lunedì 11 febbraio 2013

Alpe Muret 1843 m.

Piacevolissimo itinerario, vario e molto panoramico, che consente di osservare quasi tutti i valloni e le montagne della Val Germanasca. Anche se il dislivello è modesto, lo spostamento è abbastanza lungo.
 






















Partenza: Borgata Peyrone 1420 m.
Arrivo: Alpe Muret 1843 m.
Dislivello: 423 m.
Difficoltà: MR
Tempo di salita: 2 ore 
Cartografia: IGC n.1 valli di Susa Chisone e Germanasca 1:50.000 
Bibliografia: Fondo escursionismo in Piemonte di Ezio Sesia
Accesso stradale: Imboccata a Perosa la strada per la val Germanasca, si supera Perrero e poco dopo al Ponte Rabbioso, si prende a destra, per una diramazione che sale ripida a San Martino e Bovile, da cui si prosegue (non sempre ripulita dalla neve) fino a Peyrone (1420 m.)
Descrizione: Da Peyrone si prosegue sulla strada raggiungendo un bel bosco misto di pini, abeti e larici e si inizia un lungo mezzacosta in leggera salita che caratterizza tutto l'itinerario. Attraverso gli squarci nel bosco si aprono belle vedute sui valloni circostanti. Si giunge così ad una costruzione prefabbricata dove la strada cessa di salire, proseguendo in leggera discesa e dove finisce la nostra gita. A questo punto (ma solo con neve sicura) chi volesse proseguire può raggiungere con altri 
167 m. di dislivello raggiungere il colle Clapier (2010 m.) continuando in mezza costa dopo avere superato un tratto ripido e incassato e uscendo infine sugli ampi pascoli che conducono alla sella del colle Clapier, da cui ci si affaccia sul vallone del Bourcet, tributario della valle Chisone.
Discesa: lungo l'itinerario di salita.
  

lunedì 4 febbraio 2013

Colle del Prete 1716 m.


Il colle del Prete è una delle mete escursionistiche invernali più frequentate per il suo ridotto dislivello e la facilità di percorrenza. Si tratta infatti di un percorso lungo una pista silvo-pastorale. Il colle del Prete rappresenta da secoliuno dei più importanti valichi tra la valle Varaita e la valle Po passando per il colle della Gilba. La gita non presenta un dislivello elevato, ma piuttosto uno sviluppo in lunghezza non indifferente, del quale bisogna tenere conto prima di partire.

























Partenza: Borgata Ruà 1536 m.
Arrivo: Colle del Prete 1716 m.
Dislivello: 180 m.
Difficoltà: MR
Tempo di salita: 2 ore 
Cartografia: IGC n.6 - 1:50.000 
Bibliografia: a spasso sulla neve di D. Zangirolami e U. Bado
Accesso stradale: Torino-Saluzzo, si prosegue in direzione valle Varaita e Sampeyre. Arrivati nelle vicinanze di Sampeyre e superata la deviazione per la borgata Rore, girare a destra seguendo le indicazioni per Becetto. Si sale per tornanti e in pochi minuti si arriva alla frazione, la si attraversa e si sale ancora sino alla borgata Ruà dove è possibile lasciare l'auto in un piccolo parcheggio o a bordo strada appena oltrepassate le case. In caso di precipitazioni nevose abbondanti, la strada potrebbe essere già chiusa a Becetto, bisogna allora calcolare circa 150 m. in più di dislivello.


















Descrizione: lasciata l'auto in borgata Ruà (1536 m.) si prosegue sulla larga e pianeggiante pista silvo-pastorale. Lungo il primo tratto si costeggiano alcune case private utilizzate durante l'estate dagli allevatori per portare il bestiame in alpeggio.Il tracciato continua sempre con una salita dolce sul versante esposto a sud fino al colle del Prete (1716 m.) dove si trova una cappelletta in pietra con un altare. Da qui è possibile ammirare la valle Varaita con il Pelvo d'Elva e il sottostante vallone di Gilba. Il rientro si effettua per il medesimo itinerario.


