sabato 28 marzo 2009

Amici miei

Franco Brando: Frenk per gli amici, senza di lui non ci sarebbe il reportage della gita, anche la più corta è fatta di 450 scatti. Si vocifera che possegga già dieci Hard Disk esterni per contenerle tutte. Sempre pronto a qualunque gita, basta un SMS e te lo ritrovi pronto a partire con lo zaino in spalla. Amico insostituibile.


Luigi Calissi: detto Lùis, anagraficamente è il nonno del gruppo, (ma solo anagraficamente) dotato di un'agilità da fare invidia ai più giovani, ex paracadutista, non c'è passaggio in ferrata che non possa essere superato. Causa tre donne e un gatto in casa, non sempre è presente a tutte le gite, ma quando c'è si fà sentire.
Sergio Chiarla: detto Nano Ciaspolo, siamo riusciti a strapparlo
alle affollate piste del Sestriere per portarlo ad una frequentazione più umana della montagna, cosa che lui ha molto gradito. Possiamo paragonarlo ad un Landini, quando parte con le ciaspole si ferma solo a destinazione. Dotato di grande senso dell'umorismo, oramai è coppia fissa con Frenk, numerosi filmati li ritraggono in spassosissime gag. Ora stà solo aspettando il battesimo della prima ferrata, dopodichè sarà per sempre dei nostri.

Sebastien Mlynarczyk: solo il cognome mette paura.... quindi Seb per gli amici. Franco-Polacco oramai naturalizzato Italiano. Uno dei più giovani del gruppo, quindi molto entusiasta, da quando è arrivato in Italia non solo gli abbiamo "imparato" la lingua (anche piemontese) ma ha scoperto un sacco di bei posti, iniziato a sciare e a destreggiarsi ottimamente sulle ferrate. Se nuovi orizzonti (in particolare ragazze sparse per il mondo) non lo porteranno via continuerà ad essere un ottimo compagno di gite.


Alberto Gramaglia: Alby per gli amici, ha sempre una scusa pronta per non venire (bosco da curare e piante da tagliare) ma visto che è alla sua età un "single" incallito, oramai stentiamo a credergli. Nelle poche gite in cui si è unito a noi ha saputo dimostrare tutta la sua generosità, da vero uomo di montagna.


Christian Carello: ragazzo di Calabria, veramente tosto e quadrato, rivelazione del gruppo. Portato naturalmente verso la montagna, molto naturale nell'arrampicata è riuscito alla soglia dei trent'anni ad imparare a sciare. Sempre presente alle gite, tranne in alcuni periodi dell'anno
(quando la sua ragazza sale dalla Calabria e staziona per mesi a Torino). Ad agosto di quest'anno si sposerà...... chissà se lo perderemo definitivamente?


Claudio Roccati: vecchio amico d'infanzia e primo compagno di cordata in alta montagna (Monte Bianco compreso). Poi si è perso, in questi ultimi anni lo hanno visto girovagare su un vecchio taxi sgangherato (di cui allego foto), ogni giorno alla ricerca di nuove strade alternative.

Pare però che adesso anche grazie ad un nuovo navigatore satellitare di ultimissima generazione appena acquistato, si sia convinto di tornare sulla vecchia strada. Speriamo sia così.


Renzo Casacci: vecchia conoscenza negli ambienti bene di Gressoney amicone di liceo di Nano Ciaspolo, sarebbe la ciliegina sulla torta per la nostra compagnia. Dotato di humor raffinato e molto sottile, ha partecipato solo alla gita all'Alpenzu, poi un fastidiosissimo, (ma che dico...) dolorosissimo dolore al ginocchio dx o sx? (non ricordo ma non importa, il dolore sarebbe stato uguale) dovuto al piatto tibiale, per il momento lo tiene lontano dalla nostra compagnia. Ma siamo speranzosi di riaverlo presto.


Antony Guerin: vive sotto lo stesso tetto con Seb, (ma non pensate subito male, è solo per dividere le spese) è dotato di fisico atletico, ma è troppo dedito al lavoro per frequentare assiduamente la montagna. Recentemente ha scoperto di avere un'ernia al disco (ma si sà, ad una certa età...) Comunque ogni tanto si unisce al gruppo con grande entusiasmo.


Fredric Citron: semplicemente Fred, è l'uomo incognita per eccellenza, a cominciare da come riesce a legarsi la salopette (ad ICS appunto) dopo anni di permanenza in Italia, non riusciamo ancora a fare un discorso completo in un linguaggio comprensibile ad entrambi. Nelle gite ciò che più apprezza è la sosta in rifugio, dove riesce (come noi del resto) a dare il meglio di se.

