sabato 31 agosto 2013

Ferrata di Foresto








 Dopo tre settimane di mare (sigh!), era troppa la voglia. Complice il meteo non proprio favorevole di questi giorni, la scelta della ferrata di Foresto si è rivelata giusta. In questo periodo (forse il migliore) la portata d'acqua delle cascate è al minimo, quindi si sale in tutta tranquillità senza doversi bagnare. Poi vuoi mettere la vicinanza a casa?

Il video della ferrata
http://www.youtube.com/watch?v=Vir16WAu1Nw&feature=youtu.be 
La relazione della ferrata
http://verticalemanontroppo.blogspot.it/2010/09/ferrata-orrido-di-foresto.html

domenica 4 agosto 2013

Ferrata di Rocca Senghi



Accesso: Torino-Saluzzo, poi direzione valle Varaita fino a Casteldelfino.Da Casteldelfino a sinistra per il vallone di Bellino fino alla frazione di Sant'Anna (1882 m.) dove si parcheggia dopo il ponte sul torrente Varaita.
Periodo: giugno - ottobre
Difficoltà: AD/D+
Tempi: 3 ore A/R
Dislivello: 260 metri
Bibliografia: Vie ferrate Alpi italo francesi di Dario Gardiol  

Dal parcheggio si va al successivo ponte (fontana a sinistra, lo si attraversa e sicontinua verso l'alta valle sul sentiero U26 per Grange Cruset (2021 m.) e poi (cartello) a destra verso la Rocca Senghi (Roccio Senglu in occitano significa masso isolato/singolo) che incombe con le sue pareti colorate e verticali. L'attacco della ferrata (1 ora dal parcheggio) è a quota 2190 m. alla base dello spigolo verticale della parte di roccia cristallina (dura con molti appigli). A metà parete si vede una cengia che sale dal canale erboso a destra: serve come via di fuga o per aggirare la prima parte, più difficile della via. Si attacca subito verticalmente e l'esposizione diventa notevole, come è tipico degli spigoli. La ferratura è buona ma non eccessiva, spesso c'è solo la parete con i suoi appigli naturali. Si incontrano vecchi chiodi ed anche un vecchio cuneo di legno con il suo cordino. La via aerea (D/D+) segue quasi sempre lo spigolo per 90 metri di dislivello senza punti di sosta, sempre verticale con un passaggio che tira un pò di braccia, poi gira verso destra e punta alla cengia che sale da destra.
 
 Dopo la congiunzione con la cengia/via di fuga, il percorso si fa molto più tranquillo (PD/AD) e molto meno esposto. Si sale per cenge e paretine, poi per roccette, zigzagando sulla parete di destra fino ad arrivare sotto la vetta, dove si trova un bivio. A sinistra per facili roccette si arriva subito alla croce, a destra per un divertente camino/grotta naturale, si tocca la stessa croce. La cima un tempo era fortificata e ospitava un pezzo di artiglieria che batteva il confine con la Francia, ora restano soltanto i ruderi. Dalla cima un sentiero scende verso un colletto. Qui un bivio: a destra per sentiero e in pochi minuti si arriva alla casermetta degli artiglieri e alla polveriera. A sinstra pochi metri portano alla buia galleria artificiale che scende dentro la montagna (tratto cablato con cavi e gradini, portare lampada frontale e attenzione al ghiaggio nella stagione fredda) per circa 30 m. Venne scavata dai soldati e porta ad una caverna usata come polveriera e termina all'altezza della casermetta sopra citata dove un sentiero riporta all'attacco della ferrata e poi al parcheggio in circa 45 minuti.