sabato 14 dicembre 2013

Un doveroso chiarimento...



In questi giorni di inattività forzata (oramai un mese e mezzo), a seguito di una discussione chiarificatrice e costruttiva, ho eliminato un paio di gite dal blog. Mi è stato espressamente richiesto  con motivazioni del tutto condivisibili  dall’autore originale del libro da cui avevo preso spunto per fare le gite (libro tra l'altro molto bello). Ora, voglio solo fare alcune doverose precisazioni: come scritto nelle note, tutte le gite presenti sul blog, sono state effettuate da me personalmente, non metterei mai una gita che non ho fatto (altrimenti non si chiamerebbe “verticalemanontroppo”). Altro discorso sono le relazioni e le descrizioni delle gite; rimango dell’idea che sia importante rendere merito all’autore del libro essere citato come fonte della relazione. Non ho inventato io la gita, ma è merito suo di avermela fatta conoscere. Quindi io, non rubo nulla (questo sia chiaro), rubare sarebbe, se io modificassi la sua relazione a mio uso e consumo e la spacciassi per mia, ma questo non accadrà mai. Per cui tranne le volte (e ci sono alcuni casi sul blog) in cui non esistono prime relazioni, allora sarò io stesso (con tutti i miei limiti) a scriverne una. Pertanto chiunque autore/relatore di libri o gite presenti su questo blog, che si sentisse in dovere di chiedermi di eliminare i post nei quali sia citato, non ha che da chiederlo, sarà mia premura rimediare all’eventuale danno (non voluto) arrecato.
Con semplicità, Mario Albertino.

sabato 2 novembre 2013

Stadio Olimpico-Stupinigi-Candiolo

Visto il meteo poco favorevole per avventurarsi in montagna, scelgo questo itinerario in bici, dopo aver letto di un tratto di strada completamente chiuso al traffico, che taglia esattamente in metà il Parco di Stupinigi, per poi collegarsi a Candiolo.

















Il percorso più diretto, partendo dallo stadio Olimpico, ci porta da corso Agnelli, fino davanti alla Fiat Mirafiori, poi di li, immettendosi su corso Unione Sovietica, si continua dritti sino alla palazzina di Stupinigi. Volendo allungare un pò, è possibile passare da corso Cosenza (lo si incrocia in corso Agnelli), poi si prende via Pio VII e di li, passando dal parco Colonnetti si arriva sino a strada Castello di Mirafiori. Arrivati al Mausoleo della "Bella Rusin", si passa davanti all'ingresso e si prende a destra una stradina che in discesa dopo l'attraversamento di un ponte sul fiume Sangone, porta al Parco del Boschetto e l'omonimo quartiere. Si gira a destra su via XXV Aprile e si passa sul cavalcavia della tangenziale arrivando in viale Torino, in vista (sulla sinistra) della Palazzina di Stupinigi.














A questo punto, dopo avere preso un caffè al bar vicino alla Palazzina, ci sono due possibilità. La prima (decisamente più pericolosa, la consiglio solo con scarso traffico) consiste nell'immettersi sulla rotatoria e di percorrerla, prestando molta attenzione agli svincoli, per arrivare esattamente sul lato opposto della Palazzina, dove si trova la strada chiusa al traffico (lunga 5 km.) che porta a Candiolo.













La seconda alternativa (decisamente meno pericolosa), passa per stradine secondarie. Si deve rintracciare una stradina che parte sulla destra di una cascina (attraverso un porticato, 50 m. circa prima di arrivare al bar), dove la ciclabile continua e attraversa il centro abitato, per portarsi poi all'interno di un bosco. Attraversato il bosco, si arriva sulla rotatoria, la si attraversa e si entra nel parco vero e proprio. Di qui, una miriade di stradine (tutte sterrate, ma abbastanza agevoli) non ancora (a mio avviso) ben segnalate, si addentrano nel parco. A questo punto cercado di fare riferimento alla palazzina si dovrebbe intersecare la strada asfaltata.













Calcolato a spanne, il percorso va dai 12 ai 15 km., a seconda del percorso scelto, e il rientro si fa per uno dei due itinerari.

domenica 27 ottobre 2013

Laietto 1519 m.



