mercoledì 21 gennaio 2009

Monte Servin

Quota alla partenza: m.1461
Quota alla vetta: m.1756
Dislivello: m.346
Difficoltà: MR
Esposizione: est-ovest
Loc. di partenza: Colle della Vaccera, Angrogna (TO)
Punti di appoggio: Rifugio Jumarre
Note: Ottima anche come gita scialpinistica
Accesso:
Da Luserna S.Giovanni prendere a dx una che porta a S.Lorenzo, quindi toccando Vernè e Portacce d'Angrogna si sale fino al colle della Vaccera.

Descrizione:
Dal colle imboccare la pista di fondo a dx del rifugio abbandonandola poco dopo per salire sulla traccia che mantenendosi sul lato della Val Pellice conduce alla sommità del Monte Servin.

giovedì 15 gennaio 2009

Ferrata des Neyzets

Accesso:
colle del Monginevro, Briancon, per il colle del Lautaret fino a Monetier les Bains/Serre Chevallier 1500.
Prima dell'abitato a sx per la seggiovia del Bachas dove si parcheggia (in funzione luglio/agosto)
Periodo: luglio e agosto
Difficoltà: PD
Dislivello: 600 m., di cui 400 m. via ferrata
Tempi: 4 ore circa


Descrizione:
Dalla seggiovia prendere il sentiero verso l'evidente Arete du Rocher de l'Yret, dove si arriva in 30 minuti.
Tagliare a dx attraversando una colata di detriti fino ai cavi sul versante dx della cresta. Si arrampica sulla cresta quasi sempre sul lato sinistro con passaggi semplici e non troppo aerei nella prima metà. Un paio di volte si passa sulla parte opposta. Uno di questi passaggi è un curioso buco nella roccia, molto scomodo per le taglie grosse. a due terzi della salita la parete si fà più ripida e si sale per placche fino ad una grande fessura che occorre scavalcare o saltare con gli ancoraggi predisposti. Muri esposti ed un pendio finale portano in vetta, molto panoramica con vista sulle pareti e ghiacciaio del Dome di Monetier. 2 ore di salita.
Si scende con sentiero (cablato all'inizio) rapidamente al Col du Vent, da dove a sx si arriva ad un altro colle,
dove piegando ancora a sx si torna alla seggiovia. Ferrata recente, abbastanza facile ma lunga, in un affascinante ambiente alpino




sabato 10 gennaio 2009

Ferrata Rocca Senghi

Accesso: Imboccare la Val Varaita e a Casteldelfino e prendere a sx il vallone di Bellino e percorrelo fino alla frazione di S. Anna, dove si parcheggia dopo il ponte sul torrente Varaita accanto alla centralina elettrica
Periodo: maggio-ottobre
Difficoltà: D+ la prima parte, AD la seconda parte. Portare una lampada per la discesa nella grotta
Dislivello: 260 m.
Tempi: 3 ore A/R
Descrizione:
Dal parcheggio si arriva al successivo ponte (fontana a sx, l'ultima) sul torrente, si attraversa e si continua verso l'alta valle sul sentiero U26 per Grange Cruset, poi a dx per sentiero verso la Rocca senghi che incombe con le sue pareti colorate e verticalissime, già ben visibile da S. Anna di Bellino.
L'attacco della ferrata (1 ora circa dal parcheggio) è a quota 2190 m. alla base dello spigolo verticale ed esposto. A metà parete si vede una cengia che sale dal canale erboso a dx, serve come via di fuga a metà percorso o per aggirare la prima parte più
difficile della ferrata.


Prima parte: si attacca subito verticalmente ed in pochi metri l'esposizione si fà sentire, come è tipico degli spigoli. La ferratura è buona ma non eccessiva, spesso ci sono solo appigli naturali. La via continua sempre sullo spigolo per circa 90 m. senza punti di sosta e con un passaggio verticale che tira di braccia, poi gira verso dx e punta alla cegia. Qui termina la parte più difficile.
Seconda parte: Dopo la congiunzione con la via di fuga, il percorso si fà molto più tranquillo e molto meno esposto (AD) si sale per cenge e paretine sino ad arrivare sotto la vetta dove si trova un bivio. A sx per facili roccette si ariva subito alla croce, a dx per un facile camino/grotta si tocca la stessa croce.
Discesa: dalla cima un sentiero scende verso un colletto, a dx un sentiero arriva in pochi minuti alla casermetta; a sx in pochi metri ci portano alla simpatica e buia galleria che scende dentro la montagna (discesa attrezzata con cavi e gradini, portare la lampada e attenzione a eventuali tratti ghiacciati) e porta ad una caverna usata come polveriera e termina all'altezza della casermetta sopra citata. Si riprende il sentiero e si ritorna all'attacco della ferrata e poi al parcheggio.
Note: Il vallone di Bellino è famoso per i suoi percorsi scialpinistici e per ciaspolare, per le meridiane e per le case affrescate delle sue borgate.

