mercoledì 31 dicembre 2014

Rifugio Città di Ciriè 1850 m.


Il Rifugio è posto al fondo del Pian della Mussa, uno splendido ed immenso pianoro lungo più di due chilometri, circondato da cime bellissime, Bessanese e Ciamarella le più importanti. Percorso facile percorribile da tutti, sia a piedi (se la neve lo consente) sia con ciaspole, sci da fondo e da sci-alpinismo, ottimo e suggestivo per una ciaspolata con la luna piena.

Partenza: Balme 1460 m.
Arrivo: Rifugio Città di Ciriè 1850 m.
Dislivello: 390 m.
Difficoltà: MR
Tempo di salita: 1,30 ore  
Cartografia: IGC n.2 1:50.000 Valli di Lanzo e Moncenisio  
Accesso stradale:  si raggiunge Lanzo tramite la strada statale che costeggia La Mandria, e si prosegue per le Valli di Lanzo in direzione di Ceres, arrivati al paese si prosegue per Balme e Pian della Mussa. Arrivati a Balme si può posteggiare in una delle due piazze del paese.













Descrizione: posteggiata l'auto si prosegue sulla strada che porta al Pian della Mussa, in prossimità della pista di pattinaggio, si scende ad attraversare il ponte sul fiume nelle vicinanze di un grosso masso ricoperto di ghiaccio. Da qui si possono calzare gli attrezzi e avviarsi sulla strada generalmente battuta e, dopo circa un'ora si arriva in prossimità del Pian della Mussa. Subito a sinistra appena arrivati al piano, si trova l'agriturismo "La Masinà" valida alternativa al rifugio Città di Ciriè. Si prosegue ora con percorso pianeggiante per circa due chilometri sino ad arrivare in fondo al piano, dove con breve salita a destra si giunge al Rifugio.













Note: alla data odierna, il rifugio risulta chiuso, e non saprei dire se riaprirà per questa stagione invernale. 
Di seguito i recapiti telefonici del rifugio e dell'agriturismo.
Rifugio Città di Ciriè: 0123.820008 - 340.6769984
Agriturismo "La Masinà": 347.4439984

lunedì 22 dicembre 2014

Val Clarea

Se si guarda questa valle con gli occhi di chi vuole scoprire il percorso di Annibale si rimane fortemente stupiti dalla ripida discesa dal Colle Clapier dalla Val Clarea. Si deve però considerare che nel corso dei secoli il territorio si è modificato anche per gli effetti di alcune frane che hanno cambiato considerevolmente il paesaggio. E' comunque  possibile ripercorrere con la fantasia il tragitto degli elefanti se si considera il terreno che dal Colle Clapier scende dolcemente fino al Piccolo Moncenisio per poi infilarsi nel vallone d'Ambin. Questa ipotesi è contrastata da alcuni storici, resta tuttavia ferma la considerazione che Livio nelle sue Narrazioni fa sulla Valle dell'Isara. Secondo il De Lavis-Trafford, Annibale sarebbe sceso in Italia dal colle che un tempo veniva denominato Piccolo Moncenisio, a Nord del Clapier, e veniva attraversato dalla via che dal Bramans sboccava nella valle della Dora tra Chiomonte e Giaglione. Questa via, ora del tutto abbandonata, è stata battezzata dal De Lavis come quella del Col di Savine Coche che , collegando la Valle di Susa al centro di Bramans, un tempo importantissimo, ha storia probabilmente più antica di quella del Moncenisio. Fu utilizzato anche dai Valdesi nella loro "Glorieuse Rentrèe" del 1689, quando rientrarono in Val Chisone e Val Germanasca dopo due anni di esilio in Svizzera. (tratto da "fondo escursionismo senza confini")














Accesso: da Susa prendere la S.S. 25 per il Moncenisio e dopo Giaglione imboccare a sinistra la strada per la Val Clarea con l'indicazione Grange Buttigliera, Santa Chiara. Lasciare l'auto al primo bivio denominato Pian de Ruine.
Cartografia: I.G.C. 1:50.000 n.1 Valli di Susa Chisone e Germanasca
Esposizione: Sud-Est
Lunghezza: Km.11 A/R
Dislivello: 109 m.
Note: nel periodo invernale con innevamento favorevole, percorrendone la strada diventa un'ottima gita da fare con le racchette da neve o sci escursionismo.

