 Il Laietto, raggiungibile seguendo una comoda e facile stradina sterrata, è la tipica borgata di media montagna delle Alpi Occidentali, tanto che un suo plastico si trova esposto presso il Museo della Montagna di Torino. Purtroppo al momento le abitazioni versano in cattive condizioni. Dal Laietto e durante la salita buon panorama sulla Valle di Ala. 


















Partenza: Martassina 1202 m.
Arrivo:  Laietto 1519 m.
Dislivello: 317 m.
Difficoltà: T
Tempo di salita: 1ora   
Bibbliografia: 70 facili escursioni di D. Zangirolami e R. Bergamino
Cartografia: IGC. n.2 scala 1:50.000, n.103 1:25.000



















Accesso stradale: dalle uscite di Venaria Reale o Borgaro della tangenziale di Torino, si prosegue per le Valli di Lanzo. Oltrepassato Lanzo, si continua verso Ceres e Ala di Stura. Si superano le successive frazioni sino ad arrivare all'ampio piazzale del Santuario di Martassina, dove si puo comodamente parcheggiare.















Descrizione: dal piazzale si prosegue per alcune decine di metri sulla provinciale fino a che essa non scende ripida verso sinistra. Si va a destra imboccando una strada sterrata che inizialmente sale in un boschetto, non lontano da un rio. Alcune svolte permettono di uscire su terreno più aperto e panoramico, punteggiato di casolari ancora utilizzati in estate (i Sardi 1295 m.) e dominati dalla mole aguzzadell'Uja di Mondrone. La strada prosegue a monte degli edifici e rientra nel bosco di faggi, particolarmente suggestivo in autunno. Si affronta ora un lungo tratto di salita nel bosco con numerose svolte, senza difficoltà poichè si sale con pendenza moderata e regolare. Superata una caratteristica edicola votiva, si affronta ancora un tratto di salita per uscire dal bosco poco prima che la strada termini in uno slargo. Salire a monte della piazzetta, andare a destra per alcuni metri e raggiungere le case di Laietto 1519 m. dove si trova la chiesetta dedicata a San Vito ( 1 ora dall'auto). La discesa si effettua per il medesimo percorso. E' anche possibile proseguire oltre il Laietto, superando poco dopo un ponte di legno, e giungere in circa 0.30 ore a monte della Vertea (La Tea) 1520 m. camminando sempre su sentiero segnalato (difficoltà E). Scesi a valle delle panoramiche case della Vertea, si rientra nel bosco nuovamente su sentiero segnalato si raggiunge il piazzale di Martassina, dove si è lasciata l'auto, completando così una escursione ad anello (circa 1:15 ore da Laietto).



















domenica 20 ottobre 2013

Colle Lazzarà 1595 m.

Interessante gita tipicamente autunnale, ma molto bella in inverno con le ciaspole o sci-alpinismo.
Si trova tra la Val angrogna e la Val Germanasca; la sua posizione, molto vicina alla pianura, offre una visuale sulla pianura stessa. L'escursione, sempre su strada poderale, è tranquilla e piacevole. Nel periodo estivo la zona chiamata Laz Arà, ospita i bovini che salgono da San Germano, il cui latte viene utilizzato per la produzione del formaggio "Sairas del fen" che qui ha le sue origini. Dal Colle Lazzarà, ampio e panoramico, è possibile, volgendo verso est (a destra come si arriva), su sentiero di cresta, toccare la sommità del Truc Lausa.










Partenza: Area pic-nic 1230 m.
Arrivo:  Colle Lazzarà 1595 m.
Dislivello: 365 m.
Difficoltà: T
Tempo di salita: 1:15 ore 
Bibliofrafia: 70 facili escursioni di D. zangirolami e R. Begamino
Cartografia: IGC. n.1 scala 1:50.000







Accesso: dalla tangenziale di Torino, si imbocca l'autostrada per Pinerolo. All'uscita direzione Sestriere. Dopo le prime due gallerie si arriva ad una rotonda che incrocia la vecchia statale. Alla rotonda successiva, si svolta a sinistra per San Germano Chisone. Si prosegue per Pramollo, poi per Ruata. Al centro del paese, si segue l'indicazione a sinistra per Colle Lazzarà, si superano diverse case, fino a giungere alla zona pic-nic dove si posteggia.



