Mario Albertino: detto Ciaspola d'argento per via del colore grigio naturale dei miei capelli. Che dire di me.... sono la mente del gruppo (sti cazzi.... che modestia) non certo perchè sia il più bravo, ma perchè amo cercare e trovare la gita di soddisfazione per tutti, (e sopratutto per me)ancora di più quando si conclude degnamente in qualche rifugio seduti con le gambe sotto al tavolo gustando vari tipi di polenta e frizzanti vinelli(ebbene si, in fondo in fondo nel nostro gruppo siamo tutti buongustai) ma la soddisfazione più grande è avere degli AMICI così.
A questo punto però qualcuno si sarà posto la domanda,
ma le donne in questo gruppo non ci sono?
Forse non sono mai esistite, ma qualcuno giura di averla viste,
(o perlomeno sognate)
ma si sa le alte quote a volte creano situazioni allucinogene.
Esistono però alcuni scatti che le ritraggono, ma per pudore e per non creare crisi famigliari, ne farò solo un breve accenno con alcune foto...
(e un giorno forse metterò anche il loro profilo)

martedì 17 marzo 2009

Rifugio Selleries 2023 m.

Accesso: Dopo la borgata di Mentoulles raggiungibile con la S.S. 23 si arriva a Depot. Seguire la strda per il Colle delle Finestre, e proseguire fino all'ex sanatorio Agnelli dove la strada è chiusa.
Cartografia: I.G.C. Valle di Susa-Chisone e Germanasca
Esposizione: prevalentemente Sud
Lunghezza: Km. 15 A/R
Dislivello: m. 423
Periodo migliore: marzo-aprile

Descrizione:
Parcheggiata l'auto all'ex sanatorio, che è ora luogo di soggiorno gestito dalla Provincia, seguire la strada che con un ampio tornante si inoltra nella foresta di pini marittimi. Questa prima parte dell'escursione è dominata dal forte S. Carlo sul costone Sud-Ovest dell'Orsiera. Superato il bivio con il forte sulla sx proseguire nel bosco di larici con un falsopiano che conduce a Pra Catinat, stupendo altopiano di pascoli che in estate gode di un'eccezionale fioritura. Al bivio prima della fontana, prendere la strada a dx che attraversa un ampio pianoro a balconata sulla valle. Con due ripidi tornanti si guadagna quota tanto da giungere in vista delle Bergerie Jouglard (m. 2047) cui si arriva prestando molta attenzione allo scivolo di neve che proviene dall'Orsiera sulla sx il quale necessita di neve sicura. Superate le baite, un breve mezzacosta consente di arrivare nella conca dove si trova il Rifugio Selleries a quota m. 2023. LOrsiera a dx e la punta Cristalliera a sx dominano lo stupendo vallone.
La discesa si effettua per il medesimo itinerario. Tempo complessivo 4 ore A/R
Raccomandabile una sosta al Rifugio, molto ben custodito e di cordiale ospitalità.


venerdì 6 marzo 2009

Ferrata del Rouas

Accesso: Autostrada del Frejus, uscita Bardonecchia, poi direzione Melezet. Dopo Melezet notare una parabola di ripetitore a destra (cartello della ferrata) parcheggio poco oltre di fronte al campeggio.
Periodo: aprile - novembre
Difficoltà: itinerario A (via normale) difficoltà AD sviluppo 750 m. tempo 2 ore
itinerario B (La Balma del Camoscio) difficoltà D sviluppo 250 m. tempo 1 ora e 30 minuti
itinerario C (Variante della Grotta) difficoltà PD sviluppo 40 m. tempo 10 minuti


Descrizione:
Si comincia l'ascensione per pilastrini inclinati, brevi risalti e placche, poi obliquando a sx per cenge e saltini
si perviene al bivio della "Balma del Camoscio" proseguendo a sx si continua per la via normale sino a raggiungere la spalla del Rouas. Oppure al bivio piegando a dx si prosegue per la variante atletica, dove ci si può cimentare, dopo un tratto obliquo con uno strapiombo (che tira un pò di braccia) che introduce alla parte superiore della falesia, per proseguire poi con un lungo traverso. Attraversare un paio di cascatelle e proseguire per diedri e strapiombini e per una facile cresta si arriva al Bosco del Rouas in cima alla falesia.
Per sentiero si ritorna alla spalla. In traversata ascendente verso sx con facile percorso si perviene al passaggio nella grotta. Una fune tesa ed una passerella super sicura permettono l'attraversamento delle fenditure che tagliano la falesia. Quindi con tratti in discesa si perviene alla base della ferrata. Pochi minuti di sentiero riportano al parcheggio.