Descrizione: lasciata l'auto a Pian delle Ruine (1052 m.), ci si incammina sulla strada a sinistra in direzione di Grange Buttigliera. Arrivati alle prime baite sulla destra, si sale sul sentiero 820B che costeggia interamente il canale Maria Bona. Nel 1914 prende il nome di CANALE DI MARIA BONA
La nobile era moglie di Andrea Aschieri de Jalliono feudatario locale; le descrizioni della donna la indicano molto attenta alle sorti della comunità, si narra che con il suo dono di un'emina colma d'oro (contenitore ed unità di misura per il grano) permise la costruzione del canale.
Il suo alveo taglia le strapiombanti pareti dei contrafforti del versante sinistro della Val Clarea ad un’altezza fino a trecento metri per una lunghezza di cinquecento metri circa, interamente scavato nella roccia. Nel periodo antecedente all’opera l’unica acqua utilizzabile era il torrente Clarea che scorreva in alto nel suddetto vallone per poi inabissarsi nelle gorge gettandosi nella Dora Riparia senza lambire i terreni della comunità. Si rese necessario pertanto costruire il canale, anche perché l’abitato era solo supportato da poche sorgenti e gran parte dei terreni non erano irrigabili.
I primi progetti risalgono al 1200 ma i tentativi di deviare le acque del Clarea non sono mai stati avviati; solo nel 1400 con il superamento del Pian delle Rovine si porta a compimento l’opera.
Il Paese per molti anni ebbe un incremento demografico incredibile, vennero nominati irrigatori, addetti alle manutenzioni e le cause e i litigi per i cambi d'uso dei terreni e le relative tasse da pagare ai signori crearono dispute interminabili. Nel 1458 furono eletti quattro arbitri della Comunità per dirimere le questioni sui cambi di utilizzo delle coltivazioni e per gestire il complicato sistema di canali allora progettato. A fianco del canale esiste un sentiero pianeggiante da percorrere per alcuni tratti con cautela a causa delle vicinanze delle pareti rocciose e strapiombanti. (fonte comune di Giaglione).

Questo bel sentiero passa sotto la bellissima palestra di arrampicata della "Gran Rosta" http://www.altox.it/ValsusaFalesie/clarea_granrotsa.htm 
per arrivare al fondo dove si ricollega con l'ultimo tratto di strada asfaltata nei pressi delle Grange Buttigliera, da dove si continua sino alle baite di Pietra Porchera (1161 m.)
 

domenica 14 dicembre 2014

Sentiero dei Mulini



 Questo sentiero era anticamente un transito tra gli abitanti di Coassolo e Monastero per rifornirsi di farina, infatti lungo il percorso, oltre ai piloni votivi, troviamo la chiesetta  De Michelis e quella della Grata, oltre ai resti di due mulini.
























Partenza: Coassolo Torinese
Difficoltà: E
Tempo complessivo: 1,30 ore  
Bibliografia: fonte CAI sezione di Lanzo Torinese
Cartografia: IGC. n.2 1:50.000, Valli di Lanzo e Moncenisio
Accesso stradale: da Torino per la direttissima delle Valli di Lanzo, usciti a Lanzo si prosegue per Coassolo dove nei pressi del cimitero si può parcheggiare l'auto.

