Descrizione: si continua sulla poderale che sale nel bosco. Passato un laghetto sulla sinistra, attrezzato con tavoli, si incontra un bivio dove si prosegue a destra, sempre sulla strada principale. Usciti dal bosco alla vista del possente Gran Truc 2366 m., cima che domina l'intera valle piemontese, si arriva nei pressi di un agriturismo e poco sopra l'alpeggio di Laz Arà. Dopo un tratto pianeggiante si passa il tornante da dove parte il sentiero per il Gran Truc e con un ultimo tratto di salita, si arriva al Colle Lazzarà, un ampio pianoro anche in questo caso attrezzato a pic-nic. Sul alto opposto, si può ammirare la Val Germanasca e, voltandosi, tutta la pianura piemontese.
Si rientra per il medesimo itinerario.

domenica 29 settembre 2013

Sentiero delle Carbonaie



Tra i lavori della montagna che testimoniano una secolare esistenza di duro lavoro c'era quello dei carbonai. Per numerosi secoli fino ai primi del '900, i boschi italiani furono luogo di lavoro per molti di questi "artisti del fuoco". Il carbone prodotto veniva trasportato verso le città per gli usi più disparati. Quella della carbonaia era una tecnica molto usata in passato in gran parte del territorio alpino, subalpino e appenninico, per trasformare la legna, preferibilmente di faggio, ma anche di abete, larica, frassino, castagno, cerro pino e pino mugo in carbone.
Nonostante questa tecnica abbia subito piccoli cambiamenti nel corso dei secoli, la carbonaia ha sempre mantenuto una forma di montagnola conica, formata da un camino centrale e altri cunicoli di sfogo laterali, usati con lo scopo di regolare il tiraggio dell'aria. Il procedimento di produzione del carbone sfrutta una combustione imperfetta del legno, che avviene in condizioni di scarsa ossigenazione. (fonte Wikipedia)








Il percorso che dalla località Talucco (famosissimo per i suo “tomini”) conduce fino a Casa Canada (ex Rifugio Melano), è molto ben fatto, e spiega attraverso ricostruzioni e pannelli descrittivi come venivano costruite le carbonaie. Questo è un viaggio nel passato per non dimenticare i duri mestieri che i nostri vecchi hanno sviluppato e migliorato in secoli di storia.






























Partenza: Talucco 776 m.
Arrivo: rifugio Casa Canada 1061 m.
Dislivello: 285 m.
Difficoltà: E
Tempo di salita: 1:45 ore 
Cartografia: IGC. n.17 scala 1:50.000 Torino-Pinerolo e bassa valle di Susa
Accesso: da Torino con la superstrada, uscita a Pinerolo. Da Pinerolo centro in direzione Sestriere sulla SR 23, svoltare a destra e seguire le indicazioni per San Pietro Val Lemina, poi proseguire per località Talucco, dove si posteggia.

























Descrizione: Arrivati in località Talucco (776 m.) si lascia l'auto nei pressi della chiesa e si percorrono pochi metri a piedi fino alla palina che indica la partenza sulla destra dell'ecomuseo che conducono alla piccola borgata di Borgogna. Si mantiene il sentiero che sale a fianco di un prato e porta poi in un bosco, detto il “bosco dell’Impero”. 





















Da qui seguendo sempre i segnavia e i cartelli in legno che indicano le carbonaie, si incontrano via, via le ricostruzioni delle stesse con i relativi pannelli informativi, sino ad arrivare al colle Ciardonet (1094 m.). Da qui si scende seguendo le indicazioni per casa Canada che in altri 20 minuti conducono all’ultima carbonaia, posta proprio sotto il rifugio (1061 m.). Il ritorno si effettua per lo stesso percorso, oppure arrivati al colle Ciardonet si scende direttamente alla frazione Brua, e di li su strada asfaltata si ritorna a Talucco.




