoro sino ad un bivio, dove a sinistra con breve disgressione è possibile salire al Santuario. Seguendo invece a destra ci si inoltra sulla pista che risale il vallone passando per le sorgenti "Grandi Boschi", dove si trova una presa d'acqua. Il sentiero ora prosegue tagliando i contrafforti che scendono dalla Costiera Malatret. Dopo una breve salita il sentiero raggiunge, dopo l'attraversamento del torrente l'alpeggio  Gias Balma Massiet 1500 m., 1 ora circa da Forno, e già qui con un po' di fortuna è possibile avvistare stambecchi. Il sentiero riprende a salire in una zona con bassa vegetazione e, con un'altra oretta di camminata si porta nel Piano di Sea, dove si riattraversa il torrente su un bel ponte di legno e si arriva alla caratteristica Alpe di Sea, posizionata sotto un grosso e caratteristico masso. La discesa avviene per il medesimo percorso fatto all'andata.
 

lunedì 16 maggio 2016

Lago Arpone 1800 m.

Notizie storiche: è molto interessante dal punto di vista storico poiché la zona dell'Arpone era il punto di forza di trinceramenti costruiti nel 1700, ora quasi del tutto scomparsi. Essi controllavano gli accessi verso Susa dall'altopiano del Moncenisio. La ridotta d'Arpone, costruita nel 1709 su disegno dell'ing. Ignazio Bertola, sorgeva sul cocuzzolo della Finestra d'Arpone (1931 m.) e intorno ad esso si sviluppavano le linee dei trinceramenti che scendevano, passando a nord del lago, all'omonimo gruppo di grange dove c'erano i baraccamenti. Vi erano inoltre tre piccole ridotte, della Fontana, della Ciarmena e delle Grange. Dopo il 1712 non compaiono più spese per la manutenzione nei registri di Bilanci Fortificazioni, se ne hanno però notizie indirette nelle Guerre di Successione del XVIII secolo (AA.VV. castelli e fortezze).
Gita corta, ma molto panoramica, ottima nella stagione invernale come ciaspolata. Fattibile in questo periodo prima che venga aperta la stagione di pesca al lago.




















Partenza: Bar Cenisio 1483 m.
Arrivo: Lago Arpone 1800 m.
Dislivello: 317 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: T
Bibliografia: Fondo escursionismo senza confini di R. Carnisio
Cartografia: IGC n.2,1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale: da Susa prendere la S.S. 25 per il Moncenisio, superato Giaglione si prosegue in direzione del Colle. Arrivati a Bar Cenisio, appena alla fine del paese si stacca sulla sinistra la strada sterrata con indicazione per il Rifugio Vacca. Si parcheggia in uno slargo nei pressi di un'ampia curva.
Descrizione: lasciata l'auto, si prende la carrareccia sulla sinistra e con 1,5 km. ci si porta alle grange a quota 1580 m., dopo le quali il larice si sostituisce alla vegetazione bassa e mista. A quota 1780 m. circa, dopo un'ampia curva si apre la visuale dando la possibilità di scorgere in lontananza le scale che conducono al passo del Moncenisio nonché l'imponente mole della diga. Tutto il tragitto si snoda sotto la piramide del Rocciamelone, ma quando dopo l'ultima curva si giunge al pianoro prativo in cui si trovano le Grange d'Arpone e il lago omonimo si rimane impressionati dalla maestosa mole del Giusalet e dalla Cima di Bard. Vale anche la pena di fare due passi sulla piccola diga di contenimento del lago ove vi sono le strapiombanti pareti di oltre 300 metri su Bar Cenisio, per comprendere perché tale posizione dominante fosse adatta per il controllo della situazione militare in Val Cenischia fino a Venaus. Si ritorna per il medesimo percorso.

lunedì 9 maggio 2016

Colle Braida e le sue borgate

Piacevolissima passeggiata in mezzacosta sul versante valsusino, da fare magari in giornate un poco uggiose, tra piccole borgate ben conservate. Nonostante la fitta vegetazione dovuta alla stagione, begli scorci sull'abbazia della Sacra di San Michele e sulle cime circostanti. Sicuramente è una gita molto adatta alle ciaspole subito dopo un'abbondante nevicata. Dislivello pressoché nullo (150 m. tra vari saliscendi), ma con uno sviluppo considerevole (12 km. A/R).














Partenza: Colle Braida 1007 m.
Arrivo: La Mura 1091 m.
Dislivello: 150 m.
Tempo di salita: 1:30 ore
Difficoltà: T
Cartografia: IGC n.17,1:50.000 Torino-Pinerolo e Bassa Val di Susa
Accesso stradale: si può salire indifferentemente sia da Giaveno, Valgioie, Colle Braida, che da Avigliana, direzione Sacra di San Michele, Colle Braida. Tenere in considerazione che alla domenica e festivi si deve ritornare necessariamente da Giaveno. Si posteggia comodamente sul piazzale vicino al ristorante.
Descrizione: dal Colle (arrivando da Valgioie) si imbocca sulla sinistra dietro il ristorante una strada, scegliendo al successivo bivio la diramazione che scende sulla destra e si prosegue sempre sulla strada principale. Arrivati circa a metà percorso, si trova una deviazione sulla destra in discesa (sbarra di chiusura al traffico) che porta alla borgata di Bennale. Si può scegliere di passare di li, oppure al ritorno. Dal fondo della borgata, parte un tratto del bellissimo sentiero dei Franchi (altri tratti si trovano lungo la strada dove si può tagliare) che si ricongiunge più sopra con la strada principale. Si prosegue ora sempre con belle viste sulla Sacra alla borgata successiva di Folatone, per proseguire poi sempre per strada oppure con sentiero alla borgata di La mura (1091 m.) dove la strada termina. E' ancora possibile proseguire sulla strada che si abbassa verso Cresto di
S. Antonino di Susa che si imbocca poco sotto la borgata. Rientro per il medesimo percorso.