Moulin D' Giout o Moulin D' Barot (sul territorio di Coassolo)
Grande complesso, situato lungo il torrente Tesso sul versante di Coassolo, proprietà della famiglia Barra, consta di diversi fabbricati, Nell'edificio più grande sono ospitate le macine perl la molitura del grano e del granturco, un tempo anche prodotto nei nostri paesi insieme alla segale. Una delle costruzioni più piccole ospita invece il torchio per la spremitura delle noci (ma anche di nocciole e faggiole "favaiurf"), dalle quali si ricavava un olio dal particolare sapore, utilizzato in mancanza di quello di oliva. In un'altra parte era situata la "pista dia cauna", una sorta di maglio battente che serviva per battere (follare) la canapa anch'essa prodotta nei nostri paesi. Veniva anche usato per produrre energia elettrica, nel retro dell'edificio è ancora visibile la torretta del convertitore, energia che veniva inviata al comune di Coassolo. Il mulino, utilizzato fin verso il 1970 si presenta ancora in buone condizioni e, si possono vedere tutte le componenti.
Moulin D'Amun (sul territorio di Monastero)
Situato sulla riva del Tesso dalla parte di Monastero, era stato costruito dalla famiglia Barra ed era utilizzato sia dagli abitanti di Monastero che di Coassolo, a cui era collegato tramite una "pianca" in legno ora ricostruita. A partire dal 1935 il mulino venne collegato attraverso un ateleferica ad una costruzione ancora adesso visibile nel tornante appena oltre Ca di Touie, la "Baraca". I sacchi con le granaglie da macinare venivano trasportate al mulino tramite la teleferica, che riportava su la farina ed il pane cotto, perchè il mulino era dotato di un forno. Attualmente il mulino è diroccato, anche in seguito ad un incendio, e restano solo più in piedi alcuni muri perimetrali.

















Descrizione: dal cimitero si contina per un tratto sulla strada asfaltata, sino a trovare sulla sinistra un cartello con indicazione Marsaglia (segnavia 408). Si prosegue sul sentiero che attraversa a mezzacosta un fitto bosco, questa era la vecchia roggia che portava acqua alla frazione Bogno, ormai incubata. In circa 15 minuti si giunge al bivio che a sinistra porta alla chiesetta di frazione De Michelis, mentre a destra scende costeggiando prima una casa, poi sino al fiume Tesso, qui un caratteristico ponte in legno conduce al Mulino D' Amun, oltrepassato il ponte si svolta a sinistra e si prosegue sul sentiero costeggiando il fiume sino a giungere ad un altro ponte in legno. Proseguendo dritto, in pochi minuti si giunge al Mulino D' Barot, mentre oltrepassando il ponte a sinistra si giunge prima ad una borgata con affreschi e poi si risale  su un selciato ombroso sino a giungere alla cappella della Grata (anno 1594) caratteristica per la sua forma rotonda. Di qui si risale verso Coassolo per voltare poi a sinistra (cartello indicatore) che riporta al piazzale del cimitero.

venerdì 12 dicembre 2014

Sentiero dei Pensieri



 Il "Sentiero dei Pensieri" è una tranquilla passeggiata che coniuga il piacere dell'escursione con la riflessione sulle massime riportate sui cartelli lungo il percorso stesso. Ma è anche un'occasione per visitare uno dei borghi più caratteristici della valle, con i suio bellissimi murales e il suo forno comunitario e il mulino idraulico.


























Partenza: Usseaux 1440 m.
Dislivello: 250 m.
Difficoltà: E
Tempo complessivo: 2 ore  
Bibliografia: a piedi in Piemonte di F. Ceragioli e A. Molino
Cartografia: IGC. n.1 1:50.000, Valli di Susa, Chisone e Germanasca
Accesso stradale: da Torino a Pinerolo, si risale la Valle Chisone e dopo Fenestrelle, passata la galleria si lascia la statale e si sale a destra ad Usseaux, dove si posteggia l'auto.













Descrizione: Seguendo la via principale si attraversa il paese verso il basso e si visitano i bellissimi murales. Lasciate alle spalle le ultime case e costeggiato il grande lavatoio, poco oltre si incontra il vecchio mulino. L'itinerario inizia oltre il ponticello (via della lepre). Si prende a destra e alla biforcazione si va ancora a destra. Quasi in piano si aggira la dorsale avendo alle spalle al paese per raggiungere una valletta. Giunti al rio, non lo si attraversa, ma lo si costeggia ancora per un tratto per attraversarlo poco più in alto e si prende a salire nel lariceto con bella vista su Usseaux. Il sentiero effettua un tornante verso sinistra a cui segue un tratto piuttosto ripido. Il tracciato piega quindi a sinistra ed entra in un altro valloncello per confluire poco sopra in una pista agroforestale 
(1 ora). Si segue quest'ultima veso sinistra, poi, in vista delle baite della montagna di Usseaux 
(1650 m.), si lascia la carrareccia per prendere il sentiero abbondantemente segnato che scende ad attraversare il torrente e si immette quindi sulla strada di servizio. La si segue verso il basso e, tra un "pensiero e l'altro" si ritorna al parcheggio all'ingresso del paese (1 ora).

