giovedì 5 marzo 2009

Ferrata Carlo Giorda alla Sacra di San Michele

Accesso: Torino, Rivoli SS25 della Valle di Susa, attraversare S. Ambrogio, dopo la trttoria dei cacciatori
a sinistra la strada della cava di pietra fino al cartello della ferrata (parcheggio)
Periodo: tutto l'anno
Difficoltà: PD/AD, qualche passo D
Dislivello: 600 m.
Tempi: 4 ore



Descrizione:
La via attacca direttamente dal piccolo posteggio, in linea generale si segue per la prima parte lo sperone che costeggia l'enorme cava in disuso, per poi a metà percorso traversare lungamente a dx, andando a prendere lo sperone più evidente che scende dalla cima. In generale non ci sono grosse difficoltà tecniche o lunghi tratti verticali, ma l'ampiezza dell'itinerario consiglia prudenza. Esistono due vie di fuga, la prima dopo 300 m. a livello di Pian Cestlet, una seconda dopo 500 m. all'altezza di U Saut du Cin da dove si può raggiungere la borgata San Pietro. Dalla sommità della ferrata che termina contro il muro dell'Abbazia si prosegue a dx per un sentiero poco comodo, che con alcuni saliscendi raggiunge la strada asfaltata.
Discesa: dalla strada asfaltata imboccare l'antica mulattiera (cartello indicatore), che passando dalla borgata San Pietro ritorna in paese a San' Ambrogio (1 ora e 30)

Le 2 vie ferrate di Vigneaux

Accesso: Colle del Monginevro, Briancon, Prelles, la D4 per Vallouise. Parcheggiare prima di Les Vigneaux a dx sulla sterrata che porta alla prefabbricata di legno dove si paga
Periodo: da aprile a novembre
Difficoltà: Le Colombier PD/D 380 m.; La Balme D/D+ 450 m.
Dislivello: Le Colombier 460 m. La Balme 520 m.
Tempi: Le Colombier 3 ore, La Balme 3 ore e 30 minuti
Note: Ferrata a pagamento, Euro 3,05 al parcheggio (luglio/agosto) Uff. Turismo 04-9223.3580
Forse è la ferrata più frequentata di Francia, a metà percorso si biforca in due vie. Colombier meno impegnativa a sinistra, La Balme più sportiva a destra. Queste ferrate sono molto amate perchè sono attrezzate solo per lo stretto necessario, estrema esposizione in ambiente dolomitico.
Descrizione:
Dalla prefabbricata prendere il sentiero a dx che porta in circa 30 minuti a quota 1250 m. ai primi cavi.
Si sale con un lungo ed esposto traverso (a piombo sul cimitero), poi una placca molto liscia, una cresta aerea e delicata, ed ecco la cengia da dove si dipartono le due ferrate.

Le Colombier: si traversa a sx su placche, aeree ma facili. Si arriva ad una scala molto aerea che termina nel cielo. Dopo la scala si arrampica suua esposta parete di dx, belle placche molto esposte e l'ultimo muro verticale di 12 metri che porta alla fine della via. 10 minuti di sentiero portano alla pista della forestale, dove si gira a sx (ometto) pochi metri dopo a sx un sentiero riporta in 20 minuti al parcheggio.
La Balme: dal bivio di cui sopra, si sale a dx su una bella placca molto dura, seguita da vari muri molto verticali con pochi attrezzi metallici (qualcuno in più non guasterebbero) dove si tira molto di braccia sino a raggiungere una piega della falesia dove si trova un tratto strapiombante (D+) che scavalca il tetto di una grotta. Poi una traversata e un muro verticale (D+) e alcuni risalti aerei portano in cima. Da qui raggiungere e seguire sulla sx la pista forestale e scendere ad incontrare l'uscita dell'altro ramo della ferrata.



mercoledì 4 marzo 2009

Sentiero attrezzato "F.e G. Gatti" per il Monte de la Brenva

Accesso: Autostrada Aosta-Traforo Monte Bianco, uscita a Morgex, poi SS26 verso il traforo, poi Entreves, si va a La Palud dove si parcheggia nel piazzale della Funivia del Monte Bianco.
Periodo: luglio-settembre
Difficoltà: PD/AD
Dislivello: 130 m.
Tempi: 3 ore A/R
Ufficio del Turismo: AIAT Courmayeur 0165.842060

