domenica 29 aprile 2012

Ferrata della Balma

Periodo: tutto l'anno
Difficoltà: AD
Dislivello: 80 m.
Tempi: 1 h. A/R
Bibliografia: vie ferrate Alpi italo-francesi di Dario Gardiol


Accesso stradale: autostrada To-Mi uscita Santhià e direzione Biella. Da Biella prendere la strada per la valle Cervo passando da Tollegno, Andorno Micca e, poco prima di san Paolo Cervo (795 m.), attraversare il ponte e parcheggiare accanto all'evidente piccola falesia (ex cava di granito) che si nota dall'altra parte della valle (cartello stradale "via ferrata e arrampicata"). Dal parcheggio si vede bene la falesia (a 20 m.) dove è stata attrezzata una placca per l'arrampicata (tacche scavate e anello di ancoraggio) e, a sinistra, una breve via ferrata.




Descrizione: Si attacca un breve muro verticale di pochi metri, poi si traversa a sinistra e si prende un muro che sbuca su una ampia sella, dove si continua su un'altra parete che si attraversa in salita a destra appoggiando i piedi su un cavo metallico per alcuni metri.
Poi si risale un muro verticale per qualche metro per arrivare ad un traverso che conduce al ponte delle scimmie (6 facili metri) che sbuca su uno spigoletto dove ci attende una salita verticale che porta allo strapiombo (AD). Poi si comincia ad attrversare verso sinistra, su una placca aerea e panoramica fino ad arrivare dove il percorso si fa più verticale e porta all'ultimo muretto che conduce all'uscita nel bosco superiore (fine dei cavi, 20 min. dal parcheggio). Da qui un sentiero porta in 10 min. al Belvedere sulla valle ed i paesini circonvicini. Altrimenti un altro sentiero riporta in basso (direzione San Paolo Cervo) verso un grande masso chiaro e arriva a sbucare sulla stradina asfaltata che riporta (a destra) al parcheggio in circa 30 minuti in tutto.

Note: visto la brevità di questa ferrata, consiglio di abbinarla a quella dell'Infernone, essendoci solo una ventina di km. di distanza tra le due.

Ferrata dell'Infernone

Periodo: maggio-novembre
Difficoltà: F/PD
Dislivello: 170 m.
Tempi: 3 h. A/R
Bibliografia: vie ferrate Alpi italo-francesi di Dario Gardiol

Accesso stradale: autostrada To-Mi uscita a Santhià, poi direzione Biella. Da Biella proseguire per Occhieppo Inferiore, Muzzano e Sordevolo (627 m.) dove si sale alla chiesa di S. Ambrogio e subito dopo si parcheggia nel piccolo slargo con fioriere e panchine con balaustra a picco sul vuoto verso la gola dell'Infernone.


Descrizione:
dal parcheggio subito a sinistra una strada (cartello "via ferrata") scende qualche centinaio di metri fino ad un'officina tra le case, si va alla finedell'asfalto, si segue la sterrata a destra in discesa verso il torrente Infernone (dislivello 50 m., un canapone aiuta ad attraversare, alla fine, un canale d'irrigazione) fino al cartello dove si va dritto e poi a sinistra fino all'attacco (580 m.) traversando il canale d'irrigazione citato. Ora si comincia a risalire
(a destra)
l'Infernone sulla sponda orografica sinistra verso nord, passando accanto e sotto il pilastro di un ponte. Si tratta di un sentiero attrezzato di cui si seguono i cavi in leggera salita fino al facile ponte delle scimmie con bella vista sulle rocce del torrente. Talora i cavi si interrompono e poi riprendono. Seguire gli ometti di pietra ed i segni di colore verde e giallo fino al ponte in pietra che s'attraversa, si riprende sull'altra sponda salendo, fino al successivo secondo ponte delle scimmie che porta sulla sponda orografica destra dove si continua per molte centinaia di metri in salitacon un percorso molto vario, mai difficile, talora molto vicino all'acqua, fino a raggiungere,infine, la parte più bella e spettacolare del nostro percorso.
Qui la gola si stringe, il torrente si incassa per qualche centinaio di metri in una strettoia tra le rocce, si trovano qualche ferro e lunghi cavi metallici
accompagnano la risalita sulla sponda idrografica destra del torrente, un pò bagnata se ha piovuto, fino all'ultimo semplice ponte delle scimmie che riporta sulla sponda sinistra orografica dell'Infernone all'altezza di un telaio di motocicletta.


L'uscita è in salita verso il costone che domina la forra. Più in alto si esce in una zona verdeggiante dove una mulattiera riporta, in parte scorrendo accanto ad un canale di irrigazione, dapprima ad alcune case isolate e poi borgate e più in basso a Sordevolo (40 min.) dove si segue via Bagneri, acciottolata, fino al parcheggio di partenza.




