08/05/2011

Monte Mongioie 2630 m.

Bellissima gita su una delle cime più frequentate e conosciute dell'entroterra ligure. Il Mongioie si trova sul tratto di catena montuosa, compresa tra il Monte Antoroto (m 2149) e il massiccio del Marguareis (m 2651), Dalla vetta splendida vista a 360° e nelle giornate limpide è visibile il mare.
Erano un paio d'anni che avevo in mente questa montagna, poi per un motivo o per un altro l'avevo accantonata. Ma ora si presentavano le condizioni ottimali; in se non è una montagna difficile (considerata EE in condizioni normali) ma diventa molto interessante ad inizio stagione, quando per arrivare in cima si trova ancora neve (in questo caso la valutazione diventa EEA) e quindi è d'obbligo l'uso di picozza e ramponi. Vista la considerevole distanza da Torino e non volendo partire ad orari impossibili, decidiamo di pernottare al rifugio Mongioie (scelta azzeccata) ottimamente gestito e molto confortevole. In questo modo siamo riusciti a partire dal rifugio alle 6:30 (meglio anche qualcosa prima) raggiungendo la vetta in 3:30 ore. Abbiamo trovato neve da pian dell'Olio alla vetta (quindi per metà percorso), dovendo così utilizzare ramponi e picozza. La parte più ripida è dal Bocchin dell'Aseo alla vetta, e qualche attenzione va prestata sull'ultimo tratto di cresta che porta alla croce di vetta.

Località di partenza: Viozene  1245 m.
Arrivo:  Monte Mongioie2630 m.
Dislivello: 1385 m.
Tempi di salita: 45 minuti da Viozene al Rifugio Mongioie, 3 ore-3 ore e 30 dal Rifugio Mongioie alla vetta (a seconda delle condizioni)
Difficoltà: EE, diventa EEA se inizio stagione in presenza di neve, per cui è necessario l'uso di picozza e ramponi.
Accesso stradale si posteggia l'auto nei pressi della chiesa. (m.1245)
Descrizione: Lasciata l'auto a Viozene (m 1245) il sentiero inizia sulla destra della chiesa, si risale per il borgo percorrendo la stretta stradina cementata che poco dopo si addentra in un bosco di nocciole. Dopo circa 45 minuti di cammino si raggiunge il rifugio Mongioie (m.1520) a Pian Rosso.Dal rifugio partono due diramazioni per il Mongioie, la prima in direzione del Bocchin dell'Aseo (m.2292) con 2 ore e 15 minuti di cammino, la seconda per il Bocchin delle Scaglie (più ripido, m. 2325) consigliato eventualmente per la discesa, volendo fare un percorso ad anello.
Il sentiero comincia a salire sempre più ripido verso Pian dell'Olio (m 2090). Raggiunto il pianoro dove un masso ben squadrato chiamato "Pietra dello Scambio" ricorda che questa era un'antica via di collegamento tra la Liguria e il Piemonte. Si risale ora verso il Bocchin dell' Aseo (m 2292) e si percorre la gola che divide il Monte Rotondo (m 2497) e la Cima Revelli (m 2489) dal Mongioie(m 2630). Arrivati al Bocchin dell'Aseo si prende il sentiero a sinistra (cartello indicatore) porta sul Mongioie. Sono gli ultimi 400 m., i più faticosi anche perchè costituiti in prevalenza da scaglie di roccia friabile (questo il motivo per cui a inizio stagione conviene salire il pendio se ancora innevato). Risalendo si può scorgere in basso sul versante a nord il laghetto della Raschera (m 2110). Dopo circa 1 ora di cammino si raggiunge la cima a m 2630; se la giornata è limpida le fatiche sono ripagate dalla splendida vista che spazia dalle Alpi al Mare.
Discesa: Esistono due possibilità: la prima per il versante di salita, la seconda (soluzione consigliata solo con ottima visibilità) si seguono alcuni ometti di pietra che portano a ridiscendere dalla parte opposta a quella di salita in direzione del Bocchin delle Scaglie (m 2325), ad ovest del Mongioie, da dove ha inizio l'omonima gola. Un canalone di detriti che attraversa le Rocche del Garbo e la Cima delle Colme (m 2378) e finisce alle spalle del rifugio.
https://www.youtube.com/watch?v=OllHL4AHN5M&list=UUI3mrR-codcPKwE4xEkLwHw

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