lunedì 6 settembre 2010

Ferrata Orrido di Foresto

La ferrata dell'Orrido di Foresto è situata in uno dei santuari dell'arrampicata valsusina degli anni '80. Penetra nella forra intagliata nel fianco orientale del Rocciamelone, fra rocce aggettanti, cascate e pozze smeraldine. L'ambiente è tetro e spettacolare nel medesimo tempo, il torrente scorre impetuoso costantemente sul fondo del canyon. I fianchi dell'orrido sono molto scoscesi ripidi ed in molti casi verticali e strapiombanti, pertanto non offrono nessuna via di fuga, rendendo così il percorso decisamente emozionante.
Dislivello: 250 m.

Tempo di percorrenza: 2/3 ore
Difficoltà: D
Periodo: Percorribile tutto l'anno, tenendo conto
che nei mesi invernali il percorso può presentare tratti ghiacciati. Assolutamente non va percorsa dopo abbondanti piogge o temporali e durante lo scioglimento delle nevi, in quanto la portata d'acqua nel canyon la renderebbe molto pericolosa e impercorribile.
Accesso:
Autostrada Torino-Bardonecchia, uscita a Bussoleno, si continua sulla statale 25 verso Susa fino a Foresto (cartello Orrido di Foresto), parcheggiare nel paesino di fronte al monumento ai caduti.

Descrizione: Dal parcheggio attraversare il ponte sul torrente del Rocciamelone e risalire verso l'evidente spaccatura dell'orrido che si raggiunge in pochi minuti. Entrando nell'orrido si noteranno sulla sinistra i ruderi dell'antico Lazzaretto dei lebbrosi e gli spit delle molte vie di arrampicata ed il cartello della ferrata (il disegno non corrisponde alla realtà, in quanto in questo ultimo anno 2010 sono state apportate notevoli modifiche al percorso, aggiungendo tre nuovi ponti tibetani rendendo il percorso più sicuro e logico). Si inizia con un facile traverso fino a raggiungere il primo ponte tibetano, abbastanza lungo e ballerino. Poi un ulteriore traverso leggermente più impegativo porta al secondo ponte tibetano. Si entra così nella gola sempre più stretta fino all'anfiteatro, dove si sale un muro atletico e un leggermente strapiombante di 30 m., che passa molto vicino alla seconda cascata. Si giunge poi facilmente alla terza cascata. Salendo un'altro tratto verticale e leggermente strapiombante e si arriva al terzo ponte tibetano, pervenendo così alla quarta cascata. La gola si fa ora più ampia e luminosa, si sale un diedro abbattuto, una crestina ed un erto muro. Si lascia il rio e seguendo il cavo nel bosco molto ripido si arriva al termine della ferrata.
Discesa: Dal termine della della ferrata, per sentiero sulla sinistra seguire il cartello per Foresto (ore 0.30)

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