Note:
consiglio di percorrere questa bella ferrata nelle giornate assolate, in periodi successivi a piogge il percorso puo essere molto scivoloso, va evitata in periodi di eccessiva piena del torrente Infernone.

mercoledì 25 aprile 2012

Ferrata Rocca dei Corvi

http://www.youtube.com/watch?v=Gf2DVt6Sjdc&feature=share (video della gita)
Domenica 22 aprile, per l'ennesima volta (questa è la terza) mi appresto a percorrere questa bella (seppure corta ferrata) in valle Mongia. Ci ritorno sempre volentieri, sopratutto se devo accompagnare amici che ancora non la conoscono.
Per la descrizione dell'itinerario, cliccare sul link sottostante
http://verticalemanontroppo.blogspot.it/2010/10/ferrata-rocca-dei-corvi.html

lunedì 16 aprile 2012

Ferrata Les Demoiselles du Castagnet


Periodo: tutto l'anno
Difficoltà: D
Dislivello: 260 m.
Tempi: 3h. 30 minuti A/R
Bibliografia: vie ferrate Alpi Italo-Francesi di Dario Gardiol

Accesso stradale: dal confine con la Francia a Ventimiglia andare per Nizza, attraversarla verso l'aereoporto e quindi prendere a destra la RN202 della valle del Var in direzione di Digne che si segue fino a Puget Theniers (circa 45 km.). Si passa accanto alla Maison de Pays (04.93050505) a sinistra vicino alla stazione ferroviaria, dove si deve acquistare il biglietto
(3 euro
ed eventualmente affittare la puleggia per la teleferica). Continuare poi verso Entrevaux e, prima del ponte sul Var e di attraversare i binari della ferrovia prendere a destra la strada (direzione stadio) e continuare per 5 min. fino al parcheggio sterrato in riva al fiume a sinistra in discesa dopo una villetta bianca.


Descrizione: dal parcheggio si ritorna verso la villetta e si trova a sinistra la sterrata (sbarra) che in 15 minuti porta all'attacco della ferrata e della parete calcarea, verticale, solcata da una cascata fossile e le guglie aeree da dove si vedono il ponte tibetano, quello delle scimmie e la teleferica. seguire il sentiero tracciato a sinistra, non proseguire verso la casa strana, con il cipresso strano: è un terreno privato.
Si arrampica a sinistra della cascata fossile s
u facile placca aerea e compatta (80 m.) fino alla cima della cascata, poi delle rocce più facili salgono per 30 m. e conducono al ponte tibetano (30 m.) che sbocca sul pilastro della prima guglia (80 metri verticali): salendolo si fa sempre più sottile. In cima una stretta cresta esposta su oltre 150 m. di vuoto, con diedro-camino inclinato, porta alla cima della prima guglia. Delizioso panorama tutto da godere. Subito sotto il ponte delle scimmie (25 m., con 150 m. di vuoto sotto, e via di fuga eventuale). Risalire la seconda guglia (777 m.) andando dritto in salita per pochi metri o aggirarla a sinistra della stassa (tira di braccia, D). La teleferica è circa 6 m. più sotto, e collega in discesa la seconda guglia con l'ultima. Sono 85 m. di cavo che si percorrono in circa 5 secondi. Una via di fuga porta nel bosco sottostante. Da qui si scende per circa 20 m. sul versante nord per una placca strapiombante e tira braccia, nella foresta di pini e querce.

Discesa: accanto ai ruderi di una costruzione si prende a destra il sentiero nel bosco che scende verso l'altra faccia della parete dove si è arrampicato (bella vista sulle placche inclinate delle tre torri), poi si trova una cresta aerea da attraversare per raggiungere il bosco di castagni da percorrere in discesa (tratti molto scivolosi se bagnato) in 45 min. dalla fine della ferrata per ritornare all'auto. Ferrata bella, aerea e mai monotona.


Ferrata La Souterrata

Periodo: tutto l'anno
Difficoltà: AD
Dislivello: -44 m. / +44 m., lunghezza 350 m.
Tempi: 1h. 30 minuti A/R
Bibliografia: vie ferrate Alpi Italo-Francesi di Dario Gardiol

Accesso stradale: Dal confine con la Francia a Ventimiglia andare per Nizza, Cagnes sur Mer, Grasse, poi RN85 al Col de Valferrière (1169 m.) dove, pochi km dopo si gira a destra per Caille e poi Andon, al cui inizio (frecce) si gira a destra per raggiungere la via Souterrata- Parc de la Moulière (1395 m.) dove si parcheggia.
Note: aperto luglio-agosto h. 10/17 tutti i giorni; giugno, settembre, ottobre sabato e domenica; altrimenti prenotare (Lou Pais, 04.9360.3451) 20 euro a persona con noleggio materiale (casco, lampada, imbrago, tuta, stivali e guanti). Temperatura 10° (ma con la tuta non fa freddo). E' la prima ferrata al mondo in una grotta Sconsigliata ai claustrofobici.