martedì 9 dicembre 2014

Sentiero Augusto Monti



 Augusto Monti, "un uomo all'antica", nato a Monastero Bormida nel 1889, insegnante, intellettuale e scrittore, è oggetto recente di riscoperta e rivalutazione. Per iniziativa di Enti e associazioni locali giavenesi è nato un percorso che utilizzando sentieri, viottoli e stradine ci fa conoscere e riscoprire con le parole del prosatore (del poeta) luoghi che si pensava famigliari ma in realtà quasi del tutto sconosciuti. L'escursione può essere accorciata utilizzando la "Variante". Lungo il percorso pannelli didascalici propongono passi significativi tratti dai romanzi di Augusto Monti, scelti dagli alunni della scuola superiore di Giaveno "Blaise Pascal".






















Partenza: Mollar dei Franchi 573 m.
Dislivello: 300 m.
Difficoltà: E
Tempo di salita: 4 ore  
Bibliografia: a piedi in Piemonte di F. Ceragioli e A. Molino
Cartografia: IGC. n.17 1:50.000,Torino-Pinerolo e bassa Valle di Susa
Accesso stradale: Da Torino a Giaveno, poi si segue la strada per Cumiana per poi svoltare a destra. Alla biforcazione si lascia a destra la strada per Monterossino per continuare alla volta di Mollar dei Franchi. Il sentiero inizia nei pressi di questa località, dove ad un bivio si trova la prima delle bacheche informative.

















Descrizione: a piedi si segue la carrozzabile sterrata (bacheca, indicazione Gentina) che, alternando anche a tratti di asfalto, attraverso boschi di castagno giunge ad una radura con una casa (fontana).
Alla biforcazione, si prende a sinistra per scendere ad attraversare il rio Romarolo. Si passa accanto ad un'area ricreativa ecclesiastica e, trascurata la stradina che sale, si prosegue a fianco del torrente. Si percorre così un tratto estremamente suggestivo dove il torrente che si apre il passaggio in una specie di forra alterna piccoli salti d'acqua con placide e limpide pozze (dove nella stagione calda si può anche fare il bagno). Si supera una sorgente e poco dopo si giunge al bivio della variante. Si prosegue sempre costeggiando il rio, sino al arrivare ad un bellissimo ponte di pietra delle Case Galletto (670 m.). Si continua sullo sterrato attraversando la borgata e si sale con alcuni tornanti alle Case Nanot (803 m., 2 ore). Si svolta a destra sulla via asfaltata e dopo aver raggiunto la strada della Merlera si scende dolcemente verso Provonda. Da Nanot a Franza è il tratto meno bello del percorso svolgendosi su strada asfaltata anche se di scarso traffico. Superata Provonda con la sua chiesa, al successivo bivio della carrozzabile si scende fino a Case Per. Da qui dopo pochi metri, occorre prestare attenzione sulla destra ed imboccare un sentierino che scende ripido e porta a Case Corderia (650 m.) luogo dei soggiorni di Augusto Monti. Si scende lungo il tracciato sino a Case Gentina e ci si riporta così al bivio di partenza.

lunedì 24 novembre 2014

Tra i poggi e le chiesette di Casalborgone

 
 Itinerario per tutte le stagioni ad eccezione dei mesi estivi, corre lungo i versanti e i crinali delle colline di Casalborgone, per salire, nell'ultimo tratto nel bellissimo borgo arroccato del Leu, dominato dal castello medievale. Motico di interesse sono i bei panorami che si possono godere sulla Valle Frascherina, sulle colline della zona e sull'arco alpino sullo sfondo, e le chiesette che si incontrano arroccate sui poggi, tra cui quella di San Siro, una delle più antiche nel territorio comunale. Il percorso segue i segnavia 124 e 125 e può essere collegato ad altri itinerari nella zona.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Partenza: Casalborgone, rotonda al centro del paese
Dislivello: 200 m.
Difficoltà: T
Tempo di salita: 1:30 ore  
Cartografia: n.2  1:15.000, Sentieri della Collina Torinese
Bibliografia: Sentieri della Collina Torinese di S. Camanni e F. Chiaretta
Accesso stradale: Casalborgone è raggiungibile in auto dalla strada ex SS 590, da cui si svolta a sinistra sulla SR 458. Parcheggi nelle vie del paese.














