domenica 4 agosto 2013

Ferrata di Rocca Senghi



Accesso: Torino-Saluzzo, poi direzione valle Varaita fino a Casteldelfino.Da Casteldelfino a sinistra per il vallone di Bellino fino alla frazione di Sant'Anna (1882 m.) dove si parcheggia dopo il ponte sul torrente Varaita.
Periodo: giugno - ottobre
Difficoltà: AD/D+
Tempi: 3 ore A/R
Dislivello: 260 metri
Bibliografia: Vie ferrate Alpi italo francesi di Dario Gardiol  

Dal parcheggio si va al successivo ponte (fontana a sinistra, lo si attraversa e sicontinua verso l'alta valle sul sentiero U26 per Grange Cruset (2021 m.) e poi (cartello) a destra verso la Rocca Senghi (Roccio Senglu in occitano significa masso isolato/singolo) che incombe con le sue pareti colorate e verticali. L'attacco della ferrata (1 ora dal parcheggio) è a quota 2190 m. alla base dello spigolo verticale della parte di roccia cristallina (dura con molti appigli). A metà parete si vede una cengia che sale dal canale erboso a destra: serve come via di fuga o per aggirare la prima parte, più difficile della via. Si attacca subito verticalmente e l'esposizione diventa notevole, come è tipico degli spigoli. La ferratura è buona ma non eccessiva, spesso c'è solo la parete con i suoi appigli naturali. Si incontrano vecchi chiodi ed anche un vecchio cuneo di legno con il suo cordino. La via aerea (D/D+) segue quasi sempre lo spigolo per 90 metri di dislivello senza punti di sosta, sempre verticale con un passaggio che tira un pò di braccia, poi gira verso destra e punta alla cengia che sale da destra.
 
 Dopo la congiunzione con la cengia/via di fuga, il percorso si fa molto più tranquillo (PD/AD) e molto meno esposto. Si sale per cenge e paretine, poi per roccette, zigzagando sulla parete di destra fino ad arrivare sotto la vetta, dove si trova un bivio. A sinistra per facili roccette si arriva subito alla croce, a destra per un divertente camino/grotta naturale, si tocca la stessa croce. La cima un tempo era fortificata e ospitava un pezzo di artiglieria che batteva il confine con la Francia, ora restano soltanto i ruderi. Dalla cima un sentiero scende verso un colletto. Qui un bivio: a destra per sentiero e in pochi minuti si arriva alla casermetta degli artiglieri e alla polveriera. A sinstra pochi metri portano alla buia galleria artificiale che scende dentro la montagna (tratto cablato con cavi e gradini, portare lampada frontale e attenzione al ghiaggio nella stagione fredda) per circa 30 m. Venne scavata dai soldati e porta ad una caverna usata come polveriera e termina all'altezza della casermetta sopra citata dove un sentiero riporta all'attacco della ferrata e poi al parcheggio in circa 45 minuti.


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