Descrizione: in 5 minuti a piedi si arriva all'attacco (1415 m.) del pozzo di discesa nell'Aven Yvon. Il pozzo si fa subito buio, stretto e umido. Si prosegue su gradini di ferro ed appigli naturali, poi una scaletta di legno porta ad una sala con bivio (quota -22m.) Si cala prima a sinistra (60 m. A/R, scivoloso, ad un laghetto effimero a quota -44 m.) e poi a destra, si entra in un passaggio stretto, bello, che porta in pochi minuti a una grande sala (che sale verticalmente di molti metri) dove si trova il ponte delle scimmie (15 m.) facile ed aereo, che scavalca un pozzo profondo 36 metri. Così si entra nella galleria del Jurassic Park molto ricca di concrezioni di ogni genere, colore e forma; stalattiti, stalagmiti, colonne. Ora la gola è stretta e si striscia sulla schiena in discesa in un passaggio a sezione di ellisse, scivolosa e piena di argilla. Saranno 15 metri, ma godeteveli tutti. Poi una serie di passaggi più facili in un ambiente grande e fascinoso per la ricca decorazione (grande colonna spezzata e crollata) portano ad un'altra grande sala (quota -28 m.) ben concrezionata e alla passerella (15 m.) che attraversa un grande profondo pozzo. Attenzione, si scivola molto per via dell'argilla untuosa. Si continua con simpatici passaggi, grandi e stretti, argillosi ad una sala dove si attraversa un pozzo con ponte delle scimmie di 12 m. Ora uno scomodo passaggio strtto (50/60 cm.)dove bisogna scivolare sul sedere nell'argilla per 10 m. (quota -44 m.) e poi si risale in una grande sala, l'ultima. In alto si vede la luce: l'uscita. A destra una scala metallica, o a sinistra un traverso che sale verso destra portano ad una piattaforma, poi alcuni gradini e si è fuori alla luca. In 5 minuti si ritorna al gabbiotto di partenza.


domenica 1 aprile 2012

Ferrata di Rocca Candelera


Periodo: da marzo ad ottobre
Difficoltà: PD il primo e l'ultimo tratto AD/D il tratto centrale
Dislivello: 533 m., 364 m. di sola ferrata
Tempi: 5 h. A/R
Note: non ci sono ve di fuga lungo la ferrata


Accesso: da Torino con la direttissima delle Valli di Lanzo, si risale la Valle di Viu sino a Piazzette, frazione poco prima dell'abitato di Usseglio (1254 m.) dove nei pressi di una cava con le dovute cautele si può parcheggiare.

Si tratta di una nuova ferrata, al momento non ancora omologata e percorribile a proprio rischio e pericolo, i sentieri di accesso e di discesa non sono al momento tracciati. Il tracciato di massima della ferrata (vedi foto) è tratto dal sito del comune di Usseglio.

Descrizione: al momento non essendoci un sentiero chiaro per l'attacco della ferrata, diventa un pò laborioso l'accesso. Comunque in linea di massima, dalla cava bisogna seguire inizialmente un sentiero che costeggiando dei muretti a secco porta verso la sinistra della cava. In linea di massima si deve puntare al centro del canalone, si dovrebbe a questo punto trovare l'unico cartello indicante "Via Ferrata", di li in poi solo vaghe tracce nella boschina.
Raggiunto l'attacco, inizia il tratto (PD) che con vari risalti porta sino al primo tratto centrale, dove la ferrata inzia ad essere più verticale (AD/D) sino ad incontrare il ponte tibetano (1631 m.), breve e facile con un panorama circostante sempre più ampio sulle cime della valle, Rocciamelone e Lera in primo piano. Pass
ato il ponte inizia il secondo tratto verticale, come il precedente senza parti strapionbanti o di forza si raggiunge l'ultimo tratto (PD) che porta direttamente in cima, da dove si gode un bellissimo panorama.

Discesa: dalla vetta si segue un tratto di cresta sulla destra e si trova l'indicazione
"via di discesa", di qui in poi bisogna prestare massima attenzione, dovendo scendere in traverso su erba olina (molto infida) per portarsi nel vallone seguendo rari bolli rossi (per ora) sugli alberi. Passato q
uesto tratto delicato (utili un paio di bastoncini) il percorso diventa sempre più evidente ed in 1 ora circa si ritorna alla cava.