domenica 15 settembre 2013

Pista ciclabile da Sanremo a San Lorenzo al Mare

La pista ciclabile che va da Sanremo a San Lorenzo al mare nel Ponente Ligure è una splendida passeggiata ciclo-pedonale, ed è anche la pista sul mare più lunga d’Europa, inaugurata nel 2008 ed è lunga 24 Km. Il percorso asfaltato occupa la sede della vecchia ferrovia sulla linea Genova-Ventimiglia. Corre vicino al mare con scorci molto belli sulle spiagge (che si possono raggiungere tranquillamente con brevi digressioni) e sulle montagne Liguri. Si possono affittare le biciclette in diversi punti, a Sanremo, ad Arma di Taggia, a Riva Ligure o a Santo Stefano e ci sono diversi bar dove fare delle soste. Presto sarà collegata con Ospedaletti, manca solo il tratto in galleria tra le due località. Il progetto complessivo prevede il collegamento con Finale Ligure per circa 70 Km. di pista sul mare. E' inserita in un ambiente splendido con bellissimi panorami, tra giardini e piccoli borghi marinari ricchi di storia, di beni culturali, interessanti musei e chiese barocche. Il percorso, facile e pianeggiante è fattibile da tutti con qualsiasi bicicletta, consigliato alle famiglie, utilizzabile da pedoni e ciclisti in ambedue le direzioni.


















sabato 31 agosto 2013

Ferrata di Foresto








 Dopo tre settimane di mare (sigh!), era troppa la voglia. Complice il meteo non proprio favorevole di questi giorni, la scelta della ferrata di Foresto si è rivelata giusta. In questo periodo (forse il migliore) la portata d'acqua delle cascate è al minimo, quindi si sale in tutta tranquillità senza doversi bagnare. Poi vuoi mettere la vicinanza a casa?

Il video della ferrata
http://www.youtube.com/watch?v=Vir16WAu1Nw&feature=youtu.be 
La relazione della ferrata
http://verticalemanontroppo.blogspot.it/2010/09/ferrata-orrido-di-foresto.html

domenica 4 agosto 2013

Ferrata di Rocca Senghi



Accesso: Torino-Saluzzo, poi direzione valle Varaita fino a Casteldelfino.Da Casteldelfino a sinistra per il vallone di Bellino fino alla frazione di Sant'Anna (1882 m.) dove si parcheggia dopo il ponte sul torrente Varaita.
Periodo: giugno - ottobre
Difficoltà: AD/D+
Tempi: 3 ore A/R
Dislivello: 260 metri
Bibliografia: Vie ferrate Alpi italo francesi di Dario Gardiol  

Dal parcheggio si va al successivo ponte (fontana a sinistra, lo si attraversa e sicontinua verso l'alta valle sul sentiero U26 per Grange Cruset (2021 m.) e poi (cartello) a destra verso la Rocca Senghi (Roccio Senglu in occitano significa masso isolato/singolo) che incombe con le sue pareti colorate e verticali. L'attacco della ferrata (1 ora dal parcheggio) è a quota 2190 m. alla base dello spigolo verticale della parte di roccia cristallina (dura con molti appigli). A metà parete si vede una cengia che sale dal canale erboso a destra: serve come via di fuga o per aggirare la prima parte, più difficile della via. Si attacca subito verticalmente e l'esposizione diventa notevole, come è tipico degli spigoli. La ferratura è buona ma non eccessiva, spesso c'è solo la parete con i suoi appigli naturali. Si incontrano vecchi chiodi ed anche un vecchio cuneo di legno con il suo cordino. La via aerea (D/D+) segue quasi sempre lo spigolo per 90 metri di dislivello senza punti di sosta, sempre verticale con un passaggio che tira un pò di braccia, poi gira verso destra e punta alla cengia che sale da destra.
 
 Dopo la congiunzione con la cengia/via di fuga, il percorso si fa molto più tranquillo (PD/AD) e molto meno esposto. Si sale per cenge e paretine, poi per roccette, zigzagando sulla parete di destra fino ad arrivare sotto la vetta, dove si trova un bivio. A sinistra per facili roccette si arriva subito alla croce, a destra per un divertente camino/grotta naturale, si tocca la stessa croce. La cima un tempo era fortificata e ospitava un pezzo di artiglieria che batteva il confine con la Francia, ora restano soltanto i ruderi. Dalla cima un sentiero scende verso un colletto. Qui un bivio: a destra per sentiero e in pochi minuti si arriva alla casermetta degli artiglieri e alla polveriera. A sinstra pochi metri portano alla buia galleria artificiale che scende dentro la montagna (tratto cablato con cavi e gradini, portare lampada frontale e attenzione al ghiaggio nella stagione fredda) per circa 30 m. Venne scavata dai soldati e porta ad una caverna usata come polveriera e termina all'altezza della casermetta sopra citata dove un sentiero riporta all'attacco della ferrata e poi al parcheggio in circa 45 minuti.