sabato 28 febbraio 2009

Ferrata della Crete Sèche

Accesso: Dall'autostrada uscire ad Aosta, dirigersi verso la Valpelline e poco prima di Bionaz, a Dzovenno (m. 1575) prendere a sx la strada per Ruz (m. 1696) dove si parcheggia.
Periodo: Luglio- Settembre
Difficoltà: AD, lunghezza m. 800 il tratto attrezzato
Dislivello: m. 160 il tratto attrezzato, m. 1340 il tutto
Tempi: 8 ore e 30 minuti A/R
Carte: IGC 1:50.000 La Valpelline
Ufficio del Turismo: 0165.33352
Rifugio Crete Sèche: 0165.730030 - 764062 oppure 347.0330713
Note: Relazione tratta da "Le vie ferrate N.2"
Descrizione:
Da Ruz si prende il sentiero N.2 per il Rifugio Crete Sèche (m. 2410, 88 letti, costruito nel 1982, 2 ore e 30 minuti da Ruz) da usare come base per spezzare nel caso la lunga gita qui proposta. Dal Rifugio si sale costeggiando la cresta dell' Arolletta (m. 3017)) verso il Bivacco Spataro (m. 2600 a 30 minuti dal Rifugio)
poi si continua tralasciando il sentiero che viene da sx, giù dal Ghiacciaio dell' Arolletta che si userà per il ritorno, per il Plan della Sabbla, si sale a nord per un pendio detritico e si arriva sulla cresta di confine del Col de Crete Sèche (m. 2899) croce di legno e ometto di pietra (1 ora e 30 minuti dal rifugio). Ora si prende la cresta a sx, 800 metri di roccette e neve, attrezzata regolarmente con cavo di assicurazione e con scalini metallici, che passa per la simpatica e complicata Punta dei Dent d' Ayatse (m. 3061) e poi scende al Col d' Ayatse (m. 3040, 2 ore dal Col Crete Sèche). Fine della ferrata (fino a qui 6 ore circa). Dal Col d' Ayatse si scende a sud il piccolo ghiacciaio e si continua verso sud-est fino a ritrovare il sentiero N. 2 che riporta al Rifugio (1 ora e 30 minuti) ancora un'altra oretta per tornare al parcheggio.
Una gran bella e lunga gita, da fare all'inizio dell'estate in uno stupendo ambiente alpino di avvincente grandiosità e suggestione con panorama grandioso sulle montagne Svizzere e Valdostane.
https://www.youtube.com/watch?v=yGMPdCJRYbA&list=UUI3mrR-codcPKwE4xEkLwHw

mercoledì 18 febbraio 2009

Le 6 vie ferrate du Diable

Le vie ferrate sono state costruite nel canyon scavato dall'Arc sotto le fortificazioni (de l'Esseillon o du Diable) costruite dai Savoia (1815-1821) a difesa dell'accesso al Colle del Moncenisio.
Accesso: Traforo del Frejus, Modane, poi per il colle dell'Iseran (10 Km) fino alle evidenti fortificazioni.
Parcheggio (con bagni, acqua e tavoli da picnic nel bosco) alla Redoute Marie Thèrèse.
Periodo: aprile - dicembre
Ufficio del Turismo: 04-7920.3080 (Aussois) 02-7920.3146 (La Norma)

1) Via ferrata Les Diablotins
Difficoltà: AD, 500 m.
Dislivello: 50 m.
Tempi: 45 minuti
2) Via ferrata Les Angelots
Difficoltà: PD, 400 m.
Dislivello: 50 m. altezza massima da terra 10 m.
Tempi: 45 minuti
3) Via ferrata Traversèe des Anges
Difficoltà: prima parte AD seconda parte D+/MD
Dislivello: -40 m. 360 m.
Tempi: 1 ora
4) Via ferrata La Montèe au Ciel
Difficoltà: D+/MD 500 m.
Dislivello: 120 m.
Tempi: 1 ora
5) Via ferrata Descente aux Enfers - Montèe au Purgatoire
Difficoltà: D+/MD 450 m. + 350 m. di sentiero
Tempi: 1 ora e 30 minuti
6) Via ferrata Chemin de la Vierge
Difficoltà: D/MD 1100 m.
Tempi: 2 ore e 30 minuti

giovedì 5 febbraio 2009

Ferrata di Camoglieres

Accesso: Da Dronero (CN) si risale la Valle Maira passando da San Damiano, Lottulo e poco prima di Macra/Alma, si gira a dx per una stretta stradina, località Camoglieres (Locanda del Silenzio) e si sale alla frazione dove si parcheggia.
Periodo: maggio - novembre esposizione sud-ovest
Difficoltà: D+
Dislivello: m.330, via ferrata m.270
Tempi: ore 3 A/R 2 ore di sola ferrata
Alloggio: Locanda del Silenzio 0171.999305

Descrizione:
Dall'ultima casa della frazione parte un sentiero che in 20 minuti circa porta all'attacco della ferrata. La via inizia con un tratto verticale leggermente strapiombante che conduce dopo 80 metri circa ad un pianoro.
Da quì un sentiero panoramico ed esposto porta alla base del secondo salto che conduce ad un caratteristico monolito, si sale con moderata difficoltà, ma in forte esposizione. Arrivati in cima al monolito, si scende dalla parte opposta al colletto che conduce al ponte tibetano il cui transito è particolarmente emozionante.
Infatti al doppio cavo per i piedi e le mani si intervallano scalini posti ad una distanza di 5 metri per concedereun pò di sosta, in fondo al ponte una caratteristica campanella suona per tutto il percorso, a causa dell'ondeggiamento. A lato esiste una scappatoia per chi non volesse affrontare il ponte. Ultimo trasferimento all'ultima parete strapiombante ed atletica alta circa 40 m. che conduce sul filo di cresta sino all'ultima rampa del sentieroche conduce alla vetta vera e propria, corredata da cartello indicatore, croce di vetta e libro per le firme. Da quì occorre ridiscendere per lo stesso sentiero sino a trovare il cartello "sentiero di rientro" dove in 40 minuti circa si rientra al parcheggio.



lunedì 2 febbraio 2009

Punta Sourela 1770 m.

Quota di partenza: m.1100
Quota della vetta: m.1770
Dislivello complessivo: m.660
Difficoltà: MR
Esposizione: Nord-Est
Località di partenza: Col S. Giovanni [Viù(Torino) - Piemonte]
Note: Otima anche come gita scialpinistica


Descrizione:
Dalle case di Col S.Giovanni o dal cimitero 200 metri dopo salendo salire in direzione est per prati disseminati di baite e in breve superata una corta fascia boscosa raggiungere la larga dorsale dove comincia a definirsi. Seguirla fino in cima (sentiero estivo sulla sinistra) dove c'è un segnale metallico con cassettina e diario di vetta