venerdì 26 aprile 2013

Ferrata La Chal e Rocher de Capaillan

Accesso: Tunnel del Frejus o Colle del Moncenisio, Modane poi St. Jean de Maurienne fino a La Chambre, di qui in direzione del Col Glandon, che in circa 10 km. porta a St. Colomban des Villard che s'attraversa per raggiungere il successivo villaggio di La Chal dove, dopo l'abitato si parcheggia al ponte, accanto al cartello della ferrata.La via si svolge su alta falesia che domina la stradamper li Colle di Glandon e termina sul monte Rond a 1522 m. in piena esposizione sud, con bella vista sul monte Bianco. Inoltre, all'inizio del sentiero che porta alla ferrata, c'è un breve percorso per principianti e bambini (vedi Rocher de Capaillan)
Periodo: Maggio-Ottobre
Difficoltà: D/MD
Tempi: 3 ore A/R
Dislivello: 260 metri 
Bibliografia: le vie ferrate di Dario Gardiol 

 
 
 La Chal: dopo una breve salita (dislivello 100 m.) su sentiero, il percorso inizia su un piccolo diedro aperto seguito da una traversata ascendente che porta al ripido ed esposto Pilier Joune (Pilastro Giallo) alto 15 m., ben attrezzato ma tira un pò di braccia, che porta ad una cresta facile ed aerea che domina l'abitato di St. Colomban. Dalla cima della Arete des Moulins (cresta dei Mulini) una traversata aerea conduce alla passerella des Chevres (delle capre), lunga 20 m., molto aerea, che attraversa un primo canyon-strettoia. Poi una traversata in leggera discesa, porta ad un'altra traversata che a sua volta, conduce al corto ponte delle scimmie. Seguono cenge erbose che , dopo aver percorso un'altro ponte delle scimmie di 18 m. portano su una traversata aerea discendente con i ferri un poco lontani tra loro. Questa Descente sous les Toits (discesa sotti i tetti) conduce rapidamente fino ad una cengia, buon punto di sosta molto panoramico sulla valle. Poi ci si innalza su un risalto di circa 8 m., per scendere nella Traversèe de 66 (dal nome di una bella via di roccia che passa li vicino). Attenzione a non far cadere pietre. Segue ora un muro verticale e qui finisce la parte meno impegnativa della ferrata. Il muro appena citato porta alla Fissure en Oblique (fessura obliqua)
Questo è il passaggio chiave, il più faticoso e tira braccia, ed è anche il passaggio più famoso che caratterizza questa ferrata. I piedi vanno incastrati (per quanto possibile, perchè il bordo è arrotondato) nella fessura e le mani tirano su dei maniglioni molto, molto opportuni. Per darvi un'idea della difficoltà del passaggio (6/7 metri) si deve sapere che qui il cavo è doppio: uno continuo ed uno frazionato da chiodo. Mettere la longe di assicurazione sul cavo che si preferisce, tenere pronto il cordino corto per cambiare con tranquillità e riposare. Si tratta di un passaggio molto faticoso, il più duro di tutta la ferrata (MD). Dopo la fessura si arriva ad una ripida cegia obliqua e poi la Dalle Noire (placca nera) che si sormonta sulla sua aerea cresta che domina la vallata. Un risalto porta all'ultima cengia e ad alcuni terrazzini interrotti da piccoli risalti, che si devono attraversare per raggiungere la cima del monte Rond 1522 m., bella veduta sul Monte Bianco.
Si può scendere per vari itinerari che sono descritti su un cartello in cima. La più rapida è la Descente du Reposeu (discesa riposante) che si svolge in direzione nord-est su un sentiero che domina il villaggio di St. Colombain.


Rocher de Capaillan:  diff.: F, disl.; 50 m.; 30 minuti. dal parcheggio si attacca, pochi metri a destradel cartello della via ferrata, questo percorso scuola per pricipianti e bambini, che può essere considerato anche come il passaggio scaldamuscoli da fare prima di attaccare la precedente ferrata anzichè salire il relativo sentiero di accesso descritto. La prima parte si svolge in orizzontale per alcuni metri e a pochi metri da terra e, comprende anche un minuscolo ponte delle scimmie. Poi una placca ascendente ed aerea, obliqua a destra, porta rapidamente e facilmente in quota per circa 18 m. e, passando sopra il torrente, permette di arrampicare con dei piccoli e gradevoli passaggi (adatti ai pricipianti) e ben ferrati. Segue poi una bella e facile passerella proprio sulla verticale del villaggio. Un ultimo muro verticale ed aereo porta all'uscita ai piedi di un traliccio della rete telefonica a quota 1250 m. Da qui o si continua per l'altra ferrata (vedi sopra) o si ritorna alla base sul sentiero che unisce il parcheggio all'altra via ferrata in 1o minuti.