venerdì 1 febbraio 2013

Con la luna e con la neve di Silvia Tessa


Tangenziale di Torino, venerdì 25 gennaio ore 18...
Classico ritrovo a bordo città per fuggire più in là, dove le valli danno il meglio di sè, dove i palazzi smettono di occupare l'orizzonte e lasciano spazio alle montagne. Più o meno bianche. Per gentile concessione dell'organizzatore, le donne sono esonerate dalla guida. Mai capito se sia semplice galanteria o assoluta, quanto fondata, sfiducia nella guida femminile su neve. Le partecipanti apprezzano, e non sembrano alla ricerca di disperate dimostrazioni di parità dei sessi, non oggi. Non abbiamo certo fatto a meno del classico personaggio ritardatario, che preso da crisi isterica da smarrimento tra Borgaro e Venaria, note metropoli, ti urla al telefono "Voi andate, io non ce la farò mai!". Sì, sì, il personaggio in causa non è maschile, perché, si sa, l'uomo in auto non deve chiedere mai e non si perde mai. E se anche si perdesse, direbbe che non viene perchè Belen l'ha invitato a cena. Ma la solidarietà femminile fa miracoli, ripeschiamo la malcapitata in una rotonda e via, siamo ancora in orario per l'appuntamento finale a Balme. Venti lumini si muovono nel buio e nel freddo, qualcuno si conosce già, qualcuno si conoscerà, qualcuno "Ma dai, ci sei anche tu?". Baci e abbracci. La luna piena, il cielo terso, le luci frontali accese ad accecare chiunque osi guardarti mentre smadonnando cerchi di chiuderti le ciaspole. A ciaspole indossate, spegniamo la frontale: la luna e la neve consumano meno. E saliamo, su una strada larga e battuta. Qualcuno parte a scheggia, e lo vedrai solo in cima. Qualcuno ha paura a muovere i primi passi: ammettiamo che iniziare la salita da un letamaio non è propriamente geniale. Ogni tanto ci si ferma a guardarsi attorno, non che questa valle sia la più bella del mondo, ma questa sera anche lei ha il suo fascino. Allungo il passo per chiacchierare con uno, lo accorcio per parlare con l'altra, tengo il mio e parlo con chi mi capita. Un'oretta di chiacchiere e visi sorridenti ed eccoci arrivati: Agriturismo la Masinà. Peccato per il lampione che proprio bene non sta. Proseguiamo ancora un po', della luce artificiale oggi non ne vogliamo proprio sapere. Il bosco, la neve, la luna. Due foto. Due "ooooooooo". E poi il silenzio, il silenzio della montagna, il silenzio della natura, il silenzio del "Cazzo son entrati tutti, non ci lasceranno niente da mangiare!". Un improvviso disinteresse per la luna piena, un esagerato desiderio di avere piena la panza: torniamo all'agriturismo a grandi falcate. In fondo ci hanno aspettati. Il vino è abbondante, le porzioni meno, ma per fortuna abbiamo chi non si fa troppi problemi e informa i camerieri che il cibo "non basta", e viene ascoltato. Le donne sono un po' distratte dalla sfilata PittiUomo che si sta accomodando al tavolo vicino, ma prontamente la compagnia riguadagna il loro interesse: "Avete notato che son tutti uomini? E che qualcuno ha anche l'orecchino?". No, però abbiamo notato che noi stiamo ridendo di più. La cena va: affettati, vitello tonnato, polenta e suatisa, polenta e spezzatino, la concia, torte di mais o di cioccolato, il caffè, il pusa cafè. Venti euro. Non male.Qualcuno si ferma a dormire lì, mentre gli altri scendono, tirando gran pacche sulle spalle a chi ha organizzato la serata, tenendo sempre alto il volume delle risate, alla faccia del silenzio della luna e della neve.

Randagia, che tra un mese la luna è piena di nuovo... http://www.randagiconmeta.com/

Dettagli gita:
http://verticalemanontroppo.blogspot.it/2012/01/rifugio-citta-di-cirie-1850-m.html