sabato 15 ottobre 2011

Tre Grandi dell'alpinismo

Gian Carlo Grassi, Renato Casarotto e Gianni Comino, possono essere considerati come i "padri" dell'alpinismo moderno, un alpinismo in sintonia con le leggi della natura.
1978 - Grassi, Casarotto e Comino inventano una via improbabile sulla parete nord dell'Aiguille Verte.
1978 - 21 luglio, Grassi, Casarotto e Comino, dalla Brenva per il canale nord-est, raggiunsero la Brèche sud de Dames Anglaises.
Giancarlo Grassi - (1946-1991) nato a Condove (Torino), scomparso a 44 anni per un incidente sui monti Sibillini, amava ricordare che proprio in Val di Susa e nelle Valli di Lanzo era nata la sua passione per la montagna. Gli anni '70 lo vedono in prima fila tra i principali protagonisti del "Nuovo Mattino", un gruppo di alpinisti che seguono il "verbo" espresso dall'arrampicata californiana. Ancora in quell'anno si apre il secondo importante capitolo della sua grande carriera alpinistica, coincisa con lo sviluppo in Italia della "piolet traction", ovvero la tecnica di salita su ghiaccio, già sviluppata in Francie e Scozia. Sarà il suo mondo, dove riuscirà a dare il meglio di se dimostrando il suo coraggio e la sua preparazione.
Renato Casarotto - (1948-1986) nato a Vicenza, alpinista completo di grande esperienza internazionale, sono memorabili le sue imprese solitarie sia d'estate che d'inverno sulle Alpi e in Dolomiti. Ha compiuto numerose salite invernali in condizioni proibitive, spesso in solitaria e superando difficoltà estreme ancora oggi valutate di Vll° grado. Metodico, posato, timido ma animato da una grande passione, ha raccolto forse gli ultimi scampoli di un alpinismo antico e irriproducibile, senza compromessi, apparentemente condannato alla via del tramonto.
Il 16 luglio 1986 precipita in un crepaccio vicino al campo base di ritorno dalla vetta del K2.
Gianni Comino - (1952-1980) monrengalese, maturato alpinisticamente sulle Alpi Marittime e si è avvicinato gradualmente al Monte Bianco.
In lui colpisce la felice simbiosi, come scrisse Gian Piero Motti tra lo slancio emotivo e spirituale e la lucida freddezza, quasi da automa nella realizzazione pratica.
1980 - 28 febbraio. Gianni Comino riparte per un progetto ancora più azzardato: lo spaventoso colatoio racchiuso tra gli speroni della Major e della Poire sulla stessa Brenva.
E' una specie di roulette russa con le varie barriere sospese (esposte a levante) che sbarrano il cammino e possono precipitare da un momento all'altro, anche nel pieno rigore dell'inverno.
Ormai nei pressi dell'uscita, il solitario Gianni viene colpito da una scarica e precipita.

Foto:
Grassi, Casarotto e Comino al Rifugio Monzino (foto: S.Lovison)
Fonti: tratte dal sito di Angelo Elli

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