Descrizione:
Con la funivia si sale al Pavillon du Mont Frety (2174 m.) poi si prende l'antico sentiero del Rifugio Torino, che parte dietro alla stazione stessa costeggiando il Giardino Botanico e sale con lunghi tornanti fino ad un bivio a quota 2220 m. dove si prende a sx in sentiero segnato 20A Belvedere. Si attraversa un primo ampio vallone erboso, per poi arrivare ad un secondo vallone più selvaggio. Lo si attraversa guadando prima un ruscello, poi scalando alcune facili rocce (catena metallica) si arriva al Belvedere (2200 m.
Si scende per tornanti ripidi e si raggiunge una parete rocciosa che si scende su una ripida ed esposta rampa
(corde fisse) fino ad arrivare al fondo dell'altro vallone. Poi su terreno più semplice inizia un percorso a sali-scendi, si guada un ruscello che scende dal Ghiacciaio di Entreves, per arrivare infine all'attacco della parete
Est del Monte della Brenva. Ci si innalza in traverso a mezza costa su roccette e ripidi canalini con l'ausilio di passaggi attrezzati fino a sbucare sulla cresta di arrivo (2300 m. 1 ora e fine del percorso).
Panorama mozzafiato sopra il Ghiacciaio della Brenva, che anche se molto ridotto mantiene intatto tutto il suo fascino.

Discesa: Il ritorno avviene per il medesimo percorso e richiede praticamente lo stesso tempo.

Guglia Rossa 2548 m.


Quota partenza: m. 1778
Quota vetta: m. 2548
Dislivello: m. 770
Difficoltà: E
Esposizione: Sud-Ovest
Località di partenza: Colle della Scala (Echelle) lato francese Névache(Hautes-Alpes)
Note: Parcheggio sulla sx in corrispondenza del cartello Col de l'Echelle


Descrizione:
30 mt prima del cartello si stacca sulla dx un sentierino non segnalato, che dopo circa 150 mt di salita incrocia il sentiero segnalato che arriva da Nevache. Si prosegue su di questo a dx . Con un paio di lunghi diagonali e qualche tornante si sale sulla spalla ovest e dopo avere incrociato i numerosi sentieri in arrivo da sx ( di nuovo Nevache, Col di Thures) e dx ( Colle Scala lato italiano) si giunge alla base del ripido pendio finale dove una bella traccia sale con alcuni zig-zag sino alla cima (ultimo tratto un po aereo , EE - in caso di neve)


Discesa: per l'itinerario di salita

martedì 3 marzo 2009

Punta Violetta o del Nivolet m.3031

Località di prtenza: Colle del Nivolet - Rifugio Città di Chivasso m. 2604
Dislivello: 427 m.
Tempo di salita: 1h 30"
Cartografia: IGM f. 41, tav. Colle del Nivolet
Note: Graziosa punta rocciosa ad E dei laghi del Nivolet. Consigliata per la brevità del percorso e per il bellissimo panorama comprendente fra l'altro le Levanne, il Charbonel, tutto il gruppo della Cima d'Oin e Galisia-Basei, la Tsanteleina, la Gr. Sassiere, il Monte Bianco e un vasto settore del Gran Paradiso.


Salita:
Dal Rifugio Città di Chivasso abbassarsi leggermente verso N-E in una conca di pietrame e neve, poi salire diagonalmente sul versante O-N-O della frastagliata cresta delle Rocce del Nivolet. Raggiuntala si continua per l'ampio crinale di erba e pietrame, la Costa di Mentà m. 2819 che volge prima verso N-E, poi S-E in direzione della Punta Violetta (a sx bellissima vedute sul Gran Paradiso, a dx sulle Levanne).
La cresta si presenta ora a blocchi di solida roccia e toccata la quota 2926 si scende per blocchi accatatastati alla successiva lieve inflessione. Il tratto successivo non cambia sino alla croce di vetta.
Variante:
Dal lago Agnel proseguire sulla strada del Colle del Nivolet fino allo sbocco del vallone racchiuso fra le Rocce del Nivolet e la Punta Violetta. Lasciato l'automezzo, percorrere il fondo del vallone in direzione del versante O o della cresta S-O della nostra punta. Per uno dei due, versante o cresta, si guadagna la vetta.
Discesa: seguendo l'itinerario di salita (1h)