lunedì 15 aprile 2013

Ferrata di Camoglieres

Ferrata di Camoglieres-c'è processione e processionaria di S.Tessa

Quattro donne, quattro uomini. Destinazione Ferrata di Camoglieres, Val Maira.
Tappa d'obbligo a Verzuolo, ma no, non alla pasticceria della piazza dove si ferman tutti. Al baretto poco più in là, dalla barista dagli occhi blu e dal bel sorriso, molto apprezzati soprattutto quando si gira a fare il caffè.
"Ragazze, non è colpa nostra, ste gite all'inizio eran di soli maschietti, e poi è diventata tradizione fermarsi qui...". Nessuna obiezione: in fondo ci portano ovunque, ci fanno scegliere le destinazioni, c'è sempre una corda pronta, un cancelletto controllo nodi pre-partenza, e soprattutto, quell'atto da gentlemen che la macchina una donna non la prende mai: e non stiamo a menarla, su queste cose mica insistiamo per la parità.
Una giornata di sole pieno e nuvole in sciopero. All'attacco, tre ragazzi che stanno rinunciando. Troppo difficile per loro. Peccaro. L'uomo con la corda detta l'ordine di partenza e si parte, sento le risate isteriche della new entry qualche cambio più giù. Ohi, mi preoccupo? Chiedo notizie all'uomo con la corda che mi tranquillizza "No, no tutto bene. Come? Risate isteriche? Che ne so se erano isteriche, rideva, ho dedotto che andasse tutto bene...". Guardo giù, e i tre ragazzi che sembravano aver rinunciato stanno salendo: ci han visti e han pensato "Se ce la fanno quelli!". Grazie, la nostra buona azione per oggi è fatta.
La ferrata si articola in cinque segmenti distinti, dopo ogni tratto una via di fuga. Ma le vie di fuga, o vie di figa, come qualcuno si è premurato di correggere su qualche cartello, non sembrano servirci. Un pilastro, due. Il "cordino corto", il più amato dalle donne, aiuta nei cambi più difficili. La bellezza del paesaggio, anche se qualcuno non osa guardare giù, accompagna in quelli semplici. Lunghissime cordate di processionaria, o "gatte" ci tagliano la strada: sembran millepiedi che van tutti avanti in fila, ma si tratta di un parassita dei pini urticante per gli umani. Un ponte tibetano da 50 metri, niente male: ma com'è che quando hai imparato a fare quelli con una fune sola per i piedi, qui te ne mettono due? E' comunque facile, solo luuuuuungo. Qualcuna sculetta nell'attraversamento, qualcuno si limita a due paroline contro il vento, che fa ondeggiare più del dovuto. I più concentrati non hanno neanche sentito il potente odore di campagna che la valle emanava in quel tratto.
Ultimo segmento, il più difficile, il più strapiombante. Uno di noi rinuncia, l'uomo con la corda, un po' preoccupato per la new entry le dice "Io non ti consiglerei di farlo, poi valuta tu". Diciamo che se gli uomini non sanno leggere tra le righe, le donne non sanno leggere tra le rocce: "Ah beh se non me lo consigli, non mi dici di non farlo, quindi vengo!". Nonostante la mia traduzione in tempo reale "Secondo lui è meglio che non la fai, solo che non si osa dirtelo", l'entusiasmo della new entry è troppo alto e chi la ferma più? "Allora dai ci provo, se ho problemi... che succede?". La solita voce tranquilla afferma "Al massimo c'è una corda, in qualche modo se ne esce". L'ultimo pezzo è bellissimo, due tratti strapiombanti, ma con parecchi ferri, e anche chi ha gambe corte e culo grosso se la cava. La new entry, neanche un problema: gran donna, arriva su con un sorriso smagliante e festeggiata da tutti! Ancora quattro passi per arrivare in vetta, firma del libro (grazie a quel Gigi che l'ha portato su!), e giù a spaparanzarsi al sole.

Randagia, che è primavera svegliatevi cordini...
http://www.randagiconmeta.com/?s=camoglieres
 La relazione della ferrata http://verticalemanontroppo.blogspot.it/2009/02/ferrata-di-camoglieres.html   Il video della ferrata http://www.youtube.com/watch?v=0B_OanfIntY&feature=youtu.be