Descrizione: dalla rotonda nel centro paese, si prende strada del Cerro (all'angolo con la panetteria, segnavia 124) e si sale lungo la strada asfaltata, per traversare poi sulla destra tra i campi, si prosegue fino a raggiungere il crinale con la Val Ferro. Lasciando una strada sulla sinistra, si arriva in breve all'agriturismo "Il Ciabot", in una zona molto panoramica sul Leu e sulla vallata. Sempre seguendo il segnavia 124 si raggiunge un pilone votivo nei pressi di cascina Bocchetta, dove la strada diventa sterrata, questo tratto può risultare fangoso dopo le piogge. Si arriva così alla chiesetta di San Bernardo dei Boschi. Da qui con una deviazione (cartello "Crinale del Bòsc Grand") è possibile salire lungo il segnavia 124 fino sul crinale del "Bric del Cerro" (1 ora A/R). La strada ritorna asfaltata, la si segue sulla destra (segnavia 125) e si scende lungo strada Moncalvo fino alle case di Tetti Gallina, da dove si ha un bel panorama sul versante del Bòsc Grand. Continuando lungo la strada si toccano la cascina Mongallo e le case Pescioni fino ad arrivare alla deviazione sulla sinistra per la chiesa di San Siro da dove è possibile godere di un panorama a 360° sulle colline della zona , sul borgo del Leu, sul fondovalle e sull'arco Alpino. La chiesa di epoca medievale, è una delle più antiche di Casalborgone ed era sede di una delle due parrocchie. Tornati sulla strada, si continua a scendere, si entra in una valletta, si passa sotto la chiesa di San Siro e si raggiunge la località Madonnina, proprio sotto il borgo del Leu, dominato dal castello ricostruito nel XVII secolo. In breve si sale, si passa sotto l'arco e si arriva in piazza Statuto proprio nel centro dell'antico borgo, sulla quale si affaccia la chiesa di Santa Maria Maddalena, si continua a camminare nel bellisimo borgo girando intorno al castello. Si ritorna poi sulla strada principale e in breve all'auto.



















domenica 23 novembre 2014

Cima di Bossola 1509 m.


 Panoramico belvedere sulla solitaria e selvaggia Val Savenca e sulla bassa Val Chiusella, la Cima di Bossola è la classica montagna da pascolo. La salita si svolge dapprima nel bosco e poi su terreno aperto lungo la cresta. Ottima anche come ciaspolata nei mesi invernali.














Partenza: Pian Benecchio 1065 m.
Arrivo: Cima di Bossola 1509 m.
Dislivello: 450 m.
Difficoltà: T se si segue la strada sterrata fino all'Alpe Bossola, poi E per la parte successiva
Tempo di salita: 1:30 ore  
Cartografia: IGC. n.9  1:50.000, Ivrea Biella e bassa Valle d'Aosta
Accesso stradale: dall'autostrada Torino-Aosta si esce ad Ivrea e si prosegue in direzione Valchiusella-Rueglio, superate due gallerie e costeggiato un lago artificiale dopo qualche chilometro, si arriva ad un bivio che a sinistra indica Rueglio, lo si evita proseguendo a destra verso Trausella. Giunti nei pressi di Meugliano, si incontra un altro bivio dove si continua sulla strada che scende a sinistra per Trausella. Si entra nel paese e si seguono le indicazioni per Cima Bossola e Nostra Signora di Palestina. La strada risale ripida la montagna con vari tornanti fino a giungere ad un piazzale con una piccola costruzione-bar sulla dstra, dove termina il tratto asfaltato e la strada sterrata scende a Rueglio, qui si parcheggia a quota 1095 m. circa.


















Descrizione: si sale a lato della piccola costruzione, dove la traccia porta verso sinistra tra gli alberi per poi piegare a destra in direzione della cresta, a questo punto si può decidere se fare tutta la cresta, oppure seguire la poderale fino all'Alpe Bossola e poi risalire al Colletto Bossola per ricongiungersi con l'itinerario precedente, e di li percorrere l'ultimo tratto di cresta.

















Discesa: o direttamente dalla cresta, oppure passando dall'alpe Bossola e poi per poderale.