venerdì 9 gennaio 2009

Vallèe Blanche

Note: L a discesa della Vallèe Blanche permette di immergersi nel cuore del Monte Bianco, anche a chi non possiede eccelse capacità sciistiche. E' assolutamente necessario tenere conto del severo ambiente di alta montagna che la contraddistingue. E' quindi consigliata la compagnia di una guida alpina, o almeno la presenza nel gruppo di persone esperte; in quanto il percorso a seconda dell'innevamento può risultare più o meno crepacciato.
Esposizione: nord
Quota massima: m.3400
Località di partenza: Punta Helbronner - Courmayeur (loc. La Palud)
Descrizione:
Da Punta Helbronner si calzano gli sci e si raggiunge il col Flambeau con leggera salita.
Di quì ci si tuffa sul ghiacciaio del Gigante, attraverso la bellissima seraccata sovrastata dal Grand Capucin e dai satelliti del Tacul fino a raggiungere la traccia che scende dall' Aiguille du Midì.
Superata una sezione pianeggiante del ghiacciaio si affronta la seraccata del Requin (rifugio in alto a sx) in cui ci si destreggia tra i seracchi che uniscono l'alto bacino del gigante con il ghiacciaio del Tacul (zona molto crepacciata in caso di scarso innevamento). Si arriva così nel punto chiamato Salle a Manger dove è possibile una sosta; (consiglio di rimanere vicini e di non togliere gli sci e di non mettersi a camminare nei dintorni, è uno dei punti più insidiosi) sovrastati dalla seraccata e dalle pareti delle Aiguille di Chamonix.
Il percorso si fà ora dolce con panorami indimenticabili sul ghiacciaio di Lechaux, la parete nor delle Grand Jorasses, i Dru. In stagioni con abbondante innevamento si può raggiungere Chamonix sci ai piedi. Nel caso non sia possibile, al bordo del ghiacciaio una cabinovia vi riporterà al trenino di Monvert, con il quale ritornerete a Chamonix.
https://picasaweb.google.com/marioalbertino57/ValleeBlanche

mercoledì 7 gennaio 2009

Foto d'Antan

Ho raccolto un pò di foto d'Antan recuperate quà e là nei miei archivi, foto oserei dire quasi storiche visti gli anni oramai trascorsi. L'augurio è, che qualcuno rivedendosi e riconoscendosi possa trarne un sorriso.

Capanna Mautino



Accesso: Torino - Cesana - Bousson
Esposizione: sud-est
Dislivello: m.706
Difficoltà: F
Tempo di salita: h 2:30
Note: Ottima anche come gita scialpinistica
Descrizione:
Dal paese di Bousson seguire la strada forestale in direzione Lago Nero. Si prosegue nel bosco tralasciando la deviazione per Chabaud e Sagnalonga; si arriva così con percorso quasi pianeggiante fino al Lago Nero, sulle cui sponde sorge il rifugio Brigata Alpina ed una chiesetta. Si sale ancora una diecina di minuti e si raggiunge la Capanna Mautino (aperta da dicembre) Bellissimo il panorama verso il Pic de Rochebrune.
Discesa per il medesimo itinerario.



Ferrata degli Artisti

Accesso: Raggiungere Magliolo (uscita autostradale F.Ligure o P.Ligure) si prosegue per Isallo fraz. di Magliolo, da Magliolo bisogna deviare dietro alla chiesa dei Santi Cosma e Damiano (grossa e visibile) scendere in fondo alla valle e risalire lungo la stessa strada. Giunti all'altezza di una cascina la strada prosegue sterrata ma buona e dopo due Km. circa si arriva al parcheggio.
Esposizione: est
Quota base ferrata: m.630
Sviluppo ferrata: m.1200
Dislivello avvicinamento: m.200
Difficoltà: AD
Note: Tempo di salita 3 h circa e h 1:30 la discesa. Molto divertente il ponte tibetano di 40 metri

Descrizione:
Dal parcheggio percorrere la strada sterrata e in prossimità di una curva, seguendo i bolli rossi, si arriva in 30 minuti circa all'attacco.
Per il ritorno si seguono i segnavia rossi (meglio non togliere l'imbragatura, in quanto la prima parte della discesa è attrezzata)

martedì 6 gennaio 2009

Cima del Bosco 2376 m.

Si trova tra la valle di Thuras e la valle Argentera. Meta molto frequentata dagli sci-alpinisti, ma accessibile e facile anche per le racchette da neve. Dalla cima, dove un originale sistema di osservazione aiuta ad identificare le vette circostanti, la vista si apre sull'alta valle di Susa e sul colle del Sestriere. Sfruttata durante la seconda guerra mondiale come postazione militare, sono ancora visibili le macerie delle fortificazioni erette dai nostri soldati.


Località di partenza: Thùres 1667 m.
Località di arrivo: Cima del Bosco 2376 m.
Dislivello: 709 m.
Difficoltà: MR
Tempo di salita: 2,30 ore
Cartografia: IGC n.1 1:50.000, n.105 1:25.000
Bibliografia: A spasso sulla neve di D. Zangirolami e U. Bado
Accesso stradale: dopo l'ultimo casello dell'autostrada Torino-Bardonecchia, si incontra la deviazione per Sestriere-Claviere, la si prende e oltrepassata la galleria si prosegue in direzione di Cesana. Si oltrepassa il paese in direzione di Bousson e all'altezza della caserma si svolta a destra in direzione Thures. Si può parcheggiare l'auto ai bordi della strada.

Descrizione: si entra nel caratteristico paese di Thures e, superata la piazzetta di fronte al rifugio Fontana di Thures, si sale a sinistra verso la strada che passa sopra il paese, oppure si segue la strada e, passato il paese si vede a sinistra la mulattiera con il cartello che indica il sentiero balcone per Cima Bosco. In poco tempo si incontrano le baite Chalvet con la loro chiesetta e seguendo la traccia più evidente si continua a salire nel bosco di larici. Si può scegliere s e fare ampie curve o salire più direttamente fino ad arrivare ai dolci pendii sommitali. Si raggiunge quindi la cima, dove si trova un bel bivacco-cappella dedicato a Saglia-Perona ed a altri valorosi i cui nomi si possono leggere all'interno. In caso di maltempo ci si può riparare dai venti che frequentemente lambiscono la cima.

Discesa: per l'itinerario di salita, tagliando a piacimento i divertenti pendii.

In ricordo di un Amico



Prematuramente sconparso il 7 dicembre 2008 durante una gita di sci alpinismo in Val Pellice insieme ad altri tre suoi compagni.
Gli devo un grazie, per avermi permesso di realizzare il mio sogno nel cassetto nel marzo del 2008 accompagnandomi nella discesa della Vallèe Blanche.
Ciao Marco.

Una serata speciale


Febbraio 2008
Mario - Gnaro Mondinelli - Franco

Rifugio Barfè

Accesso: Torino - Pinerolo - Torre Pellice
Appena prima del centro abitato di Torre Pellice, si svolta a dx e ci si dirige in località Ponte Barfè Km.6.5 da Torre Pellice sulla strada che porta a Prà del Torno, dove si può lasciare l'auto.
Esposizione: Nord Ovest
Dislivello: m.390
Difficoltà: MR
Note: Gita effettuabile con qualsiasi tipo di neve, traccia generalmente battuta.
Punti di appoggio: Rifugio Barfè aperto nei fine settimana tel.0121-932762 - 3336277798 (ottima cucina)

Descrizione:
Si imbocca la pista forestale che con ampi tornanti e toccando varie borgate, porta sino ad una cappelletta ai piedi di un bosco di larici. A questo punto abbandonata la pista si segue il sentiero GTA, che con pendenza costante, porta sino al rifugio.

lunedì 5 gennaio 2009

Grange della Rho - M. di Monserrat

Accesso: raggiunta Bardonecchia atrraversare l'abitato fino al Borgo vecchio (campo del torrente) o proseguire quando la strada lo consente, un breve tratto della carrozzabile che sale al colle del Frejus e all'indicazione grange della Rho, lasciare l'auto.
Esposizione: sud-est
Lunghezza: Km. 10 A/R
Dislivello: m. 400
Difficoltà: MR

Descrizione: Lasciata l'auto a Borgo Vecchio a quota m.1350 circa seguire la strada per il vallone del Frejus e Grange della Rho. a circa Km.1.5 circa al bivio con il vallone del Frejus, prendere a sx la strada che a ripidi tornanti porta alle Grange della Rho m.1686. Proseguire su tracciato dolce e costante fino alla cappella della Madonna di Monserrat m.1756 a guardia del vallone con imponente vista sulla Rocca Bernauda